I giorni della memoria

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Capisco che abolire, come suol dirsi  con un tratto di penna, tutti i giorni del ricordo, della memoria, della reminiscenza, della rimembranza degli orrori umani possa non essere ritenuto utile per impedire la dimenticanza di tragiche efferatezze criminali, ma mi chiedo se rievocare i misfatti del passato in un presente che assiste ad atrocità di ben maggiore ferocia non sia un modo per nascondere dietro il paravento del tempo che fu un’attualità di cui si preferisce non parlare.

Mi sembra ovvio, infatti, che per un’autorità pubblica commemorare esseri umani di cui si conservano ceneri ed ossa è certamente meno lacerante che parlare di carne insanguinata di adulti e di bambini che giornalmente è offerta in visione ai telespettatori di tutto il mondo.

Inoltre, almeno per quanto riguarda l’Occidente, la situazione attuale è giunta, in generale, a un tale livello di parossistico degrado umano, soprattutto nell’aeropago dei Capi,  che, più che parole di rievocazione commossa,  la gente, almeno a livello dei “quisque de populo”,  vorrebbe ascoltare “filippiche” di inaudita spietatezza verso i protagonisti, ben identificabili, dei misfatti.

Viviamo in una parte del Globo che ha la presunzione di fare da guida e faro per tutti gli abitanti del Pianeta che, però, ha, nel panorama dei suoi vertici:

1)     il Presidente di uno Stato dichiarato, quanto a raziocinio,  minus habens dagli organi giudiziari del suo Paese, da lui e da molti dei suoi connazionali ritenuti autonomi e indipendenti;

2)     il Presidente di un altro Stato, considerato dai suoi stessi connazionali (di altra parte politica, ovviamente)  un assetato sanguinario  che creerà per i posteri altri “giorni della memoria” che soddisferanno i seguaci delle obnubilanti religioni di morte, infatuati delle gioie dell’aldilà, ma non i cittadini, sani di mente e amanti di questa vita;

3)     il Presidente (secondo alcuni solo un “fantoccio” telecomandato) di una Nazione, artificialmente creata nei primi anni del Novecento, che dopo avere  “allevato in vitro” esemplari selezionati di Neo Nazisti li sta utilizzando per una “neverendig war”.

Forse un solo giorno della memoria andrebbe “salvato”, ma esso però non è identificabile sul calendario. Si tratta di  quel lunghissimo giorno in cui gli empiristi e razionalisti filosofi presocratici furono messi alla berlina con storielle amene dal perfido e autoritario Platone e dai servi sciocchi della sua Accademia di maldicenti, e il dualismo  filosofico, astratto e non provato in aggiunta a quello religioso, fece dei Paesi del Mediterraneo non più la parte meridionale dell’Europa  ma l’avamposto del Medio Oriente.

Luigi Mazzella

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