A passeggio tra l’arte: mostre e musei – III

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Il Maestro di San Francesco e lo stil novo del duecento Umbro

sì svelano in una mostra a Perugia

Uno degli artisti più importanti (e misteriosi) del Duecento si racconta in una mostra attesa in primavera alla Galleria nazionale dell’Umbria di Perugia.
L’iniziativa, intitolata Il Maestro di San Francesco e lo stil novo del Duecento umbro, curata da Andrea De Marchi, Emanuele Zappasodi e Veruska Picchiarelli, e attesa dal 10 marzo al 9 giugno, coincide con le celebrazioni per gli 800 anni dall’impressione delle stigmate a san Francesco.

Il percorso, dedicato al pittore attivo in Umbria tra il 1260 e il 1280, misteriosa figura che deve il nome alla tavola con l’effigie del santo dipinta sulla stessa asse su cui spirò, conservata a Santa Maria degli Angeli ed eccezionalmente esposta nella mostra perugina, vedrà riuniti per la prima volta 60 capolavori provenienti dalle più prestigiose istituzioni museali, dal Louvre di Parigi alla National Gallery di Londra, dal Metropolitan Museum di New York alla National Gallery di Washington.

Primo pittore ingaggiato nella basilica di San Francesco, stilisticamente vicino ai modi di Giunta Pisano, probabile suo maestro, dal quale riprese la finezza compositiva, esasperata da accentuazione espressive definite addirittura “teatrali”, il Maestro di San Francesco brillerà alla Galleria nazionale dell’Umbria che conserva il 60% delle sue opere su tavola. Il percorso si estende al ciclo con Storie del Cristo e storie di san Francesco messo a punto dal pittore nella chiesa inferiore della Basilica di Assisi, anche in virtù dell’accordo di valorizzazione che lega il Sacro Convento al museo perugino.

La figura di questo pittore, del quale si conosce ancora poco, si inserisce in un secolo, il Duecento, di grandiosi cambiamenti sociali, economici, culturali. L’Umbria fu la regione che meglio seppe trasformare in energia positiva lo scossone provocato dalla nascita degli ordini mendicanti, in particolare francescano. L’Umbria e Assisi divennero il nuovo fulcro nel sistema delle arti europee, dove furono create alcune delle opere pittoriche più singolari dell’epoca. Proprio al Maestro di San Francesco i frati minori si rivolsero, dapprima per lavorare alle vetrate della chiesa superiore della Basilica, a fianco di maestri tedeschi e francesi, quindi per decorare l’intera chiesa inferiore.
Fra mille fregi diversi, il Maestro, nella navata ad aula unica, incastonò il primo ciclo delle storie di Francesco, raccontato in parallelo con quelle di Cristo, secondo le indicazioni di Bonaventura da Bagnoregio, allora generale dell’ordine.

Fino al 09 giugno 2024

Dove: Palazzo dei Priori – Perugia

Info: https://gallerianazionaledellumbria.it/eventi/gnu-le-segrete-stanze/

 

Le avanguardie, capolavori dal Philadelphia Museum of Art

La grande mostra raccontata da Stefano Zuffi


Kandinsky, Chagall, Matisse, Picasso, Dalì, Duchamp: da oggi, giovedì 28 settembre, i grandi del Novecento sono di casa a Pisa, nelle sale appena restaurate dello storico Palazzo Blu. Fino al 7 aprile 2024, la grande mostra Le Avanguardie. Capolavori dal Philadelphia Museum of Art offrirà al pubblico italiano uno straordinario viaggio nell’arte dei primi decenni del XX secolo attraverso dipinti e sculture provenienti da una collezione che è un’eccellenza a livello mondiale. L’esposizione, che avrà a Pisa la sua unica tappa, è stata pensata in esclusiva per Palazzo Blu da Matthew Affron, curatore del museo statunitense, con la consulenza scientifica dello storico dell’arte Stefano Zuffi.
 
“Il Philadelphia Museum of Art è una vera e propria acropoli culturale all’interno di una città cruciale nella storia degli Stati Uniti, la città che ha visto nascere il movimento per l’indipendenza”, racconta Zuffi: “A Philadelphia si concentrano raccolte d’arte di grandissima importanza, legate in buona parte al collezionismo privato della Pennsylvania e del New England. In particolare, nel 1949 un artista geniale, Marcel Duchamp, fu incaricato di fare una ricognizione tra i musei degli Stati Uniti per segnalare ai grandi collezionisti d’arte del Novecento quale fosse il museo ideale a cui lasciare i propri tesori. Duchamp indicò proprio il Philadelphia Museum of Art, che per questo ha visto crescere le sue collezioni di pittura e scultura europea del XX secolo in modo eccezionale”.

“Quella che vediamo a Pisa è una selezione molto accurata – prosegue Zuffi – composta da dipinti e sculture di livello veramente altissimo: opere migrate nel Nord America di artisti europei che in molti casi migrarono a loro volta durante la Seconda Guerra Mondiale, spinti da motivi politici o dalle spaventose leggi razziali promosse dal nazismo. Ora abbiamo l’occasione di ammirare questo eccezionale corpus di lavori in Italia, un’opportunità davvero preziosa”.

Fino al 07 aprile 2024

Dove: Palazzo Blu – Pisa

Info: https://palazzoblu.it/mostra/le-avanguardie-i-capolavori-dal-philadelphia-museum-of-art/

 

 

Silvio Vigliaturo. La magia del vetro

L’esposizione all’interno del Museo Casa Ravera presenta le opere del Maestro Silvio Vigliaturo, nato ad Acri, ma chierese di adozione.

Saranno esposte  un centinaio di sculture in vetro di varie dimensioni in un excursus delle tematiche trattate negli anni dal Maestro Vigliaturo, oltre ad alcune opere pittoriche.
  
“Le sue opere nate dalla sua magia del vetro e dalla sua fantasia, forme che, anche in questa mostra, ci affascinano con la loro armonia e bellezza” (Enzo De Paoli)

La mostra “La Magia del Vetro” Opere di Silvio Vigliaturo è inserita nella rassegna “Eventi passati e presenti da Bene al Piemonte all’Europa” che prevede una serie di mostre ed eventi nelle varie location di Bene Vagienna

Silvio Vigliaturo (Acri, 1949). Nel 1962, rimasto orfano del padre, si trasferisce con la famiglia a Chieri (To) dove vive e lavora.
Muove i primi passi della sua formazione artistica in una bottega artigiana di vetreria, dove il maestro vetraio gli fa vivere, respirare e apprendere alcuni dei segreti e delle tecniche di un mestiere affascinante, come quello della lavorazione del vetro.
All’età di 16 anni, incontra Luigi Bertagna – allievo di Giacomo Grosso –, che gli trasmette le basi del disegno attraverso lo studio della figura, mentre, negli anni Settanta, approfondisce l’utilizzo del colore e si avvicina al figurativo paesaggistico con il pittore chierese Edoardo Ferrero. 
La personale tecnica di lavorazione che Vigliaturo sviluppa negli anni, incuriosisce anche i maestri vetrai di Murano che, al calar del sole, “spiano” le opere dell’artista esposte in vetrine alle fondamenta muranesi. È semplicemente una tecnica diversa, che ha il pregio di introdurre la soffiatura all’interno della materia. È una magia! Vigliaturo veste i panni del maestro alchimista in grado di trasformare la materia e domare, nei forni della sua bottega artistica di Chieri, la forza generatrice del fuoco, dando vita a sculture fluide, flessuose, lisce e trasparenti, in cui il magistrale uso del colore trova la sua esaltazione massima.
Nel 2006, Acri, città natale dell’artista, gli dedica un museo, il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), che ospita una Collezione permanente delle sue opere intesa come una biografia che si snoda attraverso più di duecento esemplari, tra disegni, dipinti e sculture.
Nello stesso anno, la Priuli & Verlucca edita la Monografia Silvio Vigliaturo. Works, Opere.
Il maestro Silvio Vigliaturo lavora nella sua “Bottega” Vigliaturo Studio Glass” in Piazza Duomo 3D a Chieri.

 

Fino al 24 marzo 2024

Dove: Bene Vagienna, Casa Ravera – Cuneo

Info: https://www.itinerarinellarte.it/it/mostre/silvio-vigliaturo-la-magia-del-vetro-7765

 

In suspense. Carlo Benvenuto, Enrico Cattaneo, Elena Modorati

La Fondazione Sabe per l’arte presenta In suspensus, mostra di Carlo BenvenutoEnrico Cattaneo e Elena Modorati, a cura della storica dell’arte e curatrice Angela Madesani, con il patrocinio del Comune di Ravenna e del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna – Campus di Ravenna e realizzata in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Ravenna. Lo spazio espositivo, nato nel 2021 quale punto di riferimento per la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea, con una particolare attenzione alla scultura, nel 2024 si apre alla fotografia esplorando le sue relazioni con la ricerca plastica, il paesaggio e lo spazio, fisico e mentale.  
In suspensus allude al senso di sospensione dal tempo, dallo spazio e dalle relazioni quotidiane che trasformano gli oggetti comuni protagonisti delle opere in mostra. Il progetto espositivo ospita le opere di tre artisti, di due diverse generazioni, che si esprimono con differenti linguaggi: Elena Modorati (1969), Carlo Benvenuto (1966) ed Enrico Cattaneo (1933-2019). Il tema dei dialoghi è lo still life nell’accezione propria del termine. In mostra, il concetto della scultura da un punto di vista prettamente installativo viene posto in relazione con opere fotografiche. Il lavoro di Elena Modorati attiva uno spostamento nella relazione fra oggetto preesistente, trovato, ed elemento prodotto. Tale relazione genera, infatti, un cortocircuito percettivo, per cui diventa impossibile stabilire quale dei due poli istituisca il maggiore livello di ambiguità e di allusività. Per Carlo Benvenuto la fotografia è indice, traccia del reale proposto di volta in volta in scala 1:1 e in tal senso vanno lette anche le sue sculture di vetro che rappresentano oggetti della realtà. Di Enrico Cattaneo sono in mostra alcune opere della serie Morandiane, lavorate dall’artista in fase di stampa con un evidente richiamo compositivo e poetico al pittore bolognese Giorgio Morandi in cui è evidente la sospensione del tempo.  
La mostra, che proseguirà fino al 7 aprile 2024, sarà accompagnata da un catalogo edito da Danilo Montanari e arricchita da altri eventi organizzati nel periodo di apertura della mostra.  
Carlo Benvenuto è nato a Stresa (VB) nel 1966, vive e lavora a Milano. Nonostante il corpus delle opere lo contraddica, Carlo Benvenuto, è un pittore e scultore, ma non un fotografo. Gli oggetti e gli spazi sono ritratti in un’atmosfera sospesa, personale, costituita dal silenzio del quotidiano. La narrazione, così come la mitologia privata, sono taciute: non c’è biografia, tutto è senza titolo. Ha tenuto personali nei più importanti musei italiani quali il MART di Rovereto (2020), la GAMeC di Bergamo (2016) e il MACRO di Roma (2003). Ha esposto nelle maggiori istituzioni d’arte internazionali, tra cui il MAXXI di Roma (2021), la Triennale di Milano (2010) e il Museo d’Arte Contemporanea di Shanghai (2006). Lavora da sempre con la Galleria Mazzoli di Modena.  
Enrico Cattaneo (Milano, 1933-2019) inizia a fotografare a metà degli anni Cinquanta durante gli studi di ingegneria al Politecnico, portando avanti una personale documentazione della città. Professionista dal 1963, negli anni successivi Cattaneo inizia a frequentare le gallerie milanesi, distinguendosi come uno dei principali narratori per immagini degli eventi d’arte del suo tempo, con una originale e vasta documentazione di inaugurazioni, incontri e manifestazioni. Pur continuando a documentare gli aspetti più diversi del mondo dell’arte, Cattaneo dà spazio anche a sue ricerche personali, tra sperimentazioni off-camera, still life e archeologia industriale.  
Elena Modorati (1969, Milano), vive e lavora a Milano. Si è laureata in filosofia con indirizzo estetico all’Università degli Studi di Milano. Fra le mostre personali recenti si segnalano Pan oren, Il Milione, Milano (2019); Paia, Progettoarte Elm, Milano (2018) e Comfort Zone, Raffaella De Chirico Arte Contemporanea, Torino (2017). Fra le collettive: Le supermarché des images, Musée du Jeu de Paume, Paris (2020); Partiture illeggibili. Max Cole, Marcia Hafif, Elena Modorati, Labs Gallery, Bologna (2020);Anything, Italian Institute of Culture, Città del Messico (2018); Kairos, Musée d’art contemporain, Arteum, Châteaneuf le Rouge, Aix en Provance (2017); Sotto un altro cielo, galleria San Fedele, Milano (2017).  
Angela Madesani, storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice di numerosi saggi e volumi monografici relativi all’arte contemporanea e alla fotografia. Ha curato numerose mostre presso istituzioni pubbliche e private italiane e straniere. Insegna Storia della Fotografia presso l’Istituto Europeo di Design di Milano e Storia del Costume e della Moda all’Istituto Secoli di Milano.  
 

Fino al 07 aprile 2024

Dove: Fondazione Sabe per l’arte – Ravenna

 

Info: www.sabeperlarte.org

 

Allan Mccollum. Minime variazioni

Drawings and plaster surrogates


La Galleria Fumagalli ospiterà dal 18 gennaio al 29 marzo 2024 MINIME VARIAZIONI. Drawings and Plaster Surrogates, la prima mostra personale in galleria del maestro americano Allan McCollum (Los Angeles, 1944) che torna a esporre in Italia dopo quindici anni con un progetto site-specific.
Allan McCollum, uno tra gli artisti americani concettuali più originali e influenti, sarà a Milano per una mostra di respiro museale: un progetto appositamente pensato per lo spazio principale della galleria, composto da 660 elementi realizzati tra il 1988 e il 1992, che andranno a comporre un’unica estesa installazione: Collection of Drawings. L’opera restituisce la ricerca cinquantennale dell’artista che si concretizza in “collezioni” di opere – disegni o oggetti scultorei, da pochi elementi a diverse migliaia – apparentemente prodotti in serie, ma caratterizzati da sottili e minime variazioni di forme e colore che distinguono il singolo dalla “massa”. Attraverso la riproduzione di forme simili e la loro esposizione in installazioni e sequenze mai uguali, Allan McCollum riflette sull’eterno paradosso dell’esistenza umana per cui ogni individuo aspira a essere parte di un gruppo, ma allo stesso tempo a sentirsi unico.

Nel 2008 in occasione della sua partecipazione alla Biennale di San Paolo, Allan McCollum ha affermato: «È un’idea semplice, creare un sistema per produrre una “forma” emblematica unica per ogni persona sul pianeta. Naturalmente è complicato e poco pratico, ma poiché spesso riteniamo l’arte un “sogno impossibile”, ho pensato che avrei potuto provarci.»  
Dagli anni ’70, Allan McCollum indaga e pone in discussione la dicotomia tra produzione a mano di opere uniche e produzione di massa, tra indagine artistica dell’individuo e destinatari tradizionalmente intesi come folla senza nome, proponendone il superamento e la creazione di nuove identificazioni per gli spettatori in contrasto con le categorizzazioni dell’arte tradizionale di produttore e destinatario valutato in base a istruzione e classe. Per tale attenzione ai processi di ricezione culturale, l’opera di McCollum è stata spesso associata alle ricerche dei contemporanei Michael Asher, Daniel Buren, Andrea Fraser, Louise Lawler e Allan Ruppersberg.

Allan McCollum vive e lavora a New York dove si è trasferito nel 1975, dopo gli esordi a Los Angeles, sua città natale. Fondamentali per la sua affermazione sono i gruppi di opere: Surrogate Paintings iniziato nel 1978, Plaster Surrogates emerso nel 1982 e Drawings dal 1988.
Ha partecipato alla Whitney Biennial del 1975 e alle Biennali di Venezia del 1988 e 2012. Sue opere sono presenti nelle collezioni di oltre settanta musei d’arte fra i più prestigiosi del mondo tra cui il Centre Pompidou a Parigi; il MoMA, il Whitney Museum of American Art, il Guggenheim Museum e il Metropolitan Museum of Art a New York; il MAMCO a Ginevra; il Castello di Rivoli a Torino.

Fino al 29 marzo 2024

Dove: Galleria Fumagalli – Milano

Info: galleriafumagalli.com



Yayoi Kusama. Infinito Presente 


Dalla collezione del Whitney Museum una delle opere più iconiche dell’artista

più popolare al mondo.Sarà infatti possibile visitare la mostra di Yayoi Kusama (Matsumoto, Giappone, 1929), l’artista più popolare al mondo, secondo un sondaggio condotto dalla prestigiosa rivista The Art Newspaper, che porterà nel cuore della città orobica Fireflies on the Water una delle sue Infinity Mirror Room più iconiche, proveniente dalla collezione del Whitney Museum of American Art di New York.

L’iniziativa, promossa da The Blank Contemporary Art e Comune di Bergamo, è curata da Stefano Raimondi.

L’allestimento, ideato da Maria Marzia Minelli, si compone di un percorso introduttivo che approfondisce la ricerca di Yayoi Kusama attraverso poesie, filmati e documentazioni, creando uno spazio di condivisione fisica e digitale dell’esperienza vissuta e permettendo di entrare da più punti di vista nell’immaginario della celebre artista giapponese.

Al centro del percorso Fireflies on the Water è un’installazione dalle dimensioni di una stanza pensata per essere vista in solitudine, una persona alla volta. L’opera consiste in una stanza rivestita di specchi su tutti i lati; al centro della sala, si trova una pozza d’acqua, che trasmette un senso di quiete, in cui sporge una piattaforma panoramica simile a un molo e 150 piccole luci appese al soffitto che, come suggerisce il titolo, sembrano lucciole.

Questi elementi creano un effetto abbagliante di luce diretta e riflessa, emanata sia dagli specchi che dalla superficie dell’acqua. Lo spazio appare infinito, senza cima né fondo, inizio né fine. Come nelle prime installazioni di Yayoi Kusama, tra cui l’Infinity Mirror Room (1965), Fireflies on the Water incarna un approccio quasi allucinatorio alla realtà. Sebbene legato alla mitologia personale dell’artista e al processo di lavoro terapeutico, quest’opera si riferisce anche a fonti varie come il mito di Narciso e il paesaggio giapponese nativo di Kusama.

Il luogo che accoglie l’installazione è ovattato nelle luci e nei suoni e l’arrivo alle soglie della stanza ha la valenza di un atto meditativo, di una contemplazione capace di portare il pubblico in una dimensione altra e diversa, un invito ad abbandonare il senso di sé e ad arrendersi a una sorta di magia meditativa.

La mostra è parte del programma del Festival di Arte Contemporanea ARTDATE, organizzato da The Blank e Palazzo Monti nelle città di Bergamo e Brescia.

 

Fino al 21 aprile 2024

 

Dove: Palazzo della Regione – Bergamo

 

Info: https://bergamobrescia2023.it/eventi/yayoi-kusama-infinito-presente/

 Lorenzo Lotto. Incontri immaginati

Il fascino della storia dell’arte nasce dalle opere, dagli autori e si arricchisce dagli incontri, reali e ideali, avvenuti o immaginati, incontri di temi, modi, ispirazioni, di un sentire comune e di talento che oggi, secoli dopo, continua ad affascinarci, seguita a farci pensare a quegli artisti come a dei maestri e a quegli incontri con incanto.

Lorenzo Lotto. Incontri immaginati per Pinacoteca Tosio Martinengo rinnova quella meraviglia, grazie a prestiti straordinari, ci parla di uno dei più affascinanti protagonisti della storia dell’arte e, insieme, racconta di quegli incontri, attraverso dialoghi proposti con alcuni degli artisti della Collezione.

Il protagonista è dunque Lotto (1480 – 1556/1557) e gli incontri sono quelli con i maestri, pressoché coetanei, del Cinquecento bresciano quali Savoldo (1480 circa – post 1548), Romanino (1484 circa – 1566) e Moretto (1492-1495 circa – 1554). Il percorso, all’interno delle sale della Pinacoteca, si crea grazie a cinque opere del genio del Cinquecento veneziano, quattro provenienti da prestiti e una presente nella Collezione Tosio.

Il nuovo progetto di Fondazione Brescia Musei, rappresenta il culmine dell’offerta culturale che Brescia Musei ha organizzato nell’anno di Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura e coinvolge i visitatori, anche grazie a una serie di iniziative didattiche, dal periodo natalizio alla primavera.

È del 1528 la lettera di Lotto a Moretto per chiedere aiuto nell’impresa dei cartoni per il coro della cattedrale di Bergamo: dal documento si evince che tra i due esisteva un consolidato rapporto di stima e, si direbbe, di amicizia, che risaliva probabilmente a qualche anno prima.
Non vi sono ulteriori attestazioni di contatti diretti fra Lotto e i maestri bresciani, anche se ovviamente la loro presenza in contemporanea in diverse città dei domini veneziani di terraferma – nonché, almeno per Savoldo, in laguna – abbozza i tracciati di incontri, appunto “immaginati”, e di una conoscenza reciproca, se non personale, certo mediata dalle opere d’arte di destinazione pubblica, a cominciare dalle pale d’altare.

Fino al 07 aprile 2024

Dove: Palazzo Tosio Martinengo – Brescia

Info: https://www.bresciamusei.com/evento/lorenzo-lotto-incontri-immaginati/

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