Ancora la autonomia differenziata

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Il Senato ha licenziato il provvedimento che nel titolo ha le parole “autonomia differenziata”. Bisognerebbe spiegare -anche ad avvocatoni e navigati politicanti- che in Italia non sempre quello che sta scritto nel titolo evoca quello che sta all’interno della norma. Indurre in errore l’intero popolo italiano dovrebbe essere un reato serio ma ancora la casta non ha deciso di mettere a posto questa questione e quindi rimaniamo vittime di questi equivoci: si fa credere che il provvedimento riguarda una cosa mentre ne tratta e ne dice altre. Devi leggere attentamente per renderti conto come stanno veramente le cose. Ed è appunto il caso di questo provvedimento.

 

Però la Lega non può, per ragioni elettorali, dire che questo provvedimento non accoglie le sue richieste; anzi, in vista delle prossime elezioni sbandiera trionfante il “successo” ottenuto. I Fratelli d’Italia si guardano bene dal dire che quel provvedimento è tutt’altro che quello che la Lega fa credere e quindi non profferisce verbo. La sinistra, anche se se ne accorge, preferisce far credere che la Lega abbia vinto per gridare allo scandalo di una Italia divisa (come se già non lo fosse per le stesse ed altre più grandi ragioni). Il Sud uscirebbe salvo perché si statuisce che i Lep saranno individuati e rispettati; ma non è così perchè quelle infrastrutture ed investimenti andavano realizzati vari decenni fa e rimangono un dovere imprescindibile dello stato: fornire le stesse prestazioni ad ogni italiano è e non può essere una specie di oggetto di scambio con la autonomia differenziata. Inoltre andavano fatti allora; adesso è un po’ tardi visto anche che molte parti del sud e del centro si sono svuotate. Infine come si dovrebbe fare tutto questo senza un euro non si capisce.

 

Un vero ginepraio figlio del compromesso necessario tra un partito unitarista (sul piano amministrativo e istituzionale visto che l’Italia è unita solo sotto questo profilo) e uno secessionista (sempre sotto il piano amministrativo e istituzionale); cioè due mentalità opposte. Imbroglio reso possibile da un esercizio insuperabile di burocratese inestricabile che dovrebbe governare l’intero processo. Cioè: siccome si doveva dare un contentino alla Lega si è partorito un imbroglio inestricabile ed inattuabile.

 

Mirabile è l’assenza totale di quelli che dovrebbero essere i beneficiari di tanto chiasso e cioè i cittadini. In qualunque modo si realizzi concretamente questo compromesso i contribuenti del nord non risparmieranno un euro di tasse e dovranno confidare nel buon cuore dei loro politicanti amministratori regionali per avere un qualche vantaggio da questa “autonomia differenziata”; invece i cittadini del sud continueranno ad avere lo stesso sistema fiscale delle regioni più ricche e dotate di infrastrutture senza avere neanche i minimi servizi essenziali; per avere i quali dovranno confidare nel buon cuore degli attuali e futuri politicanti se e come vorranno concedere almeno i livelli minimi di prestazioni.

 

Fanno tenerezza quelli che non avendo letto o, più probabilmente, non avendo capito nulla del provvedimento sparano a zero o osannano quello che hanno capito…. del titolo….

 

Confidiamo nella seconda lettura e votazione alla Camera dei Deputati per sapere come andrà a finire questa storia che altro non è che confronto tra politicanti regionali e burocrati romani; nel frattempo le moltitudini cominciano a pensare di costruirsi partiti nuovi che riportino i cittadini al centro del dibattito politico e i politicanti e burocrati percettori di tasse al loro servizio.

 

CANIO TRIONE

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