La Giordania bombarda la Siria per colpire la droga del regime

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La Giordania continua a bombardare in Siria per colpire centri di produzione e depositi di droga controllati da milizie vicine all’Iran. Si tratta della più grave escalation nei rapporti tra Siria e Giordania e la droga in questione è il Captagon, un’anfetamina diventata negli anni del conflitto la principale risorsa economica del regime del presidente siriano Bashar el Assad. I raid aerei di questi giorni arrivano dopo diverse operazioni lanciata dalle forze armate giordane la scorsa settimana, con l’obiettivo di colpire trafficanti di droga e di armi attivi al confine tra Siria e Giordania.

In base a quanto reso noto dall’esercito di Amman, nelle incursioni delle forze giordane decine di trafficanti sarebbero rimasti uccisi e decine di militari giordani feriti. Il governo giordano è certo che le organizzazioni criminali agiscono con la protezione di milizie attive sul territorio, legate all’Iran. “La Giordania sa bene chi c’è dietro tutto questo. È l’Iran che sostiene queste milizie e le loro azioni rappresentano atti ostili nei nostri confronti”, ha dichiarato Samih Maayteh, ex ministro e personaggio vicino alla monarchia al potere nel Paese.

Non mancano tuttavia le accuse nei confronti di Hezbollah, che ha grande influenza in alcune zone della Siria e non è estraneo al business del captagon. Ora Amman giura di non fermarsi e in un comunicato l’esercito dichiara che le operazioni per seguire e colpire questi gruppi armati e “prevenire rischi per la sicurezza nazionale” proseguiranno. “Negli ultimi giorni c’è stato un incremento delle operazioni militari.

Obiettivo è colpire tentativi di infiltrazione illegale nel nostro Paese da parte di trafficanti, contrabbando di stupefacenti e attacchi alle nostre guardie di frontiera. Le operazioni continueranno”, si legge in un comunicato emesso dall’esercito di Amman. Lo scorso anno gli Stati Uniti hanno imposto dure sanzioni nei confronti di due cugini del presidente siriano Bashar el Assad, con l’accusa di traffico di captagon, il cui business è in questi anni esploso.

Conosciuto in Medio Oriente con il nome di Abu Hilalain a causa delle due mezzelune impresse nella pasticca, si tratta di un’anfetamina vendibile a un prezzo superiore di almeno 3 volte i costi di produzione. Un boom con al centro la Siria, divenuta con la guerra civile il principale centro di produzione di questa potente anfetamnia, che ora costituisce il principale prodotto esportato dal Paese (sopratutto in Arabia Saudita) e la principale risorsa per il governo di Damasco.

Un business stimato in miliardi di dollari; secondo il New Lines Institute nel 2021 il volume commerciale creato dal captagon ammontava a 5.7 miliardi di dollari. Una stima approssimativa, he potrebbe in realtà celare un valore molto più elevato. Lo stesso istituto specifica infatti che la cifra è stata calcolata solo sulla base della quantità di droga sequestrata in grandi operazioni e in relazione al costo della singola pasticca nella regione.

Eccitante e iperstimolante, le pasticche di captagon sono divenute di uso comune in Siria negli anni della guerra civile iniziata nel 2011. La crescita dei centri di produzione, nati e sviluppati per sostenere le milizie impegnate nella guerriglia, hanno in pochi anni reso il Paese di Assad il centro di produzione delle anfetamine. Il Captagon è stato inventato in Germania nel 1961, per 25 anni è stato prescritto contro la depressione e problemi di deficit di attenzione nei bambini.

Lo stop è arrivato nel 1986 dall’organizzazione mondiale per la sanità. Prima della Siria è stata la Bulgaria il centro principale di produzione di questa droga per anni.

agi

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