In Gran Bretagna allarme per i controlli a frontiera su piante e frutti

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I coltivatori di frutta e fiori del Regno Unito si trovano ad affrontare una “minaccia esistenziale” derivante dai nuovi controlli alle frontiere post-Brexit che potrebbero danneggiare le imprese e influenzare i raccolti del prossimo anno.

A lanciare l’allarme, ripreso dal Guardian, è la National Farmers’ Union (NFU), la maggiore organizzazione agricola del Paese, secondo cui le modifiche alle norme sull’importazione di aprile, che imporranno controlli alla frontiera per quasi tutte le piantine che entrano nel Paese, potrebbero causare lunghi ritardi e provocarne la distruzione.

I coltivatori del Regno Unito dipendono dall’UE per le giovani piante che iniziano la loro vita in Paesi come l’Olanda prima di essere importate nel Regno Unito per essere trapiantate.

Si tratta di piante di piccoli frutti, tra cui fragole e lamponi, ma anche di pomodori, alberi da frutto e piante da vivaio che iniziano la loro vita anche in Paesi europei dotati di grandi serre e condizioni climatiche migliori.

Secondo le norme attuali, le piante importate vengono conservate nei vivai e nelle aziende agricole prima di essere controllate da ispettori governativi, con controlli spesso prioritari in base al rischio.

Tuttavia, in base alle nuove norme previste per il 30 aprile, il governo intende controllare il 100% delle spedizioni che attraversano i nuovi posti di frontiera.

Ciò ha portato a un diffuso malcontento tra i coltivatori, che nutrono preoccupazioni sulla capacità di questi posti di frontiera di gestire questo volume di importazioni.

agi

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