Russia, chiesta condanna a 3 anni di carcere per attivista Oleg Orlov

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L’accusa ha chiesto una condanna a due anni e undici mesi di carcere per Oleg Orlov, co presidente del Centro per i diritti umani Memorial e storico attivista per la difesa dei diritti umani in Unione sovietica e in Russia. E’ il secondo processo a suo carico con l’accusa di discredito ripetuto delle forze militari, questa volta con l’aggravante dell’ostilità e dell’odio, e dopo che è stato inserito nell’elenco degli agenti stranieri. Di fronte al tribunale Golubinsky di Mosca, dove si tiene il processo, si sono riunite diverse persone in sostegno di Orlov, che ha quasi 71 anni.

Orlov: “Regime fascista ma non rinunceremo, verità dalla nostra parte”

“Non c’era nulla di esagerato” nell’articolo del novembre del 2022 in cui aveva descritto il regime come totalitario e fascista e per cui oggi è sotto processo, per la seconda volta, a Mosca. Ma la gente, ha affermato Orlov nell”’ultima parola’, dopo che l’accusa ha chiesto per lui la condanna a due anni e undici mesi di carcere, non rinuncerà a opporvisi.

Chi alimenta la macchina repressiva, giudici e procuratori inclusi, “ne sarà prima o poi vittima come è accaduto molte volte nella storia” o “sarà inevitabilmente punito”, “figli e nipoti si vergogneranno dei propri padri, madri, nonni e nonne, di coloro che per obbedire agli ordini commettono crimini in Ucraina”, ha aggiunto l’attivista, sottolineando che “la verità è dalla nostra parte” e citando nel suo intervento, al termine di un processo in cui era rimasto per protesta in silenzio, ‘Il processo’ di Kafka ma anche Aleksei Navalny e la sua “uccisione”, come ha detto in aula. “Quali che siano le circostanze specifiche della sua morte, è stato un omicidio”. “Non ho nulla da rimpiangere o di cui pentirmi”, ha concluso. Il verdetto è atteso per domani, alle 12, ora di Mosca, ha reso noto Human Rights Watch.

adnkronos

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