Militari americani uccisi in Giordania al confine con la Siria, pronta la risposta Usa

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Il segretario alla Difesa Usa, Lloyd Austin, conferma che vi sono “piani a più livelli” per la risposta degli Stati Uniti all’attacco da parte di gruppi sostenuti dall’Iran alla base in Giordania, in cui sono stati uccisi tre militari americani. Ed ha aggiunto, in una conferenza stampa, che gli Stati Uniti si riservano il diritto di condurre “molteplici attacchi” se necessario.

Nonostante questo, il capo del Pentagono, alla domanda se gli attacchi Usa contro gruppi filoiraniani rischino di infiammare ulteriormente la regione, ha risposto: “il nostro obiettivo è contenere la crisi a Gaza e stiamo impedendo che le cose si allarghino in un conflitto più ampio. C’è molta attività nella regione, ma c’è sempre stata”. Ed ha affermato che il Pentagono non “vede lo scoppio di un conflitto totale tra Israele e Hezbollah in Libano”.

“Noi non vediamo Israele impegnato in un conflitto con altri Paesi nella regione”, ha detto ancora. “Noi non siamo in guerra con l’Iran”, ha ribadito concludendo comunque che il Medio Oriente sta vivendo “un momento pericoloso”.

Ufficiali Usa alla Cbs hanno confermato che sono stati approvati piani per una serie di raid, nell’arco di giorni, contro obiettivi in Iraq e Siria, compresi personale e strutture iraniane. Saranno la risposta agli attacchi con droni e razzi contro le forze Usa nella regione dopo che domenica scorsa tre militari americani sono morti in un attacco con un drone che ha colpito un avamposto, la ‘Tower 22’, in Giordania, vicino al confine con la Siria. Sui tempi della ‘risposta’, le condizioni meteorologiche saranno – secondo le fonti – un fattore cruciale poiché si preferisce una maggiore visibilità degli obiettivi per evitare di colpire accidentalmente i civili.

adnkronos

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