Pd-M5s, regge l’asse sulle regioni ma le crepe ci sono

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“Elly, fai di tutto, perché il problema è che non state insieme e tu devi fare questo sforzo in più di dire agli altri: mettiamoci assieme”. La felpa rossa con la scritta No Ponte spicca su una piazza del Parlamento attraversata per lo più da completi di sartoria. È quella dell’ex sindaco di Messina, Renato Accorinti, decano delle battaglie contro il Ponte sullo Stretto.

Un appello, il suo, che mira a mettere assieme le opposizioni contro il progetto del ministro Matteo Salvini, ma che cade nelle ore più calde dello scontro fra Pd e Movimento 5 Stelle. Non a caso Elly Schlein, in piazza per incontrare Accorinti, risponde sottolineando: “Lo dici alla più unitaria di tutti”.

Poco prima dell’incontro, infatti, dem e Cinque Stelle sono stati protagonisti di un nuovo ‘strappo’. L’eurodeputata e vice presidente del Parlamento di Bruxelles, Pina Picierno, dichiara in una intervista che “L’Opa ostile di Conte” non spaventa i dem. Anzi: “Manteniamo un atteggiamento di responsabilità cercando punti di contatto con loro perché le alleanze così si fanno”. Tuttavia, “registriamo incertezza dove i candidati non sono di stretto rito pentastellato, siano essi civici che del Pd”. Un riferimento esplicito al dossier Regionali, con i Cinque Stelle e il Pd che cercano di trovare la quadra su candidati comuni.

Al momento, però, le uniche caselle andate al loro posto sono quelle della Sardegna, dove Pd e M5s hanno trovato l’accordo sulla grillina Alessandra Todde, e dell’Abruzzo, in cui si è trovata una alleanza ancora più larga sull’ex rettore Luciano D’Amico. A rispondere alla vicepresidente del Parlamento europeo è il gruppo europeo del M5s. “Da Picierno non accettiamo nessuna lezione di progressismo visto che sulla politica estera e di difesa, vedi l’invio di armi all’Ucraina, o sull’ambiente, vedi il voto sul regolamento imballaggi, esprime la stessa posizione di Fratelli d’Italia. Questo dovrebbe spingerla a riflettere sui veri valori progressisti che purtroppo da tempo solo a parole rappresenta”.

Ai pentastellati risponde un esponente di primo piano della segreteria dem: “Alle valutazioni politiche fatte dalla vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno il M5S in Europa poteva rispondere in maniera pacata e con critiche costruttive, non nella maniera sguaiata che hanno deciso di tenere”, dice Alessandro Alfieri: “Se si vuole tentare a tutti i livelli percorsi di lavoro insieme, come sta cercando di fare il Pd con pazienza e senso di responsabilità, non è questo il modo di procedere”. Parole che suonano come un avvertimento.

In gioco ci sono gli accordi non ancora stipulati nelle regioni e nei comuni che andranno al voto in primavera, ma anche quelli ancora da stipulare. A scandagliare fonti parlamentari dem, tuttavia, le tensioni delle ultime sono considerate poco più che “scosse di assestamento” dovute al “doppio riconoscimento della leadership di Schlein”: da una parte il duello con Giorgia Meloni, dall’altra l’investitura a federatrice arrivata da Romani Prodi.

Dall’altra parte, il dibattito sul federatore non sembra preoccupare il presidente del Movimento. Giuseppe Conte ha già fatto presente, a più riprese e con toni netti, che il M5s non si farà federare. Che poi, fanno notare fonti parlamentari M5s è la prosecuzione con altre parole dell’adagio “no al campo largo sì al campo giusto”. Se unita’ deve essere, questa è possibile solo a livello di singoli provvedimenti, viene ribadito.

“Nessuno strascico”, viene confermato da fonti M5s. Lo dimostra anche la stretta di mano fra Giuseppe Conte ed Elly Schlein in Transatlantico, sotto gli occhi del responsabile Esteri del Pd Peppe Provenzano. Conte e Schlein sono apparsi perfettamente distesi nell’incontrarsi in una pausa dei lavori d’Aula. Dal Pd viene sottolineato che “mettersi a litigare ogni giorno con il M5s non è il progetto politico che ha in mente la segretaria”. Insomma, a nessuno passa per la testa di rompere il filo del dialogo. Tantomeno alla segretaria.

La leader dem continua nel lavoro di cucitura per tenere unite le opposizioni: “Sulle battaglie comuni bisogna unire le forze perché questo governo sta tirando dritto su tutto. Se siamo insieme riusciamo a fermare meglio i progetti sbagliati”, dice al sindaco No Ponte. E questo, viene osservato da fonti dem, “nonostante nell’opposizione ci sia chi continua a fare competizione elettorale interna”.

Stando così le cose, quello che si viene a delineare nei prossimi mesi è uno schema per cui Pd e M5s – ma anche Azione e Iv – continueranno a punzecchiarsi per ottenere qualche punto percentuale in più alle europee, dove si vota col proporzionale e le coalizioni non contano. Al contempo, sulle regionali e le amministrative, si continuerà a lavorare, a partire dai territori, per tenere insieme le forze alternative a quelle di governo. “Il Pd continuerà a cercare l’alleanza coni Cinque Stelle perché senza alleanza, semplicemente, si perde”, osserva un parlamentare dem: “Se poi loro non ci stanno, pazienza. Noi il nostro lo avremo fatto. Non sarà il Pd a rompere”. 

agi

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