Il festival jazz di Port au Prince sfida la violenza delle gang

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Lo storico festival di jazz di Port-au-Prince, il PapJazz, ha fatto ritorno nella capitale dopo due anni di assenza, diventando simbolo della ricchezza culturale haitiana e della resilienza di fronte alla piaga dell’insicurezza. Durante le serate centinaia di spettatori hanno assistito ai concerti nonostante la minaccia della violenza quotidiana delle gang, con racket e rapimenti.

Nel 2022 l’evento musicale era slittato e lo scorso anno si era tenuto a Cap Haitien a causa dell’insicurezza cronica a Port- au-Prince, all’80% sotto il controllo di bande criminali secondo l’Onu. “È il festival della resistenza a tutto ciò che sta accadendo, il nostro modo per dire che ci crediamo e che vogliamo andare avanti”, ha dichiarato Milena Sandler, una delle organizzatrici della XVII edizione. “La città non è morta nonostante tutto. Gli abitanti di Port-au-Prince avevano bisogno di ritrovarsi nella convivialità come haitiani. Questo evento dà loro l’illusione di poter sognare, vivere insieme”, ha aggiunto l’organizzatrice.

Per far fronte alla crisi della sicurezza, il festival è stato ridotto a quattro giornate, invece di otto, e sono stati cancellati i concerti gratuiti organizzati nelle piazze e nelle università. I palchi sono stati allestiti in una zona residenziale sicura, sulla spianata boscosa dell’hotel Karibe, dove alloggiavano gli artisti e che ospita gli uffici delle Nazioni Unite ad Haiti. Volontari e agenti della polizia nazionale hanno garantito la sicurezza di questa zona protetta dalla violenza che sta invece consumando i quartieri poveri circostanti.

“Nonostante le sfide, il festival dimostra una resilienza impressionante. È una celebrazione della ricchezza culturale haitiana”, ha commentato Esmeralda Milcé, una spettatrice che lavora nel marketing, rimasta particolarmente entusiasta per l’esibizione dell’haitiano Beethova Obas.

A volte seduto, a volte in piedi, il pubblico – composto da espatriati ma anche da spettatori della classe media haitiana – ha potuto ballare e cantare, mentre gruppi di “Rara”, musica carnevalesca haitiana, hanno animato gli intermezzi.

La XVII edizione del PapJazz ha accolto artisti stranieri, come l’americano di origine camerunese Richard Bona e il francese Ludovic Louis, oltre ad artisti haitiani che lavorano ad Haiti o provenienti dalla diaspora. Secondo l’organizzatore della Haiti Jazz Foundation, il festival ha accolto tra 550 e 850 persone ogni sera, tra giovedì e sabato. Altri sono accorsi per vedere i musicisti emergenti durante gli after-party gratuiti organizzati in tre ristoranti di Pétion-Ville.

agi

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