Calcio Italia, Spalletti sul gruppo: «Dispiace per Acerbi. Nessuno è certo del posto, voglio il contributo di tutti»

80 Visite

La conferenza stampa di Luciano Spalletti si può dividere quasi in due parti distinte: il confronto avuto con Francesco Acerbi (e l’inevitabile scelta) e il focus sul gruppo. Queste le parole del ct azzurro (riportate da il Corriere dello Sport) prima di volare per gli Stati Uniti e affrontare le amichevoli contro Ecuador e Venezuela:

«Non vorrei mai trovarmi in questa posizione qui, ma abbiamo la responsabilità dello sport. Visto quello che è venuto fuori abbiamo il dovere di agire, anche se ci sono delle cose ancora da chiarire perché da quello che mi ha detto Acerbi non è un episodio di razzismo. Vorrei difendere i calciatori per cose che vengono attribuite a loro gratuitamente, quindi dobbiamo essere attenti ai comportamenti quando facciamo sport, soprattutto nella nazionale. Sono importanti quelle due ore in cui siamo in campo, ma anche le altre 22 ore. E’ un dispiacere enorme dover prendere questa decisione per episodi così. Bisogna stare attenti, siamo un po’ tutti dentro questi fatti e questi episodi anche quando si denunciano. Ora abbiamo messo Francesco Acerbi in difficoltà perché per noi è un calciatore importante, ci dispiace anche dal punto di vista umano. Immobile? Non prendo in giro nessuno, so che è un calciatore importante per il suo club e per la nazionale. Ora vive un momento in cui non riesce a esprimere tutto il suo potenziale, ma devo considerare tutto e tutti. In questo momento ho scelto altri. Scamacca? E’ stato un periodo senza giocare, quando l’ho portato non mi è sembrato che ha mostrato il meglio di se stesso. Quando si veste la maglia della nazionale, bisogna dimostrare di essere sempre pronti. Devo essere sicuro che si riesca a dare il contributo giusto. Il nostro livello richiede questo. A me Retegui sembra più in condizione e che Raspadori possa fare il doppio ruolo che gli viene richiesto. Voglio inoltre vedere Lucca da vicino, voglio vedere di che pasta è fatto. Avere uno così alto, forte di testa, avere la possibilità di beneficiare di qualità così magari in pochi minuti. A volte serve, mi è capitato di farlo con i difensori centrali. E’ giovane, ha buone qualità e così voglio andare a vederlo ed è rimasto fuori Scamacca. Sempre ci sarà qualcuno di nuovo che andremo a valutare e qualcun altro resterà a casa. Non è una bocciatura per chi lascio a casa. Pellegrini è uno di quelli che abbiamo atteso tantissimo perché non ce l’ho mai avuto a disposizione. E’ un calciatore forte che sa fare più cose e fa metri in quantità. Non so cosa verrà fuori da qui agli Europei, ma è uno di quelli su cui conto. Ha superato dei problemi. Con la qualità che De Rossi chiede si trova a suo agio, perché è riuscito a far vedere il suo marchio di fabbrica. Cristante? Aveva bisogno di fare delle cure intense alla schiena e non andiamo a distruggere un calciatore di un club. Ha iniziato questa cura altrimenti sarebbe stato con noi. Meglio se si cura, altrimenti si sarebbe fermato ugualmente, noi stiamo ad ascoltare quello che ci dicono i calciatori. Anche Calafiori sarebbe stato con noi, ma lo lascio all’Under 21 che si sta giocando la qualificazione. Non andiamo a farci la guerra nel club Italia. Di conseguenza Calafiori va a giocare lì, ma il ct Nunziata è dei nostri, è come se giocasse con noi. Discorso analogo per Fabbian; si è infortunato Gaetano altrimenti lo avrei convocato. La difesa a 3? E’ una cosa fluida, non è rigido il calcio, il portiere, nella costruzione bassa, è quello che tocca più palloni. Questo 3-4-2-1 lo voglio andare a valutare o anche il 3-4-3. Dipende dalle caratteristiche di chi gioca. Ci sono diverse squadre che giocano con la difesa a 3. Abbiamo la possibilità di fare prove e di essere più sorprendenti cambiando più cose. Diventiamo più forti e meno leggibili. Bellanova? Nessuno si deve sentire blindato per la nostra nazionale. E’ scontato e necessario che ci siano figure nuove che possano venire fuori, per dare sorprese e nuove possibilità. Io devo essere pronto.



Poi si vedrà se nel nostro contesto riesce a trovare lo stesso comfort della sua squadra. Dobbiamo essere aperti. Non si possono decidere adesso delle esclusioni in vista di giugno. C’è sempre uno spazio disponibile per chiunque si voglia inserire. C’è da mettere a posto il sistema della difesa a 3 perché è ideale per non subire le ripartenze. A volte accade anche con la difesa a 4. C’è uno zoccolo duro nella zona centrale che ti fa subire meno le ripartenze se mantieni le posizioni, con due uomini larghi e due nei ‘mezzi spazi’. La prima punta deve invece fare i tagli. Proviamo questo schema. Frattesi? Per corsa, intensità e qualità è uno di quei giocatori che attacca tante volte la linea difensiva. Poi deve ‘pulire bene’ quello che gli passa tra i piedi, può migliorare, ha qualità infinite. Di Lorenzo, Dimarco, Udogie, Cambiaso ti dimostrano che non si fanno linee dritte, ma la nuova frontiera è entrare dentro campo e poi fare linee larghe. È questa la nuova tendenza, a seconda di dove ci sono gli spazi. Lo fanno tutti. l significato di queste amichevoli? E’ dare il merito a 20 milioni di nostri connazionali che ci aspettano, che lavorano e vivino là. Da un punto di vista tattico ci serve per quello che siamo organizzando. Prima avevamo troppo poco tempo e ora abbiamo la possibilità di allargare le nostre conoscenze in queste due partite come sistema di gioco e con i nuovi. Chiellini e Cannavaro testimonial negli Stati Uniti? Vorrei averli sempre con me? Ne stacchiamo un pezzo e lo prendiamo. Non è escluso niente, da Buffon imparo sempre qualcosa. Ci sono conoscenze che vogliamo sempre portare con noi».



Foto: ANSA

News dal Network

Promo