Scuola. Compiti a casa e vacanze, come uscirne vivi: ecco 5 consigli

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Quali i suggerimenti a figli e genitori per una migliore gestione del tempo da dedicare ai compiti, trovando anche lo spazio per la condivisione familiare? Eccoli: – Fare un piano di lavoro con un timing di realizzazione del progetto compiti.

Diario, o calendario digitale se lo si preferisce, alla mano e si iniziano a contare i giorni che mancano al rientro a scuola, escludendo i sabati e le domeniche oltreché i giorni festivi. Si contano le pagine che si devono studiare, gli esercizi da fare, e si inizia una programmazione decidendo in modo condiviso – genitori e figli – di dedicare un numero di ore dove la concentrazione e l’energia saranno dedicate solo ai compiti.

Al tempo stimato se ne aggiunge un 20% in più, perché un imprevisto o una difficoltà può sempre capitare. Questo sarà un allenamento per programmare meglio le attività quando i bambini diventeranno adulti. – Avere chiaro a cosa servono i compiti, per non percepirli come un obbligo. I compiti andrebbero presentati come se fossero dei quiz o degli indovinelli, in modo da non annoiare. Le materie di studio vanno alternate durante i pomeriggi dedicati nel piano di svolgimento e vanno previste anche delle pause dove i bambini possono distrarsi, o giocando o dando una sbirciata veloce alla chat degli amici su whatsapp. È importante idratarsi bevendo acqua, concedersi una chiacchierata su qualcosa che a loro piace. – Trovare momenti di condivisione familiare.

Si può andare a vedere una mostra, o a visitare un luogo che parli di quanto i bambini hanno fatto a scuola e di quanto è stato loro assegnato per casa. Oppure, si può parlarne a tavola, o nei momenti di relax sul divano, anziché utilizzare smartphone o tenere la tv accesa. – Verificare dati e notizie se si usa l’intelligenza artificiale. L’Ai sarà sempre più presente nella nostra vita, ma bisogna fare attenzione a quanto ne emerge dall’uso, senza mai idealizzarla o al contrario demonizzarla. L’Ai non è la risolutrice dei problemi, è uno strumento educativo, una applicazione che può facilitarci la vita. – Fare una pausa ogni 20-40′, a seconda dell’età, sgranchendosi le gambe o facendo una piccola passeggiata. È nelle pause, e durante il sonno, che le informazioni si consolidano nella nostra mente. Senza il giusto tempo di riposo, quindi, i concetti appresi non si sedimentano in modo efficiente. Fare delle pause e avere una buona qualità del riposo, inoltre, aiuta a prevenire la stanchezza, e si abbassa il cortisolo, l’ormone dello stress. Vivere situazioni di stress prolungate può essere motivo di demotivazione a tal punto da diventare cronica. La motivazione e la linfa vitale di uno studente.

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