84 morti nell’attentato al cimitero di Soleimani, l’Iran accusa Israele

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È di 84 morti e 141 feriti, alcuni dei quali in condizioni critiche, il bilancio di due esplosioni che hanno scosso il ‘Cimitero dei Martiri’ a Kerman, nel centro dell’Iran, dove sono inumate le spoglie del generale Qasem Soleimani, il capo storico dei Guardie della Rivoluzione ucciso dagli americani nei pressi dell’aeroporto di Baghdad il 3 gennaio di quattro anni fa. Migliaia di persone si erano radunate nel cimitero di Kerman per commemorare la ricorrenza e rendere omaggio al generale, riferisce l’agenzia Mehr. Il bilancio è stato aggiornato al ribasso: in un primo momento era stato riferito di 104 morti.

Le autorità iraniani hanno parlato di un “attacco terroristico”, come ha dichiarato il vicegovernatore locale alla tv di Stato. In un primo momento alcuni media iraniani avevano affermato che si fosse trattato dell’esplosione di alcune bombole di gas. Secondo il sindaco di Kerman, Said Shearbaf, le due esplosioni sono avvenute a 10 minuti di distanza l’una dall’altra. Il vicepresidente iraniano, Mohammad Mokhber, nel suo messaggio di cordoglio, ha accusato Israele, affermando che “le mani del regime sionista” hanno versato il sangue di cittadini innocenti. 

Raisi: “Gli autori saranno puniti presto”

Il presidente iraniano Ebrahim Raisi ha espresso condanna per i due attentati e ha parlato di evento “codardo” e “atroce”, assicurando che i servizi di sicurezza iraniani “identificheranno e puniranno presto gli autori”.

esplosione cimitero generale soleimani morti ultime notizie© ATTA KENARE / AFP 
Corteo funebre per l’uccisione di Soleimani, Kerman, 7 gennaio 2020

“Senza dubbio, gli autori e i responsabili di questa azione codarda saranno presto identificati dalle potenti forze di sicurezza e ritenuti responsabili del loro atto atroce. I nemici della nazione devono sapere che tali azioni non possono indebolire la volontà d’acciaio del popolo iraniano nella difesa dei suoi ideali islamici”, ha affermato Raisi, che ha annullato il viaggio ad Ankara, dove era atteso domani dall’omologo turco Recep Tayyip Erdogan.

Il governo: “Situazione sotto controllo”

La situazione nella città di Kerman è ora sotto controllo, ha affermato il ministro dell’Interno iraniano, Ahmad Vahidi. “La popolazione non deve temere”, ha detto il ministro secondo quanto riferisce l’agenzia Mehr, aggiungendo che “i nemici sbagliano se pensano di minare la determinazione della nazione iraniana” con simili azioni, e che la reazione sarà “una dura risposta” degli apparati militari e di sicurezza “nel più breve tempo possibile”. Per domani le autorità hanno dichiarato il lutto nazionale.

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres “condanna con forza l’attacco di oggi alla cerimonia di commemorazione nella città di Kerman, nella Repubblica Islamica dell’Iran”, riporta una nota della portavoce. Guterres, che ha inviato le condoglianze all’Iran e alle famiglie delle persone colpite, ha chiesto che i “responsabili vengano chiamati a rispondere”.

“L’Ue condanna con la massima fermezza l’attacco bomba odierno nella città di Kerman in Iran. L’Ue esprime la sua solidarietà al popolo iraniano. Questo atto di terrore ha comportato un numero scioccante di morti e feriti tra i civili. I nostri pensieri ora vanno alle vittime e alle loro famiglie. Gli autori dei reati devono essere portati davanti alla Giustizia”, afferma in una dichiarazione il portavoce dell’Ue per la Politica estera.

agi

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