Le terre rare del Vietnam fanno gola a tanti

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Il Vietnam vuole rilanciare la propria economia puntando sulle terre rare. Il Paese, con le seconde riserve mondiali utilizzate nei dispositivi come le batterie per i veicoli elettrici e gli schermi degli smartphone, sta ulteriormente intensificando l’estrazione di minerali critici. L’industria, tuttavia, ha elevati costi di lavorazione, un impatto notevole sull’ambiente e la problematica dell’estrazione illegale. Il paese poi è corteggiato da Cina e Stati Uniti che vorrebbero stringere rapporti commerciali più stretti per assicurarsi quello che viene considerato il petrolio del futuro. 

Le risorse di terre rare del Vietnam sono seconde solo a quelle della Cina, che detiene il monopolio fin dagli anni ’80. Ma con la volatilità delle relazioni della Cina con l’Occidente, sempre più instabili, molti paesi sono alla ricerca di altre fonti per l’approvvigionamento di questi elementi sempre più importanti per l’industria. “La Cina produce circa il 60% delle terre rare del mondo, ma quelle trattate sono pari a oltre il 90%“, ha detto a Voanews Louis O’Connor, ceo di Strategic Metals Invest, una societa’ di investimento irlandese.

“Non è stata una buona idea consentire a un paese di dominare le materie prime fondamentali per la prosperità economica e la crescente capacità militare di tutte le nazioni” 

Secondo O’Connor, non solo la Cina detiene la maggior parte delle materie prime mondiali ma possiede anche il predominio sulle competenze tecniche e sul complesso e costoso processo di raffinazione. La Cina ha 39 universita’ di metallurgia e circa 200 metallurgisti si laureano ogni settimana nel paese.

“La capacità di passare dal potenziale al prodotto finale è la parte più impegnativa, complicata e costosa”, ha affermato O’Connor. “Il Vietnam, ha i depositi, ma non possiede il capitale umano e la competenza ingegneristica”. Proprio per questo il paese è corteggiato dai giganti mondiali, Cina e Stati Uniti. Pechino e Hanoi stanno lavorando a un potenziamento dei collegamenti ferroviari per modernizzare la linea che attraversa il cuore delle terre rare del Vietnam e raggiungere il principale porto del paese nel nord, hanno detto a Reuters fonti diplomatiche. La tratta è quella che collega Kunming, la capitale della provincia cinese dello Yunnan, al porto vietnamita di Haiphong sul Golfo del Tonchino, e farebbe parte della Belt and Road Initiative (BRI) promossa da Pechino.

Una crescita che fa gola a tanti

Secondo l’US Geological Survey, il Vietnam ha decuplicato l’estrazione di terre rare, raggiungendo la produzione di 4.300 tonnellate lo scorso anno, rispetto alle 400 tonnellate del 2021. Il Vietnam ha dichiarato a luglio che prevede di lavorare 2 milioni di tonnellate di terre rare entro il 2030 e di produrre 60.000 tonnellate di ossidi di terre rare all’anno a partire dal 2030.

Secondo i dati del governo cinese, quest’anno, la quota mineraria della Cina è fissata in 240.000 tonnellate per soddisfare la domanda dell’industria dei veicoli elettrici. Gli Stati Uniti e altri paesi sono interessati affinche’ il Vietnam aumenti la propria produzione. “Gli Stati Uniti vogliono che il Vietnam diventi un fornitore più importante e che, possibilmente, sostituisca la Cina e ridurre i rischi provenienti da Pechino“, ha spiegato a Voanews, Le Hong Hiep, membro senior dell’ISEAS-Yusof Ishak, istituto di Singapore.

“Non solo gli Stati Uniti, ma anche altri partner come Corea, Giappone e Australia stanno lavorando con il Vietnam per sviluppare l’industria delle terre rare”, ha affermato. Il presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol ha firmato a giugno un memorandum d’intesa con Hanoi per istituire un centro congiunto della catena di approvvigionamento per i minerali delle terre rare. “Abbiamo raggiunto un accordo per un maggior sviluppo congiunto di terre rare“, ha detto Yoon lo scorso 23 giugno al presidente del Vietnam Vo Van Thuong.

Recentemente, anche gli Stati Uniti hanno firmato un memorandum sulla cooperazione nel settore delle terre rare durante la visita del presidente Joe Biden ad Hanoi lo scorso 9 settembre. “Vogliamo certamente lavorare insieme per garantire che il Vietnam sia in grado di sfruttare le sue ricche risorse in modo sostenibile”, ha dichiarato Marc Knapper, ambasciatore americano in Vietnam, il 13 settembre durante una conferenza stampa.

L’impatto ambientale

Per le terre rare infatti c’è il problema dell’impatto ambientale degli alti costi di estrazione. Infatti, alcune imprese del Vietnam sono rimaste coinvolte in vari scandali. Il 20 ottobre, la polizia ha arrestato infatti sei persone per violazioni minerarie e fiscali. La polizia ha arrestato Doan Van Huan, presidente del Thai Duong Group con sede ad Hanoi, che gestisce una miniera nella provincia di Yen Bai, e il suo capo contabile, Nguyen Van Chinh, per aver violato le norme sull’esplorazione e lo sfruttamento delle risorse naturali oltre a violazioni contabili.

I due sono stati accusati di aver guadagnato 25,5 milioni di dollari dalla vendita illegale di minerali di terre rare e di ferro. La polizia ha fatto irruzione in 21 siti di scavo e commercio nella provincia di Yen Bai e in altre tre località. Secondo il giornale locale VnExpress, le autorità hanno sequestrato circa 13.700 tonnellate di terre rare e più di 1.400 tonnellate di minerali di ferro. Una fonte ha detto a Reuters che il minerale grezzo della miniera di Yen Bai era stato esportato in Cina per evitare gli elevati costi di raffinazione nazionali, in violazione delle regole vietnamite.

Anche il presidente, Luu Anh Tuan, e il contabile, Nguyen Thi Hien, della principale società di raffinazione di terre rare del paese, Vietnam Rare Earth JSC, sono stati arrestati per aver violato le norme contabili nel commercio di terre rare con il Thai Duong Group. Dang Tran Chi, direttore di Hop Thanh Phat, e il suo contabile Pham Thi Ha sono stati arrestati con la stessa accusa.

Hanoi è impegnata nello sviluppo dell’industria delle terre rare anche se i guadagni economici sono limitati dai costi ambientali e di produzione, ha detto Hiep a VOAnews. “Il Vietnam è ora interessato a promuovere questo settore principalmente per il significato strategico“, ha aggiunto Hiep. “Se si riesce a far crescere questo settore e a diventare un fornitore affidabile di prodotti di terre rare per gli Stati Uniti e i suoi alleati, la posizione strategica del Vietnam sarà notevolmente rafforzata”.  

agi

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