Ci sentiamo soli o siamo soli?

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“Ti senti sola con la tua libertà” cantava Bruno Lauzi nei primissimi anni sessanta per asserire la certezza che la sua amata sarebbe tornata da lui perché non avrebbe potuto accettare di sentirsi sola sapendo di poter non esserlo. “Ritornerai” e tutto sarebbe tornato ad essere lo stesso….”per non lasciarsi più”!

 

Genovese, quindi nordico, era, come tanti altri cantautori liguri portatore di un valore stellare sia sul piano umano e culturale, sia artistico; lo stesso valore che usualmente troviamo nel meridionali; egli già nel 1963 anticipava una semplice quanto importante verità: la libertà non è e non poteva e non potrà mai essere fine a se stessa. Oggi i liberali che si cimentano in politica come anche le masse liberate dai tabù e dai pregiudizi si accorgono che la libertà non appaga per se stessa ma solo se ha un senso; quasi che la libertà non possa essere un obiettivo ma un mezzo per la realizzazione della propria identità: cioè oggi sappiamo senza più alcun dubbio che la conquistata enorme libertà (specie se affrontata con quella degli anni sessanta) in sè non solo ti fa sentire solo ma ti fa scoprire di essere solo e precisamente rimani solo se non hai il conforto di un senso profondo e concreto che ti motiva e ti accompagna per dare un futuro alla tua azione. E questo è vero anche e soprattutto nel campo lavorativo e più ampiamente economico oltre che umano.

 

Abbiamo scoperto che se non dai un senso alla libertà questa altro non è che precarietà ed incertezza. L’arte riesce a capire molto prima di ogni altra attività umana la natura delle cose e specie dei valori che danno un sapore al nostro pensiero. Lauzi era anche un convinto liberale e quindi è riuscito a coniugare il suo intuito artistico con il suo credo politico consegnandoci questo incredibile insegnamento che dovrebbe darci una precisa direttiva nel nostro comprendere l’attuale momento di profondo smarrimento del pensiero liberale. Certamente il liberalesimo del XIX secolo non può essere riesumato e non può produrre nostalgie dati i disastri che ha prodotto, fino a suicidarsi; inoltre il XXI secolo ci ha consegnato un liberalesimo che premia i forti fino a riprodurre un neofeudalesimo dal quale sembrava che il primissimo liberalesimo ci avesse affrancati. Cioè il liberalesimo odierno fatto di multinazionali e Istituzioni sovranazionali totalmente autoritarie è la gabbia più illiberale che si potesse immaginare! E tanto è illiberale che produce esclusi e non integrati. E, tanto meno rappresenta le moltitudini.

 

Quindi il pensiero liberale nel tentativo di rendersi protagonista del nuovo secolo se non del nuovo millennio deve sentirsi chiamato a dare un senso a se stesso non più come negazione dei tanti soprusi da cui veniva ma come proposito forte e precondizione minima irrinunciabile del progetto di società e di vita di cui siamo orfani.

 

Una impresa titanica che però non può intimidire il vero liberale! peraltro il pensiero liberale non è mai stato un estremismo: ha sempre incarnato una idealità con forte radicamento territoriale nazionale e solo recentemente ha ceduto completamente alle lusinghe del mondialismo e del gigantismo aziendale ed istituzionale credendo di sostenere efficienza e progresso. Abbaglio colossale e micidiale perchè efficienza e progresso sembrano essere i punti di forza delle imprese più grandi e delle Istituzioni sovranazionali che invece si sono svelati per loro natura illiberali se non autoritarie.

 

In sinistra coincidenza con il cambio di millennio si è invece scoperto che la sopravvivenza del neo-liberalesimo e possibile solo utilizzando la implosione delle istituzioni sovranazionali…visibilmente incapaci di interpretare i popoli ma ridotte ad essere sgabello delle lobby come se la crescita di queste coincida con il bene di tutti.

 

Da questo punto inizia il nuovo millennio e il lavoro di ricerca del nuovo progetto di società e di economia in assenza del quale avremo la dittatura delle intelligenze artificiali che, nella migliore delle ipotesi, saranno al servizio di un pugno di pazzi totalmente scollegati dalla gente!

 

CANIO TRIONE

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