Il brandy europeo fa male ai cinesi

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La Cina ha avviato un’indagine antidumping sul brandy importato dall’Unione europea, in un momento di tensione commerciale tra le due superpotenze commerciali. Il ministero del Commercio ha dichiarato che l’indagine fa seguito a una denuncia presentata a novembre dall’associazione cinese dei liquori per conto dell’industria nazionale del brandy.

Secondo il ministero di Pechino, la denuncia includeva “le prove pertinenti necessarie per procedere a un’indagine antidumping, come stabilito dalle normative (nazionali)”. L’indagine esaminerà il sospetto di dumping tra ottobre 2022 e settembre 2023, nonché i danni industriali subiti tra il 2019 e il 2023.

E si concluderà probabilmente a breve, anche se potrà essere prorogata di sei mesi in “circostanze particolari”, ha aggiunto. Secondo un rapporto del gruppo di ricerca Daxue Consulting, nel 2022 la Cina ha importato più brandy di qualsiasi altro alcolico, la maggior parte del quale proveniente dalla Francia.

Le tensioni tra Pechino e l’Ue si sono stemperate da quando il blocco ha segnalato di voler ridurre la propria dipendenza dal commercio con la Cina in ambito tech e in altri settori. 

agi

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