Osteopatia: parliamo dei disturbi del sonno

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Oggi parleremo dell’insonnia, ovvero una sintomatologia facente parte dei disturbi del sonno.

Prima di incominciare a parlarvene preferisco farvi una breve introduzione ai disturbi del sonno. Spesso si pensa che questi si limitino all’insonnia, in realtà non è così.

I disturbi del sonno più frequenti sono i seguenti:

Insonnia

Ipersonnia

Russamento e Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS)

Bruxismo.

Sindrome delle gambe senza riposo.

Epilessia notturna.

Sonnambulismo.

Narcolessia.

Disturbi del sonno nei bambini.

 

Questi verranno divisi in quattro categorie:

 

INSONNIE (disturbi dell’inizio e del mantenimento del sonno);

IPERSONNIE (disturbi da eccessiva sonnolenza);

DISTURBI DEL RITMO SONNO-VEGLIA;

PARASONNIE (disturbi associati a stadi del sonno o a risvegli parziali).

 

Ovviamente l’insonnia rappresenta il sintomo più diffuso infatti, è molto comune e si esprime con l’incapacità di prender sonno anche quando se ne sente il bisogno: si tratta di un problema complesso,

che oltre alla notte, condiziona tutta la giornata. Dal punto di vista sintomatologico si esprimeranno sintomi notturni (difficoltà ad addormentarsi, frequenti risvegli notturni, risveglio precoce al mattino e cattiva qualità del sonno) e sintomi diurni (spossatezza, disturbi della memoria, depressione, irritabilità, disturbi dell’attenzione e della concertazione, ansia, e sonnolenza persistente); inoltre, uno stato di insonnia prolungato nel tempo, può causare l’insorgenza di diverse condizioni patologiche. Gli sbalzi di pressione legati ai diversi risvegli notturni potranno determinare un aumento del rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, modificazioni del metabolismo e delle funzioni dell’apparato endocrino. Inoltre l’incapacità di dormire può portare a depressione, attacchi d’ansia e di panico.

Dal punto di vista patogenetico l’insonnia è legata ad uno squilibrio del SNA (Sistema Nervoso Autonomo), ovvero di quella parte del Sistema Nervoso che gestisce il ritmo sonno-veglia. A questo

punto è necessario fare un po’ di chiarezza. Il SNA conta due componenti aventi funzioni praticamente

opposte; parleremo del sistema ortosimpatico e di quello parasimpatico. Considerando che la componente ortosimpatica tende ad attivarsi in situazioni di pericolo, di fuga e di paura mentre quello

parasimpatico si attiva durante il riposo e la digestione, è facile comprendere come l’insonnia sia la

conseguenza di una eccessiva attivazione notturna del sistema ortosimpatico a discapito, chiaramente,

di quello parasimpatico.

Le cause di questa asincronia di attivazione possono essere diverse e saranno di origine fisica (malattie sistemiche, disturbi della tiroide, scompenso cardiaco, ipertensione arteriosa, etc), psicologica (stress, ansia, depressione, etc) ma potranno anche essere la conseguenza di un eccessivo utilizzo di farmaci.

Le terapie più comuni per l’insonnia, oltre a quelle farmacologiche, comprendono l’insegnamento di

apposite tecniche di rilassamento e l’utilizzo di rimedi naturali o di preparati omeopatici.

Un approccio terapeutico molto efficace è sicuramente quello osteopatico infatti, molto spesso, i pazienti che soffrono d’insonnia manifestano sintomatologie localizzate al livello cervicale; infatti, non a caso, la base del cranio (la parte più alta della cervicale) rappresenta un punto di accesso al Sistema Nervoso Autonomo. Spesso migliorando la mobilità della cervicale la sintomatologia tende a migliorare fino alla regressione completa.

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