«Benedetto il frutto del tuo grembo!», il caffè spirituale di mons. Savino

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CAFFÈ SPIRITUALE                             

 GIOVEDÌ 21 DICEMBRE 2023

FERIA PROPRIA DEL 21 DICEMBRE

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«Ecco, viene il Signore potente:?sarà chiamato Emmanuele, Dio con noi». (Cf. Is 7,14; 8,10)

? Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

VANGELO

A cosa devo che la madre del mio Signore venga a me?

? Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,39-45).

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.?Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.?Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Parola del Signore.

MEDITAZIONE 

Papa Francesco

Enciclica « Lumen Fidei/ La luce della fede » , § 39

“Maria si mise in viaggio … in fretta”: la fede vuol partecipare agli altri la sua gioia

      È impossibile credere da soli. La fede non è solo un’opzione individuale che avviene nell’interiorità del credente, non è rapporto isolato tra l’”io” del fedele e il “Tu” divino, tra il soggetto autonomo e Dio. Essa si apre, per sua natura, al “noi”, avviene sempre all’interno della comunione della Chiesa. La forma dialogata del Credo, usata nella liturgia battesimale, ce lo ricorda. 

      Il credere si esprime come risposta a un invito, ad una parola che deve essere ascoltata e non procede da me, e per questo si inserisce all’interno di un dialogo, non può essere una mera confessione che nasce dal singolo. È possibile rispondere in prima persona, “credo”, solo perché si appartiene a una comunione grande, solo perché si dice anche “crediamo”. Questa apertura al “noi” ecclesiale avviene secondo l’apertura propria dell’amore di Dio, che non è solo rapporto tra Padre e Figlio, tra “io” e “tu”, ma nello Spirito è anche un “noi”, una comunione di persone. Ecco perché chi crede non è mai solo, e perché la fede tende a diffondersi, ad invitare altri alla sua gioia. Chi riceve la fede scopre che gli spazi del suo “io” si allargano, e si generano in lui nuove relazioni che arricchiscono la vita. Tertulliano l’ha espresso con efficacia parlando del catecumeno, che “dopo il lavacro della nuova nascita” è accolto nella casa della Madre per stendere le mani e pregare, insieme ai fratelli, il Padre nostro, come accolto in una nuova famiglia.

PADRE NOSTRO…

ORAZIONE 

Esaudisci con bontà le preghiere del tuo popolo, o Padre,?perché coloro che si rallegrano?per la venuta del tuo Figlio unigenito nella nostra carne?possano giungere al premio della vita eterna?quando verrà nella gloria. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,

per tutti i secoli dei secoli. Amen.

? Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.

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«O Astro che sorgi,?splendore della luce eterna, sole di giustizia:?vieni, illumina chi giace nelle tenebre?e nell’ombra di morte». 

In Cristo Gesù, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, sia benedetta questa giornata.

+don Francesco

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