La minaccia dei pasdaran iraniani: la vendetta contro Israele sarà dura

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Non rimarremo in silenzio sugli attacchi e sul martirio dei nostri connazionali, la nostra vendetta sarà seria e dura e porrà fine all’entità sionista“. È la minaccia del capo dei Guardiani della Rivoluzione islamica iraniani, il generale Hossein Salami, al funerale di Sayyed Razi Mousavi, uno dei più alti comandanti dei pasdaran in Siria, ucciso in un raid lunedì nei pressi di Damasco.

Nel corso dell’elogio funebre, Salami ha anche ribadito come l’operazione ‘Alluvione di al-Aqsa’, lanciata da Hamas con il massiccio attacco del 7 ottobre in Israele, è “puramente palestinese. La Palestina è capace di questa operazione e l’ha portata avanti da sola”. L’iniziativa “è il risultato dell’assalto alla moschea di Al-Aqsa e ai palestinesi” da parte di Israele, “è il prodotto della sofferenza palestinese, di una reazione all’occupazione e alle sue pratiche” ha aggiunto Salami.

Mercoledì c’è stata una disputa tra pasdaran e Hamas dopo che i Guardiani della Rivoluzione islamica hanno sostenuto che il 7 ottobre sia stata una vendetta per l’uccisione del capo delle forze al-Quds, Qassem Soleimani, nel 2020. Il Movimento islamico a Gaza si è affrettato a smentire, sostenendo che l’operazione è stata lanciata in risposta alla minaccia alla moschea di Al-Aqsa e come reazione all’occupazione e all’aggressione al popolo palestinese. 

L’Onu a Israele, stop alle uccisioni illegali in Cisgiordania

L’Onu ha esortato Israele a mettere fine alle “uccisioni illegali” di palestinesi in Cisgiordania, dove la situazione dei diritti umani si sta rapidamente deteriorando. “L’uso di tattiche e armi militari, l’uso della forza non necessaria o sproporzionata e l’applicazione di restrizioni di movimento ampie, arbitrarie e discriminatorie che colpiscono i palestinesi sono estremamente preoccupanti”, ha detto in una nota l’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani Volker Turk.

Nasrallah informato dell’attacco del 7 ottobre mezz’ora prima

Il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, venne informato dei piani di Hamas per un attacco in grande stile in Israele mezz’ora prima che l’assalto cominciasse il 7 ottobre. Lo rivela Le Figaro, ripreso da Times of Israel. Secondo il quotidiano francese, uno dei comandanti di Hamas che vive in Libano, Saleh al-Arouri, la mattina del 7 ottobre ricevette una telefonata che lo avvertì di un imminente assalto a Israele, con la richiesta di avvertire il capo del gruppo sciita filo-iraniano.

Israele, no al ritorno dell’ambasciatore in Turchia se c’è Erdogan

“La decisione di richiamare in patria l’ambasciatore israeliano ad Ankara si è dimostrata giustificata” e “finché ci sarà Erdogan come presidente non ci tornerà”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri israeliano Eli Cohen, all’indomani delle parole del presidente turco Recep Tayyip Erdogan che ha definito il comportamento del premier israeliano Benjamin Netanyahu non diverso da quello di Hitler.

agi

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