Terremoto in Cina, almeno 126 morti: soccorritori al lavoro a -15C°

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Sale a 126 morti il bilancio delle vittime del terremoto di magnitudo 6,2 che in Cina ha scosso la provincia montuosa del Gansu, nel nord-ovest. Come riporta la Xinhua, che cita dati ufficiali, nella provincia sono rimaste uccise 113 persone e ferite altre 536. Il terremoto ha danneggiato 155.393 case, di cui molte particolarmente fragili poiché costruite in argilla. Nella regione confinante del Qinghai, le vittime accertate sono 13 con 182 feriti e 20 dispersi. I soccorsi sono complicati sia dal freddo polare (stanotte le temperature si aggiravano sui -15C°) e dall’interruzione delle forniture di energia elettrica ed acqua.

Secondo il China Earthquake Networks Center, il terremoto è avvenuto alle 23.59 di lunedì a una profondità di 10 km. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato l’invio di migliaia di soccorritori nella regione, tra le più povere della Cina. La provincia, che ha stanziato 20 milioni di yuan (2,5 milioni di euro) per rispondere all’emergenza, ha anche inviato 2.600 tende di cotone, 10.400 letti pieghevoli, 10.400 trapunte, 10.400 materassi di cotone e 1.000 set di stufe. Poiché l’area del disastro si trova in una regione ad alta quota dove il clima è molto freddo, Xinhua riferisce che i soccorsi stanno lavorando per prevenire disastri secondari causati da fattori esterni al sisma.

Sebbene solitamente le 72 ore successive al terremoto siano quelle decisive per il salvataggio dei sopravvissuti, il clima estremo potrebbe accorciare di netto la finestra. Diverse infrastrutture idriche, elettriche, di trasporto e di comunicazione sono state danneggiate. Decine di autostrade e strade rurali sono state distrutte da numerose frane, anche se non sembra abbiano causato vittime.

Taiwan ‘pronta a offrire assistenza’

Cordoglio della presidente di Taiwan, Tsai Ing-wen. L’isola si è offerta di fornire assistenza al gigante asiatico.”Le mie più sentite condoglianze a tutti coloro che hanno perso i propri cari nel terremoto nel nordovest della Cina – si legge in un messaggio su X – Preghiamo affinché tutte le persone colpite ricevano l’assistenza di cui hanno bisogno e speriamo in una ripresa rapida. Taiwan è pronta a offrire assistenza nella risposta al disastro”. Pechino considera Taiwan una “provincia ribelle” da “riunificare”. L’isola, di fatto indipendente, va al voto il 13 gennaio.

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