Dopo il terremoto in Giappone scarseggia l’acqua potabile

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Aspettando al freddo, centinaia di residenti della città giapponese di Shika, colpita dal terremoto, si sono messi in coda per ottenere razioni di un bene improvvisamente scarso, ma vitale: l’acqua potabile. La fila si è snodata fuori dalla porta e intorno all’edificio del municipio, passando davanti a pietre di pavimentazione che sporgono dal terreno e che sono state spinte verso l’alto dalla potente serie di scosse del giorno di Capodanno.

Nelle ultime ore i rubinetti sono rimasti a secco in molte case mentre decine di scosse di assestamento scuotevano Shika e altre città della regione centrale di Ishikawa a seguito del terremoto di magnitudo 7,5 che ha aperto il 2024. Tra coloro che martedì aspettavano i sei litri d’acqua loro assegnati c’era Tsugumasa Mihara, che ha detto all’agenzia Afp come la potente scossa sia stata diversa da qualsiasi altra cosa avesse mai sentito e provato, sulla sua pelle, prima.

Il 73enne aveva appena consegnato ai nipoti il tradizionale regalo di Capodanno e stava facendo un pisolino quando è stato svegliato di soprassalto dal forte tremore. “Ero totalmente impotente”, ha spiegato. “Tutto quello che potevo fare in quel momento era pregare che tutto finisse presto“. Il terremoto ha lasciato interra piatti rotti sparsi nella sua cucina, ma nessuno della sua famiglia è rimasto ferito. Dopo 24 ore, però, la sua casa è ancora senza elettricità.

Il problema dell’acqua

Anche Yuko, 58 anni, aspetta in fila la sua razione d’acqua, distribuita in piccole confezioni di plastica da un funzionario, con la mascherina, in giacca blu. “Ero al secondo piano e stavo guardando la TV quando è arrivata la scossa”, ha raccontato, aggiungendo di essersi dovuta aggrappare allo schermo per evitare che si rovesciasse.

“Ho temuto per la mia vita, naturalmente, ma non potevo scappare, perché vivo con la mia famiglia”

Lo sciame ha fatto crollare grandi edifici, ha innescato uno tsunami di oltre un metro e ha visto un enorme incendio nella città di Wajima, che ha raso al suolo parte dell’area del mercato. A ora sono state confermate almeno 48 vittime del disastro, che ha lasciato profonde crepe nel cemento, sulle strade e sui marciapiedi, e ha fatto crollare intere case in legno, lasciando a terra solo i tetti di tegole.

Dopo l’onda d’urto principale di lunedì – un giorno festivo in Giappone, quando i propri cari si riuniscono per festeggiare il nuovo anno – le persone nelle zone più colpite sono state invitate a evacuare, mentre le autorità avvertivano della possibilità di grandi onde di tsunami.

Evacuazioni e assistenza

C’era una quiete inquietante in un’area vietata ai veicoli vicino a Shika, dove i giornalisti dell’AFP hanno visto un’auto abbandonata bloccata in una fessura della strada. I residenti hanno fatto la fila fuori dai supermercati per fare rifornimento, ma alcuni minimarket erano chiusi perché non c’erano state consegne di prodotti. Un cartello in un negozio diceva ai clienti: “Oggi siamo chiusi. Stiamo evacuando”. 

I soccorsi sono tutt’ora in corso, con operai edili che cercava di riparare le crepe delle strade con macchinari pesanti, mentre veicoli di soccorso, dell’esercito e della polizia accorrevano sul posto.

I giornalisti hanno raccolto anche la testimonianza di una famiglia, tra cui nonni e bambini, che si trovava all’esterno di una casa tradizionale in legno, oggi leggermente ‘inclinata’ a Wajima. La madre dei bambini, Akiko, 46 anni, ha descritto il terremoto come “lungo e violento” e ha detto che non hanno potuto tornare all’interno dell’abitazione perché le strade erano bloccate.

“Anche se riusciamo a tornare a casa, non credo che potremo tornare presto alla normalità” a causa della scarsità di beni di prima necessità come l’acqua. La famiglia e i vicini sono costretti a recarsi a un vicino centro di evacuazione per lavarsi. “Sono preoccupata per le potenziali infezioni”, ha detto Akiko.

L’inizio del 2024, ha detto, “rimarrà impresso nella mia memoria per sempre”. “Mi sono ricordata di quanto sia prezioso avere una vita normale”, ha aggiunto. “Abbiamo vissuto il peggio assoluto, quindi… ora andrò avanti, cercando di recuperare la nostra normalità”.

agi

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