A Verona si racconta l’arte con la tecnologia

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Raccontare il patrimonio culturale locale attraverso nuovi strumenti multimediali e tecnologici. Questo il focus del progetto VeneToAll, elaborato all’interno del Lamedan, laboratorio di Studi medievali e danteschi dell’università di Verona, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti, oltre che con il coinvolgimento di istituzioni e realtà produttive del territorio, come la Biblioteca civica, l’Archivio di Stato, il Centro di Documentazione per la storia della Valpolicella, BentoBox, azienda veronese specializzata nel settore della comunicazione digitale, e l’università americana di Notre Dame. Il progetto ha ottenuto un finanziamento di oltre 100mila euro dalla Regione Veneto, grazie al quale potranno essere assegnate ben tre borse di studio annuali a laureate o laureati, dottorande o dottorandi. 

“Ci siamo resi conto, spiega il coordinatore Paolo Pellegrini, docente di Filologia italiana nell’ateneo veronese e direttore del Lamedan, che il numero di laureati che utilizzano le competenze acquisite nei percorsi umanistici, al di fuori dell’insegnamento, non risulta ancora pienamente soddisfacente, nonostante si tratti di professionalità di alto livello”.

“Questo, prosegue Pellegrini, rappresenta una sicura perdita di valore per il territorio, la cui eredità culturale avrebbe invece mai come ora bisogno di essere raccontata da chi ha gli strumenti per indagarla approfonditamente e divulgarla correttamente”.

Per ottenere dei risultati significativi, però, è necessario integrare queste competenze con la conoscenza di nuovi linguaggi, in particolare visivi, e di tecnologie informatiche che permettano un potenziamento dell’offerta ma soprattutto la sua diffusione globale.

Da queste esigenze nasce la proposta lanciata all’Accademia di Belle Arti, dove esiste un corso di laurea dedicato, appunto, alla formazione esperti di linguaggi multimediali, di integrare le rispettive competenze, per creare un percorso sperimentale che arrivi a illustrare il patrimonio culturale del territorio veronese e che possa poi diventare modello per sviluppi futuri. Formazione umanistica sul piano dei testi, dei documenti e dello studio dei monumenti e delle espressioni artistiche, competenze nella costruzione di prodotti multimediali e nuove tecnologie informatiche di accesso, condivisione e reimpiego della digitalizzazione delle fonti sono i pilastri su cui si è basato il progetto, che ha ricevuto, all’interno del bando regionale Fse, il secondo finanziamento più alto, tra quelli relativi ai beni culturali.

Le studentesse e gli studenti che vinceranno le borse di studio lavoreranno alla produzione di contenuti e strumenti multimediali, attraverso percorsi legati alla valorizzazione del patrimonio culturale veronese, in collaborazione con il Lamedan, Bentobox e l’università di Notre Dame dell’Indiana.

agi

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