Considerazioni sul percorso scientifico

79 Visite

La ricerca scientifica moderna risale alla storia del Cinquecento, inizia nella seconda metà del XV secolo, ci fu una fioritura artistica senza precedenti, i limiti dell’antico orbis terrarum furono rotti. Leonardo da Vinci brillava in parecchie discipline era un grande matematico, pittore, meccanico e ingegnere, Macchiavelli storiografo, politico, poeta e scrittore di argomenti militari. L’intera Europa, Italia, Francia, Germania, Spagna, Inghilterra ognuna di queste nazioni lottava con i propri uomini dell’epoca in quel clima rivoluzionario per far sì che la scienza conquistasse il diritto all’esistenza. Copernico dà lo slancio rivoluzionario che l’umanità attendeva, ed in punto di morte decise di pubblicare quella che si dimostrò essere l’opera madre nell’interpretazione dei fenomeni naturali, siamo nel 1543 e Derevolutionibus orbium caelestium sgombera dalla storia le vecchie concezioni. Nel 1632 con Dialogo dei massimi sistemi, Galileo Galilei rafforza Copernico e affronta le condanne della Chiesa cattolica, poiché contrarie alle scritture, con ciò volevano e purtroppo vogliono ancora impedire l’emancipazione della ricerca naturale dalla teologia.

Impossessarsi del materiale più immediato costituiva il lavoro fondamentale del primo periodo. Dalla scienza naturale più elementare alla meccanica dei corpi terrestri e celesti, utilizzo dei metodi matematici. Verso la fine del periodo emergono i nomi di Newton, Linneo, la metodologia matematica viene stabilita nelle sue linee fondamentali da Cartesio ai logaritmi di Nepero, il calcolo differenziale e integrale da Leibniz, stabilite definitivamente le leggi della meccanica dei corpi rigidi, l’astronomia del sistema solare con Keplero circa le leggi di movimento dei pianeti, concepite da Newton come leggi generali del movimento della materia. Mentre la meccanica dei liquidi e dei gas fu elaborata verso la fine del periodo. La fisica era ferma sui primi principi, l’ottica per esigenze astronomiche invece era avanti, la chimica era ancorata nella teoria del flogisto a cui mise rimedio Lavoisier, la geologia era ferma alla mineralogia quindi non esisteva la paleontologia, la biologia raccoglieva il materiale sperimentale botanico, zoologico, anatomico e fisiologico. Il confronto tra le varie specie viventi e lo studio della loro distribuzione geografica era agli albori. In questo periodo esisteva il riconoscimento di una concezione generale che si rifaceva all’assoluta immutabilità della materia. Una volta dato il mondo naturale restava ciò che era finché fosse esistito. Pianeti e stelle restano in perpetuo al loro posto. La Terra immutata da sempre, stesse valli, stessi fiumi, stesso clima, stesso mare, stessa flora e fauna, al simile seguiva il simile. Solo Linneo ammise la possibilità che potessero insorgere nuove specie per incrocio. Negazione della naturale modificazione dello sviluppo. Spazio separato dal tempo. L’iniziale slancio rivoluzionario scientifico si ferma di fronte ad una natura immutabile. La concezione generale della natura frena di molto lo sviluppo della scienza naturale della prima metà del XVIII secolo tanto da rendere ben più coscienti i filosofi greci per i quali il mondo era qualcosa che si sviluppava dal caos. Nella teologia annega lo spirito scientifico. In ultimo l’impulso divino spiegava tutto e in verità tutt’oggi permane tale “spiegazione”. La gravitazione universale di Newton concepita come proprietà intrinseca della materia non spiegava la forza centrifuga tangenziale che inizialmente aveva dato inizio alle orbite dei pianeti, le infinite specie di piante ed animali, poi la comparsa dell’uomo, Newton chiude il tutto con il postulato del primo impulso divino. Nel tempo e sino ad oggi questa concezione che ha dominato in modo totalitario la ricerca continua seppur con aspetti quantitativi inferiori a intossicare e logorare i risultati dello stesso progresso scientifico, nelle scuole con forme e modi sempre più sottili ciò avviene quotidianamente. Nel 1755 Kant con Storia naturale generale e teoria del cielo fece breccia eliminando la questione del primo impulso divino, la Terra e l’intero sistema solare apparivano come risultato di una formazione avvenuta nel corso del tempo, ma niente da fare il dominio metafisico nel cuore dello scienziato e del ricercatore vince. Ciò nonostante le scienze naturali, per il loro proprio sviluppo, rendono impossibile la concezione metafisica. Questo però implica un ritorno al riconoscimento delle leggi della natura con azioni inconsapevoli, perciò in modo contraddittorio e lento come conseguenza. L’interdipendenza come scienza universale della natura inizia a farsi spazio, matematica, meccanica, chimica, biologia, fisica, etc. si interdisciplinano sempre di più. Questo caratterizza il pensiero teorico della nostra epoca, la scienza del pensiero è una scienza storica, la scienza dello sviluppo storico del pensiero umano. Lo scienziato in quanto tale che indaga le leggi della natura ai giorni nostri, mentre sviluppa con dedizione il proprio lavoro di ricerca e non adeguando la sua concezione del mondo all’oggetto del suo lavoro, incontra ostacoli maggiori per così dire creandoli da sé.

Il lavoro di Kant rimase in soffitta per un po’ di anni e senza risultato immediato sino al1796, anno in cui l’ipotesi fu esposta da Laplace in una nota del suo libro Esposizione del sistema del mondo, si arrivò quindi all’ipotesi della nebulosa.

Inoltre ulteriori scoperte stabilirono in via definitiva: il movimento proprio delle stelle fisse, la dimostrazione dell’esistenza di un mezzo resistente nello spazio interstellare, dimostrazione che si ebbe all’epoca per mezzo dell’analisi spettostropica, oggi abbiamo prove dell’esistenza della materia oscura ottenute dall’osservazione dei raggi -X emessi dai raggi caldi che circondano le galassie ellittiche, dalla distribuzione della velocità del plasma caldo intergalattico negli ammassi e dal lensing gravitazionale debole, si raggiunse l’identità chimica della materia dell’Universo e dell’esistenza di nebulose incandescenti del tipo supposto da Kant. Oggi sembrano dati ovvi e acquisiti, ciò in verità non è stato ovvio e tanto meno acquisito, nella coscienza degli scienziati comprendere la contraddizione come legge generale della natura, di una natura mutevole che ospita organismi anch’essi mutevoli, che la natura diviene e trapassa, non è affatto un fatto scontato ancora oggi, di qui un limite ai risultati ed al progresso scientifico in genere.

Sorse poi la geologia, strati terrestri successivamente formatisi e sovrapposti l’uno all’altro, come pure gusci e scheletri di animali scomparsi, tronchi, foglie e frutti di piante. 

La fisica sviluppò importanti progressi, ciò avvenne quasi contemporaneamente nel 1842 da tre diversi uomini, Mayer ad Heilbronn e Joule a Manchester riescono a dimostrare la convertibilità del calore in energia meccanica e della forza meccanica in calore. La determinazione dell’equivalente meccanico mise fuori dubbio tale risultato. Mentre l’inglese Grove – che non era uno scienziato di professione, ma un avvocato- dimostrò, elaborando in modo semplice i singoli risultati fisici già avvenuti che tutte le cosiddette forze fisiche e quindi la forza meccanica, il calore, la luce, l’elettricità, il magnetismo, la proprietà chimica o forza chimica, in determinate condizioni si trasformano una nell’altra senza che abbia luogo nessuna perdita di forza, qui Descartes con la sua proposizione che la quantità di movimento esistente nell’universo é costante trova la sua ragione.

Tutto si risolve in forme di movimento della materia, differenziate e trapassanti l’una nell’altra, astronomia e fisica raggiunsero un risultato che indicava necessariamente come realtà ultima l’eterno ciclo della materia in movimento.

Sia dopo Lavoiser che dopo Dalton la chimica si sviluppa velocemente, si dimostrò che le leggi chimiche sono altrettanto valide sia per le sostanze organiche quanto per quelle inorganiche.

Grazie ai progressi della paleontologia, dell’anatomia e soprattutto della fisiologia e dopo l’impiego sistematico del microscopio e la scoperta della cellula nella biologia si rese possibile e necessaria l’applicazione di metodi comparati. Da un lato, con la geografia fisica comparata furono stabilite le condizioni per l’esistenza delle diverse flore e faune, dall’altro lato vennero confrontati fra di loro i diversi organismi partendo dai loro organi omologhi, ricerca questa che corrodeva sempre più il rigido schema di una natura organica fissa, immutabile. La rigidità della concezione della natura inizia a sgretolarsi, la fissità inizia a sgretolarsi, anche se ancora oggi permane in forme e modi diversi. Intanto si era dimostrato che la natura si muove in un flusso perpetuo. La geniale intuizione della filosofia greca approda ad un riscontro scientifico dopo svariati secoli se non millenni.

Laplace dimostrò come un sistema solare si sviluppa da una singola massa gassosa, il calore in quanto forma di movimento della materia, soli, pianeti e satelliti, trasformazione del calore in determinate condizioni in elettricità dimostrata nel 1821 dal tedesco Thomas J. Seebeck con l’effetto Seebeck o termoionico, i magneti sono una parte importante della raccolta di energia dal calore: quando un lato di un magnete assorbe calore, l’altro lato che resta freddo diventa più magnetico, ciò produce una rotazione, uno quot spin quot; che spinge gli elettroni del magnete e crea calore.

Le leggi dell'universo sono in via di apprendimento seguendo un percorso nella storia  dell’umanità irto di ostacoli dovuti allo sviluppo delle società umane contrapposte da interessi diversi che ostacolano il progredire della stessa umanità.

La strada percorsa è stata notevole, ancora più notevole quella da percorrere, il futuro appartiene in ultima istanza alla parte buona dell’umanità, attraverso lotte e sacrifici ci sono e ci saranno sempre uomini e donne che quotidianamente lavorano in questo senso, pur rimanendo valido il monito espresso da Newton: " Fisica guardati dalla metafisica", verso quella parte dell’ambiente scientifico che soffriva e soffre di repugnanza nei confronti di una dialettica della natura sempre più confermata dai fatti.

News dal Network

Promo