Lollobrigida: “La carne coltivata è un potenziale pericolo”

70 Visite

L’Italia ha chiesto, “insieme ad altre nazioni, notizie scientifiche” sulla carne coltivata in laboratorio, in un documento “che abbiamo firmato, con Austria e Francia, a cui si sono aggiunte altre nazioni”. Lo spiega il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, a margine del Consiglio Agrifish a Bruxelles.

Nel documento “c’è scritto con chiarezza che la carne coltivata, sempre che si possa chiamare carne, è un potenziale pericolo per l’Europa, da tanti punti di vista: forse quello sanitario, forse quello ambientale, forse quello etico”.

“Noi ci siamo già dati una risposta in Italia – continua Lollobrigida – e oggi tante altre nazioni con noi hanno presentato un documento. L’Italia non solo non era isolata su questa posizione, ma è in grado di essere avanguardia rispetto alla protezione delle nostre filiere agricole, della salute dei cittadini, dei consumatori, della qualità. Non c’è niente che abbiamo fatto in maniera erronea. C’è un tempo per prendere delle decisioni e l’Italia è in grado di prenderle, senza dover aspettare, anzi coinvolgendo gli altri. Adesso vedremo anche gli esiti della discussione, però il documento mi sembra molto netto e molto chiaro”.

“Abbiamo chiesto che la scienza ci dia le risposte richieste – prosegue – e che si ricorra anche eventualmente a un cosa che è molto democratica: chiediamo ai cittadini europei che ne pensano, perché abbiamo sentito tante voci. Sentiamo anche quella dei cittadini europei, con una consultazione pubblica nella quale ci diranno che cosa pensano di queste produzioni”, conclude.

Coldiretti: “Stop in Europa dopo flop in Usa”

“Lo stop da parte di buona parte dei Paesi dell’Unione Europea è coerente con il fatto che la UE ha già deciso di vietare gli alimenti prodotti da animali clonati e da oltre 40 anni la carne trattata con ormoni che vengono utilizzati invece nei bioreattori per la produzione di cibi artificiali per i quali si chiede di non usare il termine ‘carne coltivata’, ritenuto fuorviante anche dal rapporto Fao/Oms che suggerisce di chiamarli “cibi a base cellulare”. È quanto afferma la Coldiretti che ha espresso apprezzamento per il documento delle delegazioni austriaca, francese e italiana ma sostenuto anche tra le altre dalle delegazioni spagnola, ceca, cipriota, greca, ungherese, lussemburghese, lituana, maltese, rumena, slovacca, presentato al Consiglio Europeo ‘Agricoltura e pesca’ del 23 gennaio 2024.

“Prima di qualsiasi autorizzazione i Paesi sostenitori chiedono infatti alla Commissione – sottolinea la Coldiretti – di avviare una consultazione pubblica sui cibi a base cellulare” che “non possono mai essere chiamati carne” e pongono “questioni etiche, economiche, sociali e ambientali, nonché sulla nutrizionali e di sicurezza sanitaria” rimettendo in discussione il quadro normativo attuale che risulta inadeguato anche perché queste nuove pratiche includono la produzione di alimenti utilizzando la tecnologia delle cellule staminali con la necessità di evitare rischi per la salute dei consumatori.

La presentazione del documento – continua la Coldiretti – fa seguito al flop registrato dai cibi a base cellulare negli Stati Uniti dove la rivista tecnologica del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston li ha inseriti tra i più grandi fallimenti scientifici dell’anno in quanto, nonostante il via libera alla commercializzazione ottenuto dalle autorità Usa, non vi sarebbe ancora traccia di prodotti di laboratorio nei supermercati e la produzione su larga scala risulterebbe più problematica del previsto. In particolare, diverse inchieste giornalistiche, a partire da quelle del Wall Street Journal, hanno evidenziato che Upside Food utilizzava molta manodopera, plastica ed energia per produrre pochissimi filamenti di pollo. E non è un caso che nello Stato dell’Arizona – riferisce la Coldiretti – sia stata presentata una proposta di legge a livello statale ad inizio gennaio per vietare la vendita e la produzione di prodotti animali a partire da coltura cellulare né per consumo umano, né per quello animale.

“L’alleanza nata in Europa fa proprie le perplessità sollevate per prima dalla Coldiretti e conferma il ruolo di apripista dell’Italia che è leader mondiale nella qualità e sicurezza alimentare, nelle politiche di tutela della salute dei cittadini”, ha commentato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nell’esprimere apprezzamento per il protagonismo a livello comunitario del ministro Lollobrigida.

“Dopo l’Italia dove è stata approvata una legge sotto la spinta della raccolta di oltre 2 milioni di firme da parte della Coldiretti, la presa di posizione di un numero crescente di Paesi è una risposta – precisa Prandini – all’esigenza di avere analisi di impatto univoche da parte della ricerca pubblica ed evitare di trasformare i cittadini in cavie umane, come per primi abbiamo chiesto. La crescente diffidenza conferma infatti la necessità di rispettare il principio di precauzione di fronte ad una nuova tecnologia con molte incognite che rischia di cambiare la vita delle persone e l’ambiente che ci circonda” continua Prandini nel sottolineare che “proprio per questo la sfida che la Coldiretti lancia alle istituzioni europee è che i prodotti in laboratorio nei processi di autorizzazione non vengano equiparati a cibo ma bensì a prodotti a carattere farmaceutico”. Queste nuove pratiche – afferma Coldiretti – includono la produzione di alimenti utilizzando la tecnologia delle cellule staminali con la necessità di evitare rischi per la salute dei consumatori.

adnkronos

News dal Network

Promo