Sulle elezioni di Taiwan gli occhi del mondo

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Taiwan si prepara al voto, uno dei più importanti nella contesa con la Cina che ha già minacciato di “schiacciare” ogni tentativo di indipendenza. Quelle che si stanno per celebrare sono elezioni che avranno effetti importanti nel delicato assetto euroasiatico. 

Il paese conta 23 milioni di abitanti, è separata da uno stretto di 180 chilometri (110 miglia) dalla Cina comunista, che rivendica l’isola come parte del suo territorio. Per questo la competizione è seguita da vicino in tutto il mondo, poichè l’isola, importante dal punto di vista strategico e produttrice di semiconduttori, è anche cruciale nella gestione dei legami con una Cina sempre più assertiva, in uno scacchiere internazionale sempre più complesso e un ruolo crescente del Dragone rispetto agli Usa. 

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Negli ultimi anni Pechino ha mantenuto una presenza militare quasi quotidiana intorno a Taiwan, inviando aerei da guerra e navi nei suoi dintorni in azioni di molestia della “zona grigia” che non sono vere e proprie provocazioni. Nelle ultime settimane si sono registrati una raffica di palloni aerostatici cinesi nello Stretto di Taiwan, che le autorità di Taipei hanno definito una forma di “interferenza nel voto cruciale”.

È noto che Pechino non ha mai rinunciato all’uso della forza per riportare Taiwan sotto il suo controllo e che gli Usa abbiano usato spesso Taiwan per irritare gli umori cinesi, come la visita della speaker Nancy Pelosi nell’agosto del 2022 che fu letto come una “sfida” alla Cina.

Quindi le elezioni nella piccola e verdeggiante isola hanno attirato un’attenzione massiccia all’estero, poiché il prossimo leader di Taiwan è destinato a determinare le future relazioni tra le due sponde dello Stretto e la Cina, in una regione che vede Pechino e Washington contendersi l’influenza.

Alla vigilia del voto

A Taiwan non vige il silenzio elettorale per cui alla vigilia del voto è ancora un susseguirsi di comizi e manifestazioni. 

Il vicepresidente Lai Ching-te, candidato di punta del Partito Democratico Progressista (DPP), dipinge le elezioni come una scelta tra “democrazia e autocrazia”, criticando il suo principale avversario Hou Yu-ih del Kuomintang (KMT) per essere troppo “pro-Cina”.

Sventolando bandiere e portando manifesti, i loro sostenitori sono confluiti in due stadi situati l’uno accanto all’altro a New Taipei City. I cartelli dei sostenitori del KMT recitavano “Vogliamo la pace, non la guerra”, mentre i lealisti del DPP portavano le bandiere verdi del partito con la scritta: “Scegli le persone giuste, cammina sulla strada giusta”.

Taipei, i sostenitori del candidato di terze parti Ko Wen-je si sono radunati fuori dall’ufficio presidenziale, sul vasto viale Ketagalan, gridando che “la scelta di Taiwan è Ko Wen-je”.

Cina, fermeremo l’indipendenza 

L’esercito cinese ha promesso di “schiacciare” qualsiasi sforzo a favore dell’indipendenza di Taiwan, alla vigilia delle cruciali elezioni presidenziali sull’isola che, secondo Pechino, fa parte del suo territorio. 

“L’Esercito popolare di liberazione cinese mantiene alta la vigilanza in ogni momento e prenderà tutte le misure necessarie per reprimere fermamente i tentativi di ‘indipendenza di Taiwan’ in qualsiasi forma”, ha detto il portavoce del ministero della Difesa, Zhang Xiaogang, in un comunicato stampa.

Ministro Esteri Taiwan, basta interferenze della Cina

Il ministro degli Esteri di Taiwan Joseph Wu ha criticato la Cina per le “ripetute interferenze” nelle prossime elezioni dell’isola democratica.

“Le prossime elezioni di Taiwan sono sotto i riflettori internazionali e le ripetute interferenze della Cina rubano l’attenzione. Francamente, Pechino dovrebbe smettere di interferire con le elezioni di altri Paesi e tenere le proprie”, ha scritto Wu sulla piattaforma X.

Gli Usa a sostegno di Taiwan

Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha fissato un incontro con alto funzionario cinese a Washington, alla vigilia delle elezioni, mentre gli Stati Uniti cercano di scoraggiare Pechino dall’agire contro Taipei. Blinken, di ritorno a Washington tra il suo ultimo tour sulla crisi in Medio Oriente e un viaggio al World Economic Forum di Davos, vedrà Liu Jianchao, che dirige la divisione internazionale del Comitato centrale del Partito comunista cinese, secondo il programma pubblico del Dipartimento di Stato.

Gli Stati Uniti hanno “profonda fiducia nel processo democratico di Taiwan e credono che spetti agli elettori di Taiwan decidere il loro prossimo leader senza interferenze esterne”, ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Vedant Patel. L’amministrazione del presidente Biden prevede di inviare una delegazione “non ufficiale” a Taiwan dopo le elezioni, una mossa annunciata in anticipo e descritta come di routine. Il sostegno a Taiwan è particolarmente forte nel Congresso degli Stati Uniti, dove giovedì il Senato ha approvato all’unanimità una risoluzione che elogia Taiwan, esaltando “l’esempio che ha dato per l’autogoverno, non solo per la regione del Pacifico, ma per il mondo”.

Il viaggio di Liu, considerato una figura emergente nel processo decisionale cinese, arriva mentre gli Stati Uniti e la Cina intensificano il dialogo per allentare le tensioni che sono aumentate vertiginosamente negli ultimi anni. I presidenti delle due potenze, Biden e Xi Jinping, si sono incontrati a novembre a San Francisco dove hanno concordato di ripristinare il dialogo militare, considerato da Washington fondamentale per prevenire contrattempi. 

agi

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