Caccia al voto

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Il 31 gennaio si è chiusa la stagione venatoria. Ma se la caccia degli animali selvatici è temporaneamente sospesa fino alla terza domenica di settembre, quando aprirà la prossima stagione venatoria, quello che non è affatto terminato è l’assalto della politica alle pur minime norme poste a tutela degli animali selvatici.

«La compagine filo-venatoria, ampiamente rappresentata nella maggioranza parlamentare ma anche nell’opposizione, continua il suo lavoro di demolizione dei principi cardine della Legge quadro nazionale sulla tutela della fauna selvatica, aiutata in questo da un Ministro dell’agricoltura al pieno servizio delle associazioni venatorie e agricole e da un Ministro dell’Ambiente che da quando si è insediato si trova in costante stato di “coma vigile”». Così la LAV in un comunicato.

Il WWF, invece, denuncia «Tentativi ripetuti di stravolgere la normativa sulla caccia, a tutto vantaggio dei cacciatori di frodo e dei bracconieri e in spregio alla Costituzione, all’Europa e ai cittadini (la fauna è bene indisponibile dello Stato, non una merce di scambio a disposizione di un manipolo di fucilatori e dei loro politici di riferimento). (…) Mentre l’Europa chiede maggiori controlli e sanzioni efficaci, la politica è impegnata da mesi a eliminare ogni misura di tutela degli animali selvatici: dopo avere depotenziato ISPRA, affidando il ruolo di esprimere pareri scientifici ad un organo politico, ed avere modificato il codice del processo amministrativo per impedire ai giudici di sospendere la caccia anche nei casi più urgenti, ora è pronta a fare approvare una proposta di legge che apre alla caccia 7 giorni su 7 ed elimina le più importanti sanzioni contro i bracconieri».

«Almeno cinque gravi violazioni della direttiva Uccelli hanno caratterizzato la stagione venatoria in chiusura, esponendo l’Italia a una nuova procedura di infrazione comunitaria. E la proposta di legge della Lega renderà il quadro del tutto ingestibile». Lo ha dichiarato la Lipu che fa l’elenco delle violazioni comunitarie: la prima riguarda le 20 specie cacciate pur in cattivo stato di conservazione; la seconda riguarda l’abbattimento degli uccelli durante la migrazione preriproduttiva; la terza è relativa all’elusione del divieto europeo di utilizzo delle munizioni al piombo nelle zone umide; la quarta riguarda il bracconaggio. «L’inchiesta europea aperta contro l’Italia la scorsa estate, cui si aggiunge l’annunciata procedura di infrazione sul ‘controllo faunistico’ – ha dichiarato Alessandro Polinori, presidente della Lipu-BirdLife Italia – riguarda quattro delle infrazioni che mettiamo oggi in evidenza, in un quadro che sarà certamente aggravato dalla proposta di legge della Lega alla Camera dei Deputati».

Di “situazione drammatica”, parla Massimo Vitturi, responsabile LAV, Animali Selvatici: «Oramai ci troviamo in un regime di caccia permanente che non potrà che peggiorare ulteriormente a seguito del più grande attacco mai sferrato nei confronti della fauna selvatica, avviato con l’approvazione del famigerato emendamento “caccia selvaggia” che ora consente l’ingresso dei cacciatori anche in parchi e città».

«La politica nazionale ha dichiarato guerra agli animali selvatici – conclude la LAV – il nostro convegno organizzato per il 22 febbraio presso la sala degli Atti Parlamentari del Senato, nel quale presenteremo la ricerca “La tutela degli animali nel nuovo articolo 9 della Costituzione”, rappresenta la nostra risposta con la quale chiederemo l’intervento del Quirinale perché il legislatore sia richiamato al pieno rispetto dell’articolo 9 della Costituzione, quindi degli animali e del loro ambiente».

Ciro Troiano

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