Riso, ciò che manca è una cultura Made in Italy

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Riso, ciò che manca è una cultura Made in Italy

 

Lo scorso 30 agosto si è tenuto il talk degli Stati Generali del Consumo di Riso in Italia, presieduto dall’Ente Nazionali Risi e riguardante le abitudini alimentari, il monitoraggio dei consumi e le nuove frontiere di ricerca tecnologica del riso.

Ma andiamo con ordine.

Non tutti sono a conoscenza dell’esistenza di un ente pubblico nazionale (denominato “Ente Risi”) sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, e deputato al presidio di tutto il settore risicolo.

Il riso, infatti, non è semplicemente un alimento molto amato dagli italiani, ma rappresenta un settore essenziale della filiera alimentare, in grado non solo di garantire il fabbisogno nazionale, ma, considerato che l’Italia è anche il produttore più grande a livello europeo, di generare un importantissimo indotto nazionale, essenziale per l’economia del Paese. 

Tornando alle ultime notizie comunicate dall’Ente Nazionale Risi, le ricerche condotte fanno emergere nuovi trend: “il 60% degli italiani lo consuma almeno una volta alla settimana a casa, ma l’analisi sottolinea anche che ci sono spazi di crescita e alcuni rischi: se oggi il riso è soprattutto risotto e insalate di riso, gli italiani si mostrano interessati alla crescita del consumo di ripieni, sformati, di torte/dolci al riso, di piatti unici come la paella o come la tiella riso patate e cozze. Tra i giovani spopolano le preparazioni orientali, soprattutto sushi. I concittadini si aspettano un ‘di più’ da parte delle marche: non tanto una riduzione del prezzo o risi con tempi di cottura ridotti, bensì suggerimenti per ricette originali e la diffusione della conoscenza di varietà di riso meno note”.

Dunque, oltre ad avere la conferma anche per il 2023 il settore risicolo stia registrando andamenti positivi, ciò che emerge è la necessità di differenziazione delle tipologie di riso, oltre che della creazione di una vera e propria “cultura” del riso, assente nel nostro Paese.

Infatti, un italiano su tre sbaglia ritenendo il riso alimento tipico di pochi Paesi del Mondo (33,4%), circa la stessa percentuale (32,5%) afferma che le tipologie di riso coltivate in Italia siano poche. In sintesi, per gli italiani il riso ha unicamente una portata mondiale, ritenendo il valore della varietà italiana chiaramente inferiore rispetto alla realtà.

Occorre, dunque, portare alla luce l’importanza di una cultura del riso tutta made in Italy.

Questa è la mission del riso a marchio Amato della Linea I Buoni Sapori che, come una sorta di manifesto della cultura risicola italiana, porta in tavola le più note varietà di riso italiano (Arborio, Carnaroli, Ribe), senza tralasciare i gusti più classici, come quelli del riso basmati ed integrale.

C’è un mondo di sapori da esplorare grazie al riso Amato, il Tuo amato riso.

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