PARLARE PER NON DIRE NULLA

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Nei decenni passati, numerosi sono stati gli sforzi per alfabetizzare la maggior parte della popolazione dell’intero Paese. Il sud, più di tutti, soffriva di carenze organizzative sociali, culturali, economiche.

Malanni di cui tuttora subisce le conseguenze. I politici di adesso fanno a gara per attribuire la causa di tali ritardi ai minori finanziamenti erogati al meridione rispetto a quelli assegnati al nord, però tutti dimenticano di ricordare quanto gli sprechi dalle nostre parti siano altrettanto numerosi così come i solleciti che fanno i governatori per avere più soldi. 

Pochi lo rammentano, ma sette regioni, tutte del centro sud, sono ancora in piano di rientro per eccessivi consumi e sforamenti di bilancio nel settore della sanità e due di esse sono tuttora commissariate. Naturalmente la Puglia è fra le prime cinque, nonostante la pressante disinformazione diffusa dalla propaganda politica dell’attuale gestione di comando, tenti di nasconderlo. 

Adesso, questi politici, chiamati a maggiore responsabilità, temono l’autonomia differenziata delle Regioni! Epifenomeni di una gestione dissennata della” res publica” nei confronti della quale ha fatto sempre molto risalto l’ostinata  acquiescenza dei cittadini, alle prese con le tante difficoltà del quotidiano.  Eppure un fenomeno coevo ed in crescita contemporanea sta imponendosi all’ attenzione di coloro che osservano.

Tali avvenimenti, descrivono un progressivo mutare comportamentale in tanti fra noi, rendendo   l’eloquio utilizzato in argomenti di discussione, anche all’interno di piccoli gruppi di dialoganti, molto limitato, così attento, da apparire vacuo.  In ossequio ad una condotta  sempre più appariscente che vede gli interlocutori parchi amministratori degli interventi e delle espressioni  di cui si avvalgono nella comune conversazione. Concetti immiseriti dalla paura di esporsi, limitati dal non dire più del dovuto, privi di idee e proposte, subalterni alla decisione di ascoltare solo  l’altrui pensiero.

Non poche volte la partecipazione a gruppi di conversazione, viene documentata attraverso la presenza monolitica di un volto che utilizza i muscoli mimici della faccia anche per manifestare un parere affermativo o di altra natura, piuttosto che attraverso l’utilizzo delle corde vocali. L’impiego dello sguardo con rapidi movimenti degli occhi supporta egregiamente la comunicazione non verbale.  Si ha timore di parlare! Prevale la paura di esporsi! Il Sistema sta raggiungendo i suoi obiettivi rendendo afoni coloro che già erano stati privati della voce!

Siamo un popolo di delatori, dal comportamento ondivago, voltagabbana, silenziati non solo dalle leggi da poco emanate dal parlamento europeo, ma soprattutto dal timore di esprimere il nostro pensiero. Ammesso di averne offerto mai ospitalità a qualcuno! Anche dopo le dichiarate intenzioni bellicose di un nemico astuto che vuole decimarci, mentre finge di offrirci la soluzione per superare ogni tipo di sofferenza, la staticità di pensiero e quella comportamentale, prevalgono.

Stiamo disimparando a sorridere, incupiti nel vivere ore intere di partecipazione silenziosa anche all’interno di gruppi di conversazione ludica o di comunità sociali. Sopraffatti   da silenzi prolungati, spesso interrotti   da    pensieri poveri, di scarso contenuto se non addirittura immiseriti da argomenti senza significato.

La fiacca partecipazione, vittima di distrazioni appartenenti al moderno e pressata dalle elucubrazioni mentali che ci propina il quotidiano, rende tutti noi tanto assenti da sentire la necessità di accostare il vicino e chiedergli “hai capito cosa ha detto quello che sta parlando? “Un sociale reso sfilacciato dalle tante solitudini colpite dalla diffidenza, alimentate all’interno di un territorio di informazione terremotato, destinato a soccombere sotto i colpi della indifferenza. Un viatico utile a trasferire se stessi in una dimensione privata, schiva,solitaria. 

UGO LOMBARDI

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