Clima e dati scientifici

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Nicola Scafetta, professore di Fisica dell’atmosfera all’Università degli studi di Napoli Federico II, affronta gli argomenti “green” sul cambiamento climatico: dall’origine antropica alla riduzione della CO2 imposta a tutti noi.

Sintesi del suo intervento del 2 Dicembre 2023 nel dibattito organizzato dalla sezione milanese di  Pro-Italia.  Fonte ( https://youtu.be/BEkc Kgs1Ngk?si=QBez-NoZtaYnu4wD)

Gli argomenti sostenuti dal Prof. Scafetta sono lavori scientifici tutti pubblicati da competenti riviste.

La chiave dell’argomento “ cambiamento climatico” è fondata su di una notevole incertezza, la scienza lavora per la riduzione e/o eliminazione di questa incertezza, scienziati di varie parti del mondo e lo stesso Prof. Scafetta lavorano in questo senso. Quindi gestire l’incertezza.

Il messaggio profuso e propagandato è sempre del tipo “ Siamo sull’orlo della catastrofe, il pianeta è in fiamme, dagli scienziati l’ultimo appello”, questo è ciò che ci raccontano.

Il meteo cambia in ogni momento, il clima è altro. Quindi il meteo ti da una previsione giornaliera o di una settimana ed in quanto previsione può anche sbagliare, zone calde prima diventano fredde nel giro di pochi giorni e viceversa,  il clima è invece una media  su lunghe scale temporali,  30 anni  od anche 10, ma non può essere di un anno, perche  si tratta di fluttuazioni climatiche della Terra, non bisogna confondere gli eventi singoli con il clima essendo fluttuazioni naturali del sistema climatico stesso. Il clima della Terra è sempre cambiato, epoche interglaciali negli ultimo 500 milioni di anni ben più calde del periodo contemporaneo, per esempio 120.000 anni fa  gli Ippopotami erano presenti a Londra, se andate nel Museo di Londra ci sono gli scheletri ritrovati in quei luoghi, quindi faceva molto più caldo di oggi, temperatura non imputabile all’azione “antropica” come oggi dicono. I livelli del mare erano 8 metri più alti di oggi.

Si osservano per i cicli già studiati e resi pubblici quelli millenari  e quelli multi decennali, che sono quelli che determinano i cambiamenti climatici che a noi interessano. Molta della ricerca del Prof. Scafetta si è basata su questi cicli. Si osserva quindi un riscaldamento del pianeta dal 1850 ad oggi, ora si tratta di capire se questo è dovuto all’uomo o alla natura. Ovvio il passato non va dimenticato per capire questo fatto. Essendo provato che anche nel passato il clima è cambiato. L’idea del rischio di questo cambiamento da dove nasce? Nasce da delle simulazioni al computer del sistema climatico, partono dal 1850 e arrivano sino al 2100, queste simulazioni cosa fanno? Inseriscono degli scenari economici differenti tra loro, c’è uno scenario a 0 emissioni, quello di cui si parla tanto, azzerare le emissioni per il 2050 e dimezzarle per il 2030, accordo di Parigi con target di riscaldamento globale 1.5 – 2.0 °C, per ognuna di queste simulazioni c’è la valutazione del rischio, se troppo rapido l’uomo non si può adattare e diventa rischioso, perché non abbiamo il tempo di poterlo fare, si ritiene che se si superano i 2 °C  ciò sia possibile, per evitare tutto ciò ritengono che l’unico modo è quello di seguire lo scenario da loro chiamato SSP 1-2.6, secondo questi modelli predeterminati si può “salvare il mondo” con zero emissioni e restare sotto i 2°C.

Tutto ciò che ci stanno dicendo si basa esclusivamente su questa interpretazione del sistema climatico, ovvero proiezione nel tempo di dati climatici precedenti  proiettati nel futuro con algoritmi da loro stessi impostati, ovvero meccanicisticamente. Questa narrativa allarmistica è basata sulla sabbia oppure sulla roccia?

Ma il problema scientifico è un altro, quindi sviluppiamo il discorso scientifico, quali sono i problemi con i modelli, essi dicono che il riscaldamento previsto per il 21° secolo dipende fortemente da: Percorsi socio economici condivisi (SSP) scelti per la simulazione, Sensibilità climatica all’equilibrio (ECS) del modello alle emissioni del CO2, Affidabilità del CGM nel ricostruire adeguatamente i cambiamenti climatici del passato. Le temperature future dipendo dagli scenari economici. Il vero rischio è quindi nello stimare il reale scenario economico, quale percorso socio economico è realistico? Da un lavoro pubblicato su Nature si vede chiaramente  che l’unico realistico è l’SSP2- 4.5, l’organismo politico dell’ONU IPCC afferma che : la probabilità di scenario RCP8.5 o SSP5-8.5 è considerata bassa alla luce degli sviluppi del settore energetico, (Hausfahetrs e Peters, 2020a, b).Studi che considerano le possibili tendenze future delle emissioni in assenza di ulteriori politiche climatiche …. (sono) approssimativamente in linea con gli scenari intermedi RCP4.5, RCP6.0 eRCP2-4.5” (pp 238-239), nonostante da un lato affermi questa istituzione politica  che lo scenario più apocalittico non è realistico mostra poi tantissime proiezioni basate giusto sullo scenario da loro stessi dichiarato irrealistico, cioè l’8.5. Enfatizzano l’allarme, in una parola lo procurano. Pare dovrebbe essere un reato il procurato allarme, o no? Eppure anche in uno scenario di procurato allarme non si vedono scenari tipo grossi uragani ed altro, si vedono ondate di calore e altre cose che non sono molto pericolose. I modelli climatici globali (CMIP6) e l’Equilibrium Climate  Sensitivity (ECS) è una stima dell’eventuale riscaldamento globale allo stato stazionario con una CO2 doppia. Questi modelli sono tutti diversi tra di loro, ciò denuncia l’incertezza fisica di questi modelli climatici, a parità di raddoppio della CO2 un modello dichiara una sensibilità climatica all’equilibrio di 1.8 °C,  ed un altro ne predice 5.8 °C  i modelli tutti diversi, ne consegue che dal punto di vista quantitativo  c’è una enorme incertezza e nessuno lo sa con esattezza,  questi sono i dati ufficializzati da loro stessi, essenzialmente i vari modellisti sono in disaccordo fra di loro. In quale modello da loro proposto si trova la vera sensibilità climatica?  Nature su di un altro lavoro dichiara che i modelli sono troppo caldi, molti di questi modelli proposti non vanno bene perché predicono molto caldo rispetto a quello osservato, infatti i modelli ci dicono che la sensibilità climatica può variare da 1.8 a 5.8 però lo studio IPCC segue uno proiezione da 2.6 a 3.9, tuttavia in una serie di articoli recenti tra cui alcuni dello stesso Prof. Scafetta, si vede che la sensibilità climatica dovrebbe essere al di sotto dei 3°C praticamente tra 1 e 3, i modelli a bassa sensibilità climatica sono i più concreti, gli scienziati catastrofisti riconoscono che la sensibilità climatica può variare negli studi pubblicati da un periodo ad un altro, poi dicono che è stato notato una discrepanza sostanziale fra le stime della sostenibilità climatica derivate dai modelli climatici e le stime basate sui dati sul riscaldamento osservato e sul bilancio reattivo, quindi le stime basate sul riscaldamento osservato indicavano valori molto inferiori rispetto a quelli indicati dai modelli, sotto il profilo scientifico c’è una dicotomia tra il modellato  e l’osservato, la dicotomia dichiara scientificamente che i modelli sono sbagliati. Gli studi scientifici sull’osservato attestano che la sensibilità climatica è oggettivamente diversa. Solo i modelli GCM con una bassa sensibilità potrebbero essere realistici, attestati da studi sviluppasti sulle temperature osservate dal 1980 al 2022. Quindi solo prendendo i modelli a bassa sensibilità si possono fare proiezioni future e poi stimare il rischio. Inoltre c’è da osservare lo stesso riscaldamento    preso però in un altro modo, dati del riscaldamento presi dalla superficie e vicino alla superficie rilevato dai satelliti, ed è molto più basso. Ora dobbiamo chiederci se ci sono ulteriori evidenze che i modelli possano essere fisicamente errati? La risposta è si! Sempre dichiarato da loro stessi , il riscaldamento predetto nella troposfera, ovvero nei primi 10 km dell’atmosfera, quindi non stiamo parlando del riscaldamento superficiale, stiamo parlando del riscaldamento di tutta l’atmosfera, si osserva che i modelli e i dati anche qui esprimono una dicotomia, i valori osservati sono molto inferiori ai modelli,  poi c’è un secondo problema, possiamo credere ai dati climatici di questo riscaldamento di circa 1 grado che si è osservato il 1900, gli studi pubblicati tra cui alcuni del Prof. Scafetta ci dicono che i dati sono probabilmente infettati  dal riscaldamento urbano e da altri fattori che non hanno niente a che vedere con il cambiamento climatico,  ad esempio c’è una grossa divergenza tra il riscaldamento misurato con le stazioni a terra e il riscaldamento misurato con i satelliti, sull’oceano c’è un accordo tra i dati mentre sulla terra ferma c’é una grossa differenza il che significa che c’è un problema a terra, ci sono diverse ragioni che spiegherebbero questo come dovuto al calore urbano che sta innalzando il valore e il vero riscaldamento è inferiore, un altro problema aperto i modelli interpretano il clima assumendo un contributo antropico e naturale, quando i modelli assumono entrambi i contributi, i modelli sembrano fittare i dati, questa è la simulazione, poi si fanno correre i modelli su quello che si ritiene il contributo naturale, variazione dell’attività solare, i vulcani etc, in questo caso i modelli non producono  un riscaldamento da cui si deduce che tutto il riscaldamento osservato dall’inizio del secolo è di natura antropica, questa è la teoria del riscaldamento antropico, senza il contributo antropico i modelli climatici non riproducono alcun riscaldamento dal 1850 al 1900, con il contributo antropici modelli climatici riproducono il riscaldamento dal 1850 al 1900. Qual’ è il problema ora? Il periodo caldo medioevale non è riprodotto,dall’850 al 1850 GMC CMPI6 predicono un clima costante! Con i loro modelli ci vorrebbero far credere che il clima è rimasto costante da sempre, i dati mostrano una variabilità climatica che il modello non è in grado di catturare, quindi questo è un grosso problema cosa ha causato questo riscaldamento medioevale? Che possa aver contribuito anche a questo riscaldamento attuale? Il modello non riesce proprio a ricostruire i periodi caldi del passato, perché il modello ci dice il clima è costante poi arriva  al’uomo e il clima inizia  a cambiare, no. Questo dichiarato dallo studio IPCC ARS nella figura 3.2, p. 432. Il caldo medioevale lo si sa da innumerevoli evidenze storiche , i Vichinghi sono andati in Groelandia, periodi caldi negli ultimi 10.000 anni sulle alpi sotto i ghiacciai si scoprono alberi, tronchi di alberi, quindi faceva caldo e c’erano delle foreste, nel periodo romano i passi alpini erano coperti da alberi oggi invece no, il che significa che il periodo romano faceva molto caldo e lo sappiamo da diversi record, Annibale attraversò le Alpi senza neve e ghiaccio nel 218 A.C. tutta l’epoca romana fu accompagnata da un clima nel complesso mite,  caratterizzato da temperature medie anche superiori ai 2/3 gradi  ai valori odierni fonte ( www.meteolive.it del 24 Febbraio 2017 ore 12,00) ultimo dubbio è che questi modelli affermano che il Sole non da assolutamente alcun contributo al cambiamento climatico, la verità e che ci sono innumerevoli studi pubblicati nella letteratura scientifica che il caldo medioevale si collega perfettamente con un aumento dell’attività solare, collimano 10.000 anni di dati climatici e dati solari,  il che significa che è il Sole il principale responsabile  che agisce sul cambiamento climatico, come per altri periodi caldi dell’Olocene  indotti dal Sole, il Sole come viene trattato dai modelli? Il Prof. Berilli Fisico del Sole di Roma ci fa vedere in un suo lavoro che l’attività solare del passato non è ben conosciuta, alcuni modelli dicono che il sole è quasi costante, altri modelli ci dicono che il Sole è variato tanto nel passato , i modelli usano come costante solare un valore determinato da una scelta politica, è chiaro di conseguenza se  si da per costante il Sole ovviamente non può contribuire al cambiamento climatico, ecco. Inoltre altre pubblicazioni di lavori che hanno investito indagini di dati sugli ultimi 5.000 anni per ciò che riguarda le modulazioni solari sulla frequenza delle alluvioni, si correlano perfettamente con i dati solari, quindi il Sole regola il cambiamento climatico. I dati ci dicono questo, l’unico scenario di sviluppo realistico per il XXI secolo è l’SSP2-4.5, la sensibilità climatica alla CO2 è veramente bassissima, ci sono molteplici evidenze che i modelli sottostimano enormemente l’effetto solare e che il riscaldamento misurato sin dal 1900 è ragionevolmente sovrastimato dal riscaldamento urbano. Cosa ne consegue, quindi seconda la SSP che dice l’unico modo di restare sotto i 2 gradi è quello di applicare lo scenario 2.6 delle 0 emissioni,  gli Stati stanno facendo il 4.5 ma non  è sufficiente per poter essere salvati, dicono, quando in realtà  stando sempre ai modelli da loro preimpostati  ciò che si sta facendo è già sufficiente per “ salvarci”, non c’é una vera emergenza climatica, questo allarmismo non ha giustificazioni scientifiche tali da responsabilizzare le popolazioni per questo.

 

 

CUROSITA’

Confronto delle emissioni tra la Cina e l’Italia, l’Europa ora sta emettendo il  6.7% delle emissioni globali, la Cina sta al 29.16 %, mentre le emissioni procapite, l’Italia sta a 6.7 tonnellate per CO2 la Cina sta  a 10.9 , il problema non è l’Italia semmai è la Cina.

Lle centrali a carbone nel sud est asiatico  crescono a dismisura, e per loro non c’è questo assiduo problema, perché?

 L’auto elettrica è il futuro, la prima è stata inventata nell’800,  Società Industriale Italiana fabbrica automobili elettrici a Torino, ad accumulatori DORA, il fatto è che quando è stato inventato il motore termico  le auto elettriche sono fallite, il problema qual’è? L’efficienza e la sicurezza delle batterie non è mai stato risolto, la pubblicità è pari pari  a quella dell’800. E’ ragionevole consi

Il Sole 24 Ore  Giovedì 10 Settembre 2015, un articolo il cui titolo è sufficiente “ Il primo effetto serra del pianeta? Fu colpa delle flatulenze dei dinosauri”. 

Nel corso della COP28 la Fao ha presentato un rapporto secondo cui tagliare il metano eruttato da animali come mucche e pecore è essenziale  a limitare  il riscaldamento globale  a meno  di 2°C.

Lunedì 18 Settembre 1995, appare un articolo sul The New York Times, -naturalmente sulla base della scienza- si prevedeva che le spiagge della costa orientale  sarebbero scomparse. Ma la famosa spiaggia della Grande Mela, Jones Beach è ancora lì. Come pure le altre.

Il pianeta Terra è da sempre sottoposto  a periodiche oscillazioni termiche, nella prima metà del novecento un astronomo iugoslavo  M. Milankovic espose la sua teoria che mette in relazione i cambiamenti climatici con i moti millenari della Terra. Il doppio moto conico dell’asse di rotazione, le variazioni dell’eccentricità dell’orbita, le oscillazioni del’asse terrestre rispetto al piano dell’eclittica possono  modificare la quantità di energia solare  ricevuta in un anno dal nostro pianeta e la sua distribuzione alle diverse latitudini. Milankovic sostiene affinché si verifichi una glaciazione, gli effetti dei moti millenari devono sommarsi, in modo che la quantità solare ricevuta da un emisfero sia minima e venga ridotta l’escursione termica annua. Quando questo accade la neve che si accumula durante l’inverno stenta  a sciogliersi durante l’estate  e si trasforma in ghiaccio. La durata e il rigore del semestre invernale , contrariamente  a quanto può sembrare,  non influenzano, invece in modo determinante l’entità delle precipitazioni nevose. L’estate quindi deve cadere in afelio (in tal modo è più lunga ma più fredda e ciò si verifica ogni 21.000 anni circa) e il perielio deve trovarsi alla distanza minima dal Sole (a causa delle variazioni della eccentricità dell’orbita, questo accade ogni 92.000 anni circa), in modo che l’escursione termica annua si riduca, poiché l’estate diventa ancor più fredda e l’inverno più caldo. In base a questi principi Milankovic calcolò le variazioni di quantità di radiazioni ricevute dai due emisferi alle diverse latitudini e costruì una curva relativa agli ultimi 6.000 anni, che si adatta in modo abbastanza preciso all’andamento delle glaciazioni del quaternario. A quanto pare queste leggi astronomiche sono ben poca cosa,  assolutamente insignificanti rispetto al fattore antropico (!) Vuoi mettere il valore delle flatulenze a confronto?

Da un articolo di Marcello  Pamio del 13 Luglio 2023 su Disinformazione. Dice:

Secondo i venduti dell’IPCC , il gruppo intergovernativo di esperti su cambio climatico, le emissioni di CO2 di combustibili fossili, devono essere ridotte a zero entro il 2100. “Se non salviamo noi stessi da noi stessi, siamo fregati” dice lo slogan, pare siano intelligenti, con uno slogan del genere loro per primi devono cercare di salvarsi …. chissà se già non prendono più aerei per esempio. La cosa strana è che tutta la vita è basata sul carbonio e questo viene generato dall’anidride carbonica nell’atmosfera. Tutto il carbone nei combustibili fossili che stiamo bruciando oggi una volta era nell’atmosfera come CO2 prima che venisse consumato dal plancton nel mare e dalle piante nella terra. Carbone petrolio e gas naturale sono i residui di questo plancton e piante che sono stati trasformati dal calore e dalla pressione. Se non ci fosse stata la CO2 nell’atmosfera la terra sarebbe un pianeta morto. Parlando di cambiamento climatico eliminate la CO2 e avrete la morte del pianeta!!! L’Agenzia per la protezione del pianeta ha decretato questa essenziale sostanza un contaminante! Come può qualcosa che rende possibile la vita essere dannosa? L’anidride carbonica è un elemento indispensabile per tutti gli esseri viventi. C’è ne può essere troppo come dicono gli allarmi climatici? Se guardiamo al quadro completo troviamo qualcosa di sorprendente. Per la maggior parte della storia del pianeta é sempre stata presente nell’atmosfera a livelli più elevati di oggi. Durante l’esplosione cambriana quando la vita multicellulare apparì per la prima volta, i livelli di CO2, erano 10 volte maggiori degli attuali. In pratica stiamo vivendo in un’era di basso livello. Il livello ottimale di CO2, per la crescita delle piante sarebbe 4-5 volte maggiore di quello ch c’è attualmente. Questo il motivo per cui nelle serre iniettano la CO2, aggiunta per incentivare la crescita delle piante! Allo stesso modo incentivare la CO2 nell’atmosfera terrestre promuoverebbe la crescita di cibo e foreste. Ma arriviamo al punto cruciale (….) L’economia green serve a ridurre la CO2, e quindi riduce l’opportunità ad alimentarsi. Infatti elimineranno gli allevamenti, per  darci cibo morto, sintetico o insetti, forse la CO2 da eliminare siamo noi?

Fonte “ Newsacademy.it”  – La sfacciataggine di Christine Lagarde “ L’inflazione é legata al cambiamento climatico” … non serve altro da aggiungere.

L’aria che respiriamo è composta da circa il 78,09% di azoto (N?), il 20,09% di ossigeno (O?),per lo 0,93%  di argon (Ar), lo 0,04% di biossido di carbonio (CO?)!

Però l’aria che espiriamo contiene il 17% di ossigeno ed il 4% di anidride carbonica meglio nota come CO?, quindi la “scienza” cosa sostiene?….

 

 

Segue stralcio tradotto dell’articolo apparso nel Regno Unito su MailOnline Science dailymail.co.uk di Jonathan Chadwick del 13 Dicembre 2023.

 

Che si tratti di mangiare meno carne o di andare in bicicletta invece di guidare, gli esseri umani possono fare molte cose per prevenire il cambiamento climatico.

Sfortunatamente, respirare meno non è uno di questi.

Questo potrebbe essere un problema, poiché un nuovo studio sostiene che i gas presenti nell’aria espirata dai polmoni umani stanno alimentando il riscaldamento globale.

Il metano e il protossido di azoto presenti nell’aria che respiriamo rappresentano fino allo 0,1% delle emissioni di gas serra  nel Regno Unito, dicono gli scienziati.

E questo non tiene nemmeno conto del gas che rilasciamo da rutti e scoregge, o delle emissioni che provengono dalla nostra pelle senza che ce ne accorgiamo.

Sintesi: il problema dell’umanità è la stessa umanità. Ridiamo per non piangere, qualcuno si fida di questa “scienza?”…..

Esempio, il Mammut lanoso da 200.000 a 5.000 anni fa, si é estinto per via delle proprie scoregge, e/o per via della sua espirazione!!!

 

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