Microplastiche nelle placche delle arterie, studio italiano conferma: “raddoppiato il rischio di infarti e ictus”

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Le placche “inquinate” da plastica sono più pericolose: lo studio ha rilevato che le placche contenenti microplastiche presentavano un’infiammazione maggiore rispetto a quelle senza. Questa infiammazione cronica rende le placche più fragili e soggette a rottura, aumentando il rischio di trombi e, di conseguenza, di infarti e ictus. I dati parlano chiaro: la presenza di microplastiche nelle arterie è associata a un raddoppio del rischio di eventi cardiovascolari. Si parla di tracce di questi contaminanti infatti sono state trovate in diversi organi e tessuti, tra cui la placenta, il latte materno, il fegato e i polmoni, compresi i tessuti cardiaci.

Lo studio è il risultato di un’ampia collaborazione, coordinata da ricercatori dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, che vede la collaborazione di numerosi enti di ricerca, tra cui l’Harvard Medical School di Boston, l’IRCSS Multimedica di Milano, le università di Ancona, della Sapienza di Roma e di Salerno e l’IRCSS INRCA di Ancona, che dimostra come le placche aterosclerotiche contengano spesso micro e nanoplastiche a base di polietilene (PE) o polivinilcloruro (PVC), due dei composti plastici di maggior consumo nel mondo, utilizzati per realizzare prodotti che vanno dai contenitori ai rivestimenti, dalle pellicole plastificate a materiali per l’edilizia.

Non solo plastica, ma anche altri inquinanti: la ricerca ha inoltre identificato nelle placche aterosclerotiche tracce di altri inquinanti atmosferici, come metalli pesanti e nanoparticelle. La loro presenza conferma l’impatto negativo dell’inquinamento ambientale sulla salute del sistema cardiovascolare.

Un problema globale con implicazioni importanti: la scoperta di microplastiche nelle placche arteriosclerotiche rappresenta una sfida globale con implicazioni significative per la salute pubblica. Sono necessari ulteriori studi per approfondire i meccanismi d’azione e gli effetti a lungo termine di queste particelle sull’organismo.

Cosa possiamo fare?

  • Ridurre l’uso di plastica: la scelta di prodotti alternativi e la riduzione del consumo di plastica monouso sono fondamentali per limitare l’inquinamento ambientale.
  • Promuovere una maggiore consapevolezza: informare la popolazione sui rischi associati alle microplastiche e all’inquinamento atmosferico può contribuire a sensibilizzare sul tema e a incoraggiare comportamenti più sostenibili.
  • Sostenere la ricerca: investire nella ricerca scientifica è fondamentale per comprendere meglio gli effetti delle microplastiche sulla salute e per individuare strategie di prevenzione e di trattamento.

In conclusione, lo studio italiano evidenzia un legame preoccupante tra microplastiche e malattie cardiovascolari. Ridurre l’inquinamento e aumentare la consapevolezza su questo tema sono passi cruciali per proteggere la salute del nostro cuore e del pianeta.

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