Fuoco su Bryansk, ucciso un bambino. Kiev sotto attacco

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Un bambino è rimasto ucciso in seguito all’attacco ucraino su due villaggi nella regione russa di Bryansk: lo ha annunciato il governatore Alexander Bogomaz. I villaggi di Kister e Borshchyovo, nel distretto di Pogar, sono stati colpiti dal fuoco, ha dichiarato Bogomaz sul suo canale Telegram.

“Più di dieci razzi sono stati sparati da un sistema di lancio multiplo contro obiettivi civili”, ha detto. Nell’attacco è rimasto ucciso un bambino nato nel 2014. Le autorità forniranno tutta l’assistenza necessaria alla famiglia del bambino deceduto, ha commentato.

Ieri intanto su Kiev si è registrato l’attacco più pesante, in termini di vittime civili riportate. Così lo ritiene il sindaco Vitali Klitschko che ha descritto uno scenario tragico nella capitale ucraina.

“In questo momento – ha detto – 16 corpi sono stati recuperati dalle macerie di un magazzino nel distretto di Shevchenkiv. I soccorritori continuano a lavorare e rimuoveranno le macerie fino a domani”. Klitschko ha annunciato per il primo gennaio un giorno di lutto a Kiev.

Podolyak: “Mai negoziati con la Russia”

Il consigliere del capo di gabinetto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che non ci saranno negoziati di pace fra Ucraina e Russia, ma che Mosca sarà alla fine costretta ad accettare un ultimatum per concludere la guerra in corso.

Parlando in un programma televisivo condotto dalla giornalista Natalia Moseichuk, Mykhailo Podolyak, citato dall’agenzia di stampa ucraina Unian, ha sottolineato che “non ci saranno negoziati nel senso classico del termine. Ci saranno richieste finali alla Federazione Russa, immediatamente al massimo livello, e la Russia le accetterà”. Secondo l’uomo dello staff di Zelensky, non si tratta di un paradosso ma dello sviluppo oggettivo degli eventi in corso: “È una cosa grande, su larga scala, intensiva, difficile, sanguinosa – ha osservato – Tutte le risorse sono coinvolte. E i nostri partner occidentali impegneranno ancora più risorse, anche se questo comporta discussioni difficili”, ha concluso.

agi

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