Alcune riflessioni sull’agire politico

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Il termine politica deriva dal termine greco Polis (città stato) e prende a riferimento la forma di legislazione di Atene del 5 sec a.C. la democrazia, ma in realtà prende spunto anche dalla oligarchia precedente (VIII a.C.) e dai regimi democratici (VI a.C.). Di fatto quello che conta, al di là della forma di governo, era in quel tempo l’isonomia (cittadini liberi che sottostavano alle stesse leggi), quindi tutti avevano possibilità di partecipare per via della isagoria (uguale possibilità di parola), e per mezzo della parresia (libertà di parola) si garantiva l’eleutheria (libertà).

L’uomo dunque era cittadino e partecipava attivamente alla vita sociale delle poleis vivendo in armonia. 

Con l’avvento della sofistica i valori vennero messi in discussione per via del relativismo (interesse) etico e politico dei sofisti. Le polis e il modello di armonia fu messo in crisi, in favore di un individualismo spinto (ricorda qualcosa?)

La Politica ha il compito di apportare conoscenza delle modalità di legislazione di una Polis – Città – Comune – Stato – Nazione – Regime – Apparato Burocratico – Società – Massa – Globalizzazione (le diverse trasformazioni storiche del gruppo di individui).

Leo Strauss affermava che la Politica è venuta meno perche nel corso del tempo si è persa saggezza. Aggiungerei anche una impostazione schiacciante del relativismo attuale.

Bisogna ritrovare lo spirito affinché la Conoscenza del Saper Vivere in comune, torni in auge.

L’inchiesta che ha portato al coinvolgimento di più di un centinaio di persone non sono la punta di un iceberg…ci si andrà a scontrare contro l’intero iceberg semmai verrà fuori il memoriale dell’ex Gip De Benedictis (dentro per una mazzetta da diecimila euro, arrotolata in una fetta di carne, ex capo protezione civile pugliese)

In merito alla democrazia… emblematico è il caso della Sardegna.. affermo che è espressione di una forma di governo di minoranza. Il popolo non detiene il potere è al servizio di chi, come in Sardegna, non raggiunge nemmeno il 50 percento di voti. Ma più in generale è al servizio di chi investe più soldi nella campagna elettorale, marketing, comunicazione e pubblicità sono vincenti se più spendi. Se non è sofistica questo agire politico basato sul mero interesse, che cosa è?

Il caso di Bari è da attenzionare. Olivieri avrebbe procacciato voti alla moglie nel mondo della malavita durante la campagna elettorale del 2019. Inoltre, le carte dell’inchiesta raccontano le infiltrazioni della mafia in Amtab, l’azienda dei trasporti barese, municipalizzata del Comune. 

Ma già nel 2014 alle primarie che videro spianare la strada all’attuale sindaco, Realtà Italia, il movimento di Giacomo Olivieri, sembrerebbe avesse potuto avere i numeri per superare il candidato sindaco Antonio Decaro, fermato poi da qualche regista occulto. 

Questo a dimostrazione che le primarie tanto decantate dalla sinistra locale, sono uno strumento di influenza di voto, e questo lo sa bene anche il nostro centrodestra locale, confrontatosi nella scorsa tornata proprio con lo stesso strumento, che ha visto “scegliere” il candidato sindaco proveniente proprio da quella sinistra che poi ha visto rientrare nei ranghi persone attualmente coinvolte nell’inchiesta. 

Se non rappresenta un sistema questo…

Da qualche anno ho sollecitato su questa testata, la necessità di mettere insieme forze e idee trasversali che potessero rappresentare un forza di opposizione nel consiglio comunale della nostra città. Una opposizione ormai non più presente, da parecchi anni, ed inglobata perfettamente nel sistema su citato. 

Un paio di esempi? La Cittadella della Giustizia e la Variante della statale 16, con i relativi silenzi annessi nel lasciar fare.

Se è vero che la politica è una lotta di potere che in forza della sua logica si attua servendosi di mezzi disponibili senza fare tante questioni di bene e di male. 

Allora che fine ha fatto il bene comune? 

I cittadini devono essere indotti a riflettere. 

 

GIUSEPPE ROMITO

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