Mosca: “Insulti Biden a Putin? Pensi al figlio Hunter”

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Il presidente americano Joe Biden, dopo aver usato l’espressione ‘pazzo, figlio di p…’ per rivolgersi al leader russo Vladimir Putin, dovrebbe ricordarne l’associazione, negli Usa, al figlio Hunter. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, suo canale Telegram. “La prossima volta che Joe Biden decide di usare l’espressione ‘pazzo, figlio di p…’, cerchi di ricordare che gli americani la associano al figlio, Hunter Biden”, ha scritto Zakharova.

Peskov: “Biden ha modi da cowboy di Hollywood”

Per Dmitry Peskov, portavoce del presidente russo, Biden ”vuole sembrare un cowboy di Hollywood” rivolgendo ”insulti vergognosi” al leader del Cremlino Vladimir Putin. ”Biden si comporta come un cowboy di Hollywood nei confronti di Putin. Gli piacerebbe esserlo, ma non ci riesce”, ha dichiarato Peskov citato dalla Ria Novosti.

Ma chi accusa Hunter ha ammesso legami con servizi russi

Ma proprio in questi giorni è emerso che uno dei principali accusatori dei Biden, l’ex informatore dell’Fbi, Alexander Smirnov, non solo è stato arrestato ed incriminato per falsa testimonianza, ma ha anche ammesso di avere estesi contatti con l’intelligence russa.

Arrestato la scorsa settimana a Las Vegas mentre stava cercando di lasciare gli Stati Uniti, Smirnov è stato incriminato per aver mentito all’Fbi per aver dichiarato nel 2020 di avere conoscenza del fatto che Biden e il figlio Hunter avrebbero preso tangenti per 5 milioni di dollari. Accuse infondate, che sono alla base dell’inchiesta di impeachment avviata dai repubblicani della Camera contro il presidente, che potrebbero essere state ispirate da una campagna ordita da Mosca.

Durante l’interrogatorio dopo l’arresto lo scorso 14 febbraio, Smirnov infatti “ha ammesso che funzionari legati all’intelligence russa erano coinvolti nel far circolare la storia intorno alla persona d’interesse numero 1”, come viene indicato Hunter Biden nelle carte dei procuratori dell’ufficio di David Weiss, procuratore speciale, nominato dall’amministrazione Trump e confermato da quella di Biden per indagare sulle accuse a Hunter Biden, che nei mesi scorsi ha incriminato il figlio del presidente per possesso illegale di un’arma e per reati fiscali. E che ora ha incriminato per falsa testimonianza Smirnov

Dalle carte dei procuratori emerge che “i tentativi di Smirnov di diffondere disinformazioni su uno dei candidati di due principali partiti americani non si sono limitati al 2020”. “Sta cercando di diffondere nuove bugie che possono avere un effetti sulle elezioni, dopo contatti con l’intelligence russa a novembre” si legga ancora nel documento con cui si giustifica la richiesta d’arresto “per il serio rischio di fuga”.

Secondo gli inquirenti Smirnov, in un nuovo contatto con l’Fbi alla fine del 2023, ha suggerito che funzionari russi “potrebbero usare nelle elezioni del 2024 come ‘kompromat'”, la parola russa con cui si indica materiale compromettente, le registrazioni di telefonate di Hunter Biden in un albergo straniero.

adnkronos

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