Restauro per statue in marmo e gruppi in bronzo dell’Altare della Patria

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“Uno dei simboli della nazione, sia del Risorgimento che della Repubblica, ma anche un’opera d’arte da tutelare e valorizzare”. Così Edith Gabrielli, direttrice generale del ViVe, il museo Vittoriano-palazzo Venezia, descrive l’Altare della Patria, dove dal 3 marzo partiranno i lavori di restauro delle statue in marmo che ornano le fontane e che rappresentano il Tirreno e l’Adriatico e dei gruppi in bronzo che raffigurano idealmente il Pensiero e l’Azione, nonché dei pennoni su cui sono issate le bandiere tricolori con le Vittorie Alate, con il ripristino delle finiture dorate, che è previsto termineranno il 25 settembre, tenendo anche conto delle interruzioni per le cerimonie istituzionali.

“Vogliamo aprire la strada alla piena valorizzazione del monumento e dei suoi artisti, anche in rapporto al cantiere per la costruzione della fermata di piazza Venezia della linea C della metropolitana, per cui metteremo a punto un protocollo d’intervento”, anticipa Edith Gabrielli nella sala del Refettorio a palazzo Venezia, sottolineando: “Non deve esserci nessuna contrapposizione fra la conservazione e l’innovazione, obiettivo che si raggiunge soltanto con una piena e felice collaborazione fra pubblico e privato”.

Privato che, in questo caso, si chiama Gruppo Bulgari autore di una donazione di 240.000 euro tramite l’art bonus. “Da bambino – racconta Jean-Christophe Babin, Amministratore delegato della maison – consideravo il Vittoriano, assieme al Colosseo, come il monumento simbolo di Roma. Oggi, a sessant’anni di distanza dalla mia prima visita alla Città Eterna, sono davvero emozionato nel contribuire al suo restauro. Roma ispira una dimensione gigantesca e il gruppo Bulgari deve tanto se non tutto a Roma, fonte continua di ispirazione, essendo la città più ricca d’arte al mondo. Ora vogliamo rendere a Roma quel che Roma ci ha donato”.

La restauratrice Susanna Sarmati spiega che “finora, il Vittoriano è stato sempre concepito come monumento architettonico unico, subendo interventi di restauro anche invasivi. Ora, vogliamo mettere in risalto le singole opere d’arte, in marmo e in bronzo, che contiene”. Al progetto di restauro, si aggiungerà poi anche un piano complessivo di adeguamento degli impianti – per il quale saranno stanziati 17 milioni di euro, 14 dal ministero della Cultura e 3 dal ministero della Difesa – anche nell’ottica di un ripensamento delle modalità della sua illuminazione.

Il cantiere di lavoro sarà visitabile – a piccoli gruppi, su prenotazione – anche dai cittadini romani e dai turisti, che potranno salire sui ponteggi per osservare ‘dal vivo’ i restauratori all’opera durante la visita guidata; video-documentari a cadenza settimanale faranno da ‘diario del restauro’, pubblicati sul sito del ViVe, per consentire di informarsi sullo stato d’avanzamento dei lavori.

adnkronos

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