A passeggio tra l’arte: mostre e musei – II

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Moroni (1521-1580). Il ritratto del suo tempo

La mostra “Moroni (1521-1580). Il ritratto del suo tempo” intende celebrare l’artista bergamasco, tra i maggiori interpreti della pittura rinascimentale lombarda. Autore anche di significative opere devozionali, presenti in mostra, Moroni è però noto soprattutto per la sua innovativa attività di ritrattista.  Molti i ritratti realizzati dall’artista qui esposti definiti “ritratti in azione”, moderne raffigurazioni di personaggi che, attraverso un gesto, uno sguardo, entrano in contatto con lo spettatore superando la lontananza emotiva e la staticità della ritrattistica ufficiale.

La mostra milanese, attraverso nove sezioni, intende restituire un’immagine a tutto tondo del pittore a partire dai suoi esordi presso la bottega del Moretto per proseguire con il confronto con altri artisti contemporanei attivi in area lombarda quali Lorenzo Lotto, Gerolamo Savoldo e Moretto. Al fine di raggiungere la massima completezza espositiva, i dipinti sono affiancati ad opere di Tiziano, Veronese e Tintoretto, per delineare un dialogo con le produzioni artistiche del tempo, spaziando anche oltre i confini regionali.  

Fino al 01 aprile 2024

Dove: Gallerie d’Italia di Milano

Info: https://gallerieditalia.com/it/milano/mostre-e-iniziative/mostre/2023/12/moroni-1521-1580-il-ritratto-del-suo-tempo/

 

Antonio Campi a Torre Pallavicina

L’oratori di Santa Lucia

 

 

Nella sala del Tardo Manierismo internazionale della Galleria Sabauda, i Musei Reali di Torino ospitano l’esposizione Antonio Campi a Torre Pallavicina, che riunisce le tavole superstiti di un ampio ciclo dipinto dal grande manierista cremonese negli anni Settanta del Cinquecento.

Seconda tappa della mostra dossier, aperta dal 19 settembre al 3 dicembre 2023 al Museo Diocesano di Cremona, quest’importante iniziativa mette in luce l’attività del pittore per l’Oratorio di Santa Lucia a Torre Pallavicina, comune nella diocesi di Cremona, oggi in provincia di Bergamo, e presenta quello che rimane di una grande ancona a tema cristologico della quale facevano parte i due pannelli con l’Andata al Calvario e la Resurrezione, appartenenti alle collezioni della Galleria Sabauda, e le due tavole con l’Orazione nell’orto e Cristo davanti a Caifa della Galleria Canesso, che ne ha gentilmente concesso il prestito.

L’Orazione nell’orto, caratterizzata da un intenso patetismo, e Cristo davanti a Caifa, di rara suggestione realistica, si distinguono per l’utilizzo di una tavolozza ricca e raffinata con rimarcati accordi cromatici tra le tonalità dei rosa, dei gialli e dei verdi, in contrasto con gli sfondi notturni. La prima scena mostra un magnifico paesaggio lunare, mentre la seconda si staglia su un nero intenso e impenetrabile.
Le due tavole sono state esposte al pubblico per la prima volta nella sede milanese di Galleria Canesso nel 2021, dopo essere state pubblicate nel 1974 dalla storica dell’arte Maria Luisa Ferrari e poi a lungo disperse. Il loro recente ritrovamento ha portato nuovamente la questione di Torre Pallavicina all’attenzione degli studiosi e, grazie ad approfondite ricerche d’archivio, si è potuto stabilire con certezza che i due dipinti appartengono allo stesso ciclo pittorico delle due tavole torinesi.

 

Fino al 10 marzo 2024

Dove: Musei Reali di Torino – Galleria Sabauda

Info: https://www.canesso.art/eventdetail/49896

 

David “Chim” Seymour.

Il mondo e venezia 1936-56

 

 “‘Tutto ciò di cui hai bisogno’, disse una volta mentre un noto fotografo parlava della psicologia dietro una delle sue foto, ‘è un po’ di fortuna e muscoli sufficienti per far scattare l’otturatore.’
Avrebbe potuto aggiungere: un buon occhio, un cuore e un fiuto per le notizie. Perché tutti questi erano evidenti nel suo lavoro “.
(Judith Fried su David Seymour)

Molti non sanno che la celebre fotografia realizzata a Venezia che coglie l’approdo apparente del gondoliere alla stazione di rifornimento della Esso sul Canal Grande è stata realizzata da David Seymour nel 1950 in concomitanza di un progetto dedicato all’Europa del dopoguerra.
In quell’occasione il fotografo realizzò un importante reportage dedicato a Venezia caratterizzato da uno sguardo attento, curioso e a volte ironico. Scatti che ritraggono momenti di vita quotidiana o particolari specifici della città lagunare come gli onnipresenti pennuti dell’universo veneziano, i colombi.
È a David ‘Chim’ Seymour che il Museo di Palazzo Grimani (Direzione regionale Musei Veneto del Ministero della Cultura) dedica, dal 6 dicembre 2023 al 17 marzo 2024, il secondo appuntamento con i maggiori protagonisti della fotografia internazionale del Novecento e che hanno, nella loro carriera, scelto di interpretare quell’unicum che è rappresentato da Venezia.

 

Fino al 17 marzo 2024

Dove: Museo di Palazzo Grimani – Venezia

Info: https://polomusealeveneto.beniculturali.it/eventi-e-mostre/david-%E2%80%9Cchim%E2%80%9Dseymour-il-mondo-e-venezia-1936-56-6-dicembre-2023-17-marzo-2024-venezia

 

 

 

 

 

 

 

 

Pietro Perugino a Fano.

“Primus Pictor in Orbe”

 

 

Sarà un ritorno molto importante e atteso, degna conclusione delle celebrazioni dei cinque secoli dalla morte di Pietro Vannucci, universalmente noto come Pietro Perugino. La Pala di Durante rientra alla sua sede, infatti, dopo un mirabile restauro condotto da un laboratorio di eccellenza, quale è l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, che attirerà l’attenzione internazionale su uno dei capolavori del maestro umbro, al suo tempo considerato ‘il primo pittore al mondo’, come lo descrive anche il contratto redatto a Fano.

La mostra, curata da Anna Maria Ambrosini Massari con Emanuela Daffra, è realizzata dal Comune di Fano, in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure e con il contributo della Regione Marche.
 
Primus pictor in orbe’: ‘primo pittore al mondo’, così viene descritto Perugino nel contratto del 1488 che lo portava a lavorare a Fano dove avrebbe realizzato due opere eminenti: la Madonna con il bambino in trono e i santi Giovanni Battista, Ludovico di Tolosa, Francesco, Pietro, Paolo e la Maddalena, detta Pala di Durante, e l’Annunciazione

La Pala di Durante, dipinta a olio su tavola, fu eseguita per l’altare maggiore della chiesa di Santa Maria Nuova di San Lazzaro e fu realizzata a più riprese, tra il 1488 e il 1497. È così definita dal nome che compare nell’iscrizione sul piedistallo ai piedi della Vergine: Durante di Giovanni Vianuti, che nel 1485 fece un lascito ai frati Minori Osservanti, il cui convento venne più tardi trasferito nell’attuale sede della chiesa di Santa Maria Nuova.

 

Fino al 07 aprile 2024

Dove: Palazzo Malatestiano – Fano

Info: https://www.perugino2023.org/2023/12/11/perugino-a-fano-primus-pictor-in-orbe-la-grande-mostra-aperta-dal-7-dicembre-2023-al-7-aprile-2024/

 

 

 

Animali Fantastici. Il Giardino delle meraviglie

 

 

Il progetto presentato in anteprima mondiale da Arthemisia a Palazzo Albergati di Bologna “Animali Fantastici” è molto più di una mostra.
Rappresenta una nuova frontiera dell’intrattenimento, in cui si fondono animali, arte, magia, divertimento e sogno.
Il museo si trasforma in un immenso spazio aperto, in cui gli animali trovano il loro habitat ideale, accogliendo tutti, grandi e piccoli, esperti d’arte e curiosi.
Saranno oltre 90 gli animali che varcheranno la soglia magica di Palazzo Albergati, realizzati da 23 grandi artisti contemporanei.
È il primo zoo d’artista realizzato al mondo, privo di gabbie, senza distanze e animato da pitture, sculture e installazioni di animali di ogni specie; un superzoo che vedrà le sale nobili del Palazzo trasformarsi in un nuovo habitat museale, un safari pedonale dove le opere accompagnano il visitatore in una passeggiata dentro una favola, dove gli animali convivono nel più rispettoso degli ecosistemi artistici.

Con il patrocinio del Comune di Bologna, la mostra ANIMALI FANTASTICI. Il Giardino delle Meraviglie, ideata e curata da Gianluca Marziani e Stefano Antonelli, è prodotta ed organizzata da Arthemisia. La mostra vede come media partner Radio Birikina e mobility partner Cotabo.
Il catalogo è edito da Skira.

Gianluca Marziani: “SUPERZOO è la perfetta metafora di un mondo dove le enormi diversità e la molteplicità linguistica si sciolgono in una gigantesca famiglia allargata, una specie di pianeta ideale dove condividere spazi e risorse, senza disuguaglianze, confermando il teorema di Tom Regan che considera i diritti degli animali identici ai diritti degli umani. In questo mondo ideale, forse utopico ma certamente affascinante, il diritto al piacere e la percezione del dolore sono la chiave per considerare umani e animali su uno stesso piano normativo. Sapendo quanto sia difficile che ciò possa accadere nella realtà, ci siamo inventati questo viaggio espositivo con la migliore delle armi poetiche: l’arte visiva.”

 

Fino al 05 maggio 2024

Dove: Palazzo Albergati – Bologna

Info: https://www.palazzoalbergati.com/animali-fantastici/

 

 

Amarsi. L’amore nell’arte da Tiziano a Banksy

 

La Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni annuncia una nuova grande mostra, che aprirà al pubblico il prossimo 7 dicembre negli spazi di palazzo Montani Leoni, nel cuore di Terni (fino al 7 aprile 2024). Dopo il successo riscosso dalla mostra “Dramma e passione. Da Caravaggio ad Artemisia Gentileschi”, con oltre 26 mila visitatori, la Fondazione Carit ha scelto di concentrarsi su un tema molto caro alla città di Terni: l’Amore. Concepita come omaggio a San Valentino (III-IV sec.), protettore degli innamorati e patrono di Terni, la rassegna propone un avvincente racconto che raccoglie le iconografie più note e appassionanti dedicate al sentimento che ha maggiormente ispirato gli artisti nel corso dei secoli. Dall’amore più puro, come quello di una madre per il proprio figlio, all’amore seducente, in cui per secoli Venere e Cupido hanno sedotto e condannato i cuori di uomini e donne, fino alle relazioni più problematiche e ambigue descritte dagli artisti del Novecento, il visitatore potrà immergersi in un percorso ricco di storie ed emozioni.

La mostra “AMARSI. L’Amore nell’Arte da Tiziano a Banksy”, a cura di Costantino D’Orazio, con la co-curatela e direzione di Anna Ciccarelli e con la collaborazione di Federica Zalabra, ha l’obiettivo di indagare l’iconografia del sentimento d’amore nella storia, dall’Antichità fino al XXI secolo, grazie ad una serie di opere che affrontano le principali declinazioni di questo tema, che ha attraversato tutta l’arte in ogni tempo. Dalla mitologia greca e romana, attraverso le icone dell’amore spirituale medioevale, fino al recupero dell’Antico in epoca Rinascimentale, la sua trasformazione nel Barocco e lo sguardo nostalgico nell’Ottocento, l’Amore ha potuto fare affidamento su una serie di immagini e storie che soltanto nel Novecento cominciano ad essere messe in discussione. Nella mostra, questa metamorfosi dello sguardo sarà raccontata in circa 40 opere, tra pittura, scultura e ceramica.

Fino al 07 aprile 2024

Dove: Palazzo Montani Leoni – Terni

Info: https://www.fondazionecarit.it/news/amarsi-lamore-nellarte-da-tiziano-banksy

 

Fausto Melotti. In leggerezza. Un omaggio a Italo Calvino

 

 

Nel centenario della nascita, Siena tributa un omaggio a Italo Calvino attraverso una mostra dello scultore Fausto Melotti, proprio in quei luoghi in cui nel settembre 1985 scomparve il famoso scrittore: l’allora Ospedale Santa Maria della Scala, oggi complesso museale nel cuore della città del Palio.

L’esposizione, curata da Michela Eremita e voluta dalla Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala con il supporto della Fondazione Fausto Melotti di Milano, ha l’obiettivo di valorizzare l’affinità culturale ed estetica dei due amici, entrambi noti per gli equilibri, all’apparenza impossibili, in bilico tra il visibile e l’invisibile e per essere indiscussi protagonisti della scena artistica e culturale nazionale ed internazionale.

Il rapporto tra Fausto Melotti (Rovereto 1901- Milano 1986) e Italo Calvino (Santiago de Las Vegas de La Habana,1923 – Siena, 1985) è stato intenso e ricco di scambi reciproci, sia intellettuali che umani, accennati da Italo Calvino nelle pagine de Le Città Invisibili: “C’è stato un momento in cui dopo aver conosciuto lo scultore Fausto Melotti, uno dei primi astrattisti italiani, (…) mi veniva da scrivere città sottili come le sue sculture: città sui trampoli, città a ragnatela”.

La mostra in particolare fa riferimento alle opere diventate immagine dei libri di Calvino per la riedizione dei suoi scritti nella collana Oscar Mondadori, avvenuta negli anni 2000.

Il percorso espositivo si snoda tra 22 sculture di varie dimensioni e molti disegni, abbracciando un periodo che va dal 1935 al 1985. Le sculture come Costante uomo del 1936, Il viaggio (1961) e Contrappunto libero (1972) paleseranno plasticamente le parole di Italo Calvino, ma nel contempo renderanno omaggio a Fausto Melotti, uno degli artisti più importanti del Novecento, connotato dalla imponderabile leggerezza, base della sua ricerca artistica.

 

Fino al 07 aprile 2024

Dove: Santa Maria della Scala – Siena

Info: https://www.santamariadellascala.com/cominsoon-in-leggerezza-fausto-melotti-un-omaggio-a-italo-calvino/

 

 

 

 

Contemporary Monogatari: Nuove Narrazioni Giapponesi

 

 

Un delicato kesa, il mantello rituale buddhista, accanto a un minimale kimono fatto di corda annodata; la struttura imponente delle armature dei samurai di fianco ai video delle performance Umbrella dance e In the garden; le stampe lignee ottocentesche in dialogo con le fotografie che raffigurano attori kabuki: nel nuovo riallestimento della galleria giapponese del MAO, che accosta opere delle collezioni permanenti e lavori dell’artista giapponese Kazuko Miyamoto (Tokyo, 1942), convivono epoche e linguaggi diversi, che offrono punti di vista distanti ma collaterali su tematiche e simboli ricorrenti e stratificati.
 
Il direttore Davide Quadrio insieme allo staff del MAO e realizzato in stretto dialogo con la direttrice del Museo Madre di Napoli, Eva Fabbris, propone un’esplorazione della pratica artistica di Kazuko Miyamoto in dialogo con gli spazi e le opere esposte al secondo piano della galleria giapponese del MAO. In questo progetto espositivo il presente si infiltra in una costellazione composta di oggetti provenienti dal passato che, grazie alla contaminazione, trovano nuova vita e nuove possibilità di significato.
 
Il riallestimento si apre con l’opera di Miyamoto Kimono/corde (2003), una sagoma di kimono stilizzata realizzata in corda, materiale povero emblema dell’essenzialità del minimalismo, posta in contrasto con la matericità serica e raffinata dei kesa delle collezioni permanenti del museo, tre esemplari del XIX secolo decorati con elaborazioni astratte e geometriche di motivi ispirati al mondo naturale, quali fiori e nuvole.
L’accostamento fa riferimento ai metodi di produzione artigianali dei due indumenti: analogamente ai mantelli rituali buddhisti infatti, anche i kimono sono tradizionalmente realizzati assemblando rettangoli di seta. La loro forma non è destinata ad assecondare le curve del corpo, ma ad avvolgerle, nascondendole. Attraverso il processo creativo, Miyamoto scarnifica l’originale struttura del kimono, uno dei simboli più potenti e universali del Giappone, e, attraverso un estremo gesto di sottrazione, la trasforma in un soggetto anatomico, uno scheletro che, però, del soggetto originale conserva l’essenza profonda.

 

Fino al 05 maggio 2024

Dove: MAO Museo d’Arte Orientale – Torino

 

Info: https://www.maotorino.it/it/evento/contemporary-monogatari-nuove-narrazioni-giapponesi/

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