Nel centrodestra non si sblocca la partita sulle elezioni regionali

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 La partita sulle Regionali nel centrodestra è in stallo. In Sardegna sono stati presentati i simboli ma non c’è ancora una candidatura unitaria. Fratelli d’Italia va avanti sul sindaco di Cagliari Truzzu, mentre l’uscente Solinas – sostenuto dagli ‘ex lumbard’ – non ha fatto alcun passo indietro.

Sul tavolo c’è pure il nodo Basilicata: Forza Italia difende l’uscente Bardi mentre la Lega fa trapelare che non ci sono novità sul dossier Regionali, con il partito di via Bellerio che non intende spaccare il centrodestra ma punta a mantenere due candidature nelle Regioni dove si va al voto quest’anno (oltre a Solinas è in scadenza il mandato di Donatella Tesei in Umbria).

“Solinas non ha governato male ma noi pensiamo che Truzzu possa fare meglio, sono ottimista”, sottolinea parlando con i cronisti il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida. “Si troverà un accordo”, aggiunge, rimarcando come anche le tensioni in Sicilia nel passato si siano sciolte. La tesi è che Fdi è stata sempre generosa con gli alleati. “Non è che stiamo chiedendo l’impossibile” e comunque “a parte il nodo Sardegna non ci sono stati Comuni dove abbiamo avuto problemi. Si sono chiusi tutti gli accordi con grande semplicità”, il ragionamento.

Il ministro minimizza le tensioni interne alla maggioranza. “Non possiamo andare al voto in questo momento” per le Politiche, sottolinea Lollobrigida, “l’opposizione non è pronta a mettersi insieme, per giocarla alla pari, deve trovare il candidato, deve dire chi si candida a guidare il Paese. Prodi?”.

“I leader troveranno sicuramente la quadra, come è sempre stato fatto”, assicura il presidente dei deputati azzurri Barelli. Nei prossimi giorni si continuerà a trattare. Oggi è previsto un Consiglio dei ministri che potrebbe rappresentare un’occasione per un confronto, a margine, tra i leader.

Le posizioni della Lega

Intanto Salvini ieri ha riunito i suoi: toni bassi, dialogo con gli alleati, la Lega resta sempre collaborativa ma occorre rispetto reciproco nella coalizione e soprattutto non si possono penalizzare i territori, è il ragionamento del vicepremier e ministro delle Infrastrutture, secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti alla riunione all’AGI.  Alla riunione del consiglio federale della Lega si è affrontato, spiegano fonti parlamentari leghiste, anche il tema delle Regionali e del dossier legato sul terzo mandato.

Oltre al segretario del partito di via Bellerio, tra gli altri sono intervenuti al consiglio federale il vice Crippa e alcuni presidenti di regione. Salvini, secondo quanto viene riferito, avrebbe sottolineato che è un errore di valutazione non ricandidare i presidenti di regione uscenti ma ha auspicato anche che si trovi una sintesi nel centrodestra, a partire dal nodo Sardegna.

Sulle resistenze al superamento del secondo mandato, i ‘governatori’ hanno rimarcato che il rischio è quello di interrompere il lavoro portato avanti sui territori. E hanno espresso perplessità, sempre secondo quanto si apprende, sul fatto che lo stop non arrivi dalla sinistra ma dagli alleati di centrodestra.

Durante la riunione c’è chi, spiegano altre fonti, non ha nascosto malumori sull’atteggiamento delle altre forze della coalizione su questo punto, rimarcando l’importanza di restare uniti e di non agire per il proprio tornaconto. Gli stessi presidenti di regione, viene rimarcato, hanno sottolineato che sull’ipotesi di una discesa in campo alle Europee occorre una riflessione. L’eventualità di una loro candidatura era stata auspicata dallo stesso segretario.

I governatori – soprattutto quelli rieletti da un anno – hanno sottolineato come l’apprezzamento di cui godono sia legato alla credibilità guadagnata sul territorio. Una candidatura, di bandiera, per un incarico a Strasburgo che non andrebbero a ricoprire – è il ragionamento – potrebbe non essere compresa dagli elettori e diventare controproducente.

Salvini ai presenti ha riferito anche che il generale Vannacci, così come altre figure, stanno valutando sulla candidatura. Sullo sfondo il nodo delle candidature dei leader, a partire dalla possibilita’ di uno ‘scontro’ tra la premier Meloni e la segretaria del Pd Schlein. “La Schlein in Europa andò bene…”, si è limitato a osservare ai cronisti il ministro Lollobrigida.

In Italia si andrà al voto per rinnovare il Parlamento europeo dalle 14 alle 22 di sabato 8 giugno e dalle 7 alle 23 di domenica 9. Stessi giorni e orari valgono – si legge in una bozza di dl che andrà sul tavolo del Cdm  – in caso di contemporaneo svolgimento delle Europee con le elezioni regionali e con un turno delle amministrative per i Comuni 

agi

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