Le 250 serie tv da non perdere, guida ai naviganti di Mario Sesti

83 Visite

“Questo libro è il primo tentativo di creare un repertorio, una selezione e una documentazione, che possa essere utile a orientarci quando ci troviamo di fronte l’homepage di Sky o delle piattaforme che, peraltro, a differenza di ciò che accadeva con il cinema, sono anche degli archivi (ovvero contengono anche gran parte della produzione degli anni passati). Provate, come ho fatto io, a usarlo per scegliere cosa vedere”. Questa è l’indicazione e la chiave di lettura che dà Carlo Verdone, popolare e amatissimo attore e regista romano, nella prefazione del libro ‘Le 250 serie tv da non perdere’ di Mario Sesti (Fazi Editore, pagg.413 – Prezzo: 20 euro).

“Questo libro – aggiunge Verdone – è anche, per certi versi, un libro di buona degustazione. Come di fronte a una sterminata cantina, cerca di indicarci quali sono le bottiglie migliori e perchè (i parametri principali: colori, aromi, gusto ed equilibrio-genere, racconto, recitazione, messa in scena). Ma spesso, fateci caso, la passione che si avverte nella scrittura contagia più di qualsiasi valutazione, analisi, interpretazione”, aggiunge.

Da ‘A casa tutti bene’ di Gabriele Muccino a ‘Zerozerozero’ di Stefano Sollima passando per ‘Mare fuori’, ‘Il Trono di Spade’, ‘Breaking Bad’, ‘The Crown’, ‘Gomorra’, ‘Stranger Things’, ‘Squid Game’ e ‘Il commissario Montalbano’, il libro elenca le serie tv più popolari o amate.

Elencate in ordine alfabetico, bollinate con una valutazione artistica (da uno a quattro schermi, da “si fa vedere con piacere” a “mitica”), le serie nel libro sono tutte comunque rigorosamente di buona qualità. Mario Sesti, tra i più autorevoli critici cinematografici italiani, curatore di una rubrica di segnalazione della nuova serialità sul sito dell’Ansa, ha raccolto in questo libro le recensioni delle migliori serie tv tralasciando per “scelta critica” i documentari e quelle animate (con qualche eccezione: le serie di Zerocalcare o ‘BoJack Horseman’) e prediligendo quelle in “formato serial” con una “narrazione orizzontale”.

Il risultato è interessante, soprattutto perchè la serialità non si esaurisce quasi mai in una sola stagione e questo implica una obiettiva difficoltà nell’analisi e nel giudizio. Lo stesso autore, per esempio, conferisce tre prestigiosi schermi (“da non perdere”) alla spagnola ‘La casa di carta’, serie tv di cui sono state fatte ben cinque stagioni dal 2017 al 2021.

Un giudizio di eccellenza che però si riferisce solo alle prime due stagioni, quelle obiettivamente più originali e avvincenti. “Le stagioni tre, quattro e cinque sembrano un modo di allungare la vita a un successo planetario visto da circa un terzo degli spettatori di Netflix in 190 Paesi”, scrive Mario Sesti.

Chiarito questo aspetto che riguarda gran parte delle serie che spesso perdono mordente col passare delle stagioni – pensate ai vari ‘Stranger Things’ (4 stagioni), ‘The Umbrella Academy’ (4), ‘Westworld’ (4), ‘Gomorra’ (5), ‘Breaking Bad’ (5), ‘House of Cards’ (6), ‘Peaky Blinders’, ‘Homeland’ (8) – la guida di Mario Sesti si rivela un utile mezzo per districarsi tra le tante produzioni passate sulle piattaforme negli anni, una sorta di ‘consigli per la visione’ da cui partire nella consapevolezza che i gusti sono sempre personali e che di serie tv ne sono state realizzate a migliaia: “Nel 2009, solo in America, le serie ‘scripted’ (ovvero di finzione) prodotte sono state 210. Nel 2022 sono state 599”, spiega lo stesso autore.

agi

News dal Network

Promo