Deadline. La linea mortale

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Bianca Bagnarelli. Questo il nome dell’artista, illustratrice, creatrice della copertina del primo numero del 2024 del New Yorker magazine.
Una copertina che, nemmeno il tempo di guardarla ed elaborarla, riesce a trasmettere tutto ciò che è la società contemporanea.
Una donna che guarda l’arrivo del nuovo anno da una finestra. In compagnia del suo gatto nero. Probabilmente se non fosse per il rumore, nemmeno se ne sarebbe accorta, lei, dei fuochi. Così presa dal lavoro. Come tutti giorni. Così ipnotizzata dalla società del lavoro.

Un’immagine certamente che fa particolare riferimento a quella parte del mondo che si definisce “emancipata”.
Quella dove vigono i “valori occidentali”. Per dirla come un signore che ricopre la carica di vicepresidente del Consiglio.
Quei valori che sono guidati da un’unica matrice comune: il lavoro, il denaro, l’alienazione da sé.

E se tempo addietro la linea mortale era una linea tangibile e ben visibile, oggi è il confine immaginario tra la dimensione delle performance e quella della Vita.
La deadline scandita dal ticchettio delle lancette dei minuti. Dei secondi, che scorrono troppo velocemente per una società che corre ancor di più.
86400 secondi. “Sono quelli che ogni notte si azzerano, che tu li abbia usati o meno […] non puoi risparmiare secondi per spenderli domani. Il tempo scorre in un’unica direzione: nel presente. Il tempo usato, sprecato, o investito nel modo sbagliato, non ti verrà restituito. Soddisfatti o rimborsati, non è contemplato” – Luca Mazzucchelli, psicologo, divulgatore e direttore della rivista Psicologia contemporanea.

“Fossero 86400 euro, li spenderesti con grande cura per non sprecare nemmeno un centesimo. Ma siccome il tempo è gratis lo usiamo senza rendercene conto per attività che ci allontanano dalla felicità” continua l’ideatore del BeMore Days, evento riguardante la crescita personale.
Ecco allora che quei “valori” non sono più da ricercare in una parte o l’altra del mondo. Ma dentro di sé.
Il tempo è visto come un nemico. Perché scorre, corre. E non è mai abbastanza.
Ma cambierebbe il paradigma se ci si domandasse “Come si può generare valore con tutto il tempo che si ha a disposizione?”.
Situazioni di burnout sempre più diffuse. Causate dall’ansia di non riuscire a rispettare le scadenze. E dal fatto che “non si finisce mai di lavorare”.
Come invertire la rotta? Magari, come suggeriscono gli ideatori di Tlon, iniziando a “ripensare al ruolo del lavoro nelle nostre vite, trasformandolo in uno slancio capace di ricreare uno spazio comune, che dia davvero dignità alla vita”.

Lucia Ricchitelli

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