La guerra si allarga allo Yemen. Usa e Gb bombardano le basi Houthi

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L’attacco è scattato nel cuore della notte: Usa e Gb hanno colpito alcune basi degli Houthi nello Yemen con missili e attacchi con aerei. Lo scopo, ridurre la capacità militare dei ribelli sostenuti dall’Iran che da mesi attaccano le navi nel Mar Rosso rallentando i commerci mondiali dal petrolio ai collegamenti industriali con l’Asia.

Aggirare il Mar Rosso e circumnavigare l’Africa sulla rotta Shanghai-Rotterdam comporta la percorrenza i circa 14 mila miglia invece che 11 mila e l’allungamento della navigazione i 8-10 giorni.

La reazione iraniana ai raid anti-Houthi è stata immediata: il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Nasser Kanaani, afferma che l’Iran “condanna fermamente” gli attacchi aerei nelle aree dello Yemen controllate dagli Houthi. “La consideriamo una chiara violazione della sovranità e dell’integrità territoriale dello Yemen, nonché una violazione delle leggi, dei regolamenti e dei diritti internazionali”, aggiunge Kanaani.

Fonti di palazzo Chigi: all’Italia non è stato chiesto di partecipare ai raid

Non è stato mai chiesto all’Italia di partecipare agli attacchi”. Così fonti di palazzo Chigi sull’attacco di Stati Uniti e Gran Bretagna contro gli Houti in Yemen. L’Italia – viene sottolineato – sta lavorando per mantenere bassa la tensione nel Mar Rosso ed è impegnata nella coalizione europea per garantire la circolazione delle navi. L’Italia non ha sottoscritto il documento degli Stati Uniti e di conseguenza a Roma non è stato chiesto di partecipare all’offensiva, sottolineano le stesse fonti rimarcando che il governo è stato informato con largo anticipo dell’attacco.

Dura reazione di Mosca

La portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova denuncia gli attacchi come una “escalation” e ha “obiettivi distruttivi”. “Gli attacchi statunitensi in Yemen sono l’ennesimo esempio della distorsione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU da parte degli anglosassoni e del totale disprezzo per il diritto internazionale in nome dell’escalation della situazione nella regione per raggiungere i loro obiettivi distruttivi”.

La missione russa all’Onu ha richiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per oggi in relazione agli attacchi USA-Regno Unito contro lo Yemen, ha dichiarato la Missione permanente russa presso le Nazioni Unite. La missione ha dichiarato all’agenzia di stampa russa Tass che la riunione è prevista per le 10 a New York (le 16 in Italia).

Mercoledì scorso una risoluzione del Consiglio di Sicurezza ha chiesto agli Houthi dello Yemen di porre immediatamente fine ai loro attacchi alle navi nel Mar Rosso. La Russia e la Cina – membri permanenti del Consiglio – si sono astenute dal voto su tale risoluzione, insieme ad Algeria e Mozambico, mentre 11 nazioni hanno votato a favore.

Preoccupazione è espressa anche da Riad: “Il Regno dell’Arabia Saudita segue con grande preoccupazione le operazioni militari che si svolgono nella regione del Mar Rosso e gli attacchi aerei su una serie di siti nella Repubblica dello Yemen”, si legge in una nota che invita “all’autocontrollo” e ad “evitare un’escalation”.

Sei le province colpite

Sei le province colpite, tutte controllate dai ribelli Houthi, inclusa la capitale Sana’a, Al Hudeidah Saada, Dhamar, Taiz e Hajjah, tutte nello Yemen occidentale.

Cinque morti e sei feriti

Cinque persone sono rimaste uccise e sei ferite È il bilancio ufficiale rilasciato dalla milizia sostenuta dall’Iran.
“I raid hanno portato alla morte di cinque martiri e al ferimento di altri sei appartenenti alle nostre forze armate”, ha scritto il portavoce militare Houthi Yahya Saree su X. 

Biden: se serve non esiterò a ordinare ulteriori misure

Gli attacchi contro obiettivi in Yemen “sono la diretta risposta a attacchi senza precedenti da parte degli Houthi contro navi internazionali nel Mar Rosso, incluso l’uso per la prima volta nella storia di missili balistici antinave”. Lo ha dichiarato il presidente Biden nella nota diffusa dalla Casa Bianca.

“Questi attacchi – ha aggiunto – hanno messo in pericolo il personale americano, la marineria civile e i nostri partner, minacciando il commercio e la libertà di navigazione. Più di 50 nazioni – ha continuato – sono state colpite dai 27 attacchi a navi commerciali. Equipaggi da più di 20 Paesi sono stati minacciati o presi in ostaggio in atti di pirateria. Più di duemila imbarcazioni sono state costrette a cambiare rotta di migliaia di miglia per evitare il Mar Rosso, una cosa che può provocare settimane di ritardi nelle consegne”.

Biden ha ricordato l’intensa attività diplomatica che ha visto anche l’approvazione, mercoledì, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, della risoluzione con cui si chiedeva aglli Houthi di mettere fine agli attacchi alle navi commerciali e ai mercantili.

“Oggi – ha sottolineato il presidente americano – l’azione difensiva segue una estesa campagna diplomatica. Questi bersagli sono un chiaro messaggio che gli Stati Uniti e i suoi alleati non tollereranno attacchi al nostro personale o non permetteranno a attori ostili di mettere in pericolo la libertà di navigazione in una delle rotte più importanti al mondo. Non esiterò – ha concluso – a ordinare, se necessario, ulteriori misure per proteggere il nostro popolo e la libera circolazione del commercio internazionale”. 

Sunak: “Attacchi necessari e proporzionati”, “abbiamo dato un segnale forte”

Gli attacchi contro obiettivi Houthi in Yemen sono “necessari e proporzionati”. Ad affermarlo è il primo ministro britannico Rishi Sunak. Il Regno Unito deve inviare un “segnale forte” che gli attacchi dei ribelli Houthi nel Mar Rosso sono sbagliati e non possono essere effettuati “impunemente”, ha aggiunto.

L’Ue verso una  missione navale nel Mar Rosso, ipotesi 3 navi

Paesi dell’Ue discuteranno la prossima settimana – martedì – l’invio di una forza navale europea per supportare la protezione delle navi nel Mar Rosso. Il progetto è allo studio a Bruxelles da diverse settimane. Se ne era parlato molto prima che le forze americane e britanniche colpissero lo Yemen, spiegano fonti dipolomatiche. La proposta elaborata dal Servizio di azione esterna dell’Unione europea – sotto la guida dell’Alto rappresentante Josep Borrell – prevede l’invio di almeno tre cacciatorpedinieri o fregate antiaeree per almeno un anno.

Cina preoccupata

La Cina ha espresso preoccupazione per l’escalation delle tensioni nel Mar Rosso. La portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha sottolineato l’importanza del Mar Rosso come rotta commerciale internazionale cruciale per le merci e l’energia.

“La Cina esorta tutte le parti coinvolte a mantenere la calma e a dare prova di moderazione per evitare ulteriori conflitti”, ha dichiarato durante il briefing quotidiano del ministero. Mao ha anche sottolineato la necessità che tutte le parti svolgano un ruolo costruttivo e responsabile nel preservare la sicurezza e la stabilità regionale nel Mar Rosso. “La stabilità nel Mar Rosso è nell’interesse comune della comunità internazionale”, ha sottolineato.

agi

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