Corruzione: Di Pietro, ‘non è Tangentopoli allora si agiva per soldi oggi per la poltrona’

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‘Quando un eletto non si ritrova più nel suo partito dovrebbe decadere automaticamente’

”Tangentopoli era l’utilizzo della politica per fini personali, un sistema in cui con la scusa di dover finanziare il sistema politico, e quindi di dover fare politica, si prendevano soldi che, però, in realtà nella maggior parte dei casi finivano nelle tasche dei politici e non nelle casse del partito. Ora l’obiettivo è la cadrega , la poltrona. Non c’è nemmeno un progetto politico o un’ideologia a monte”. Lo dice in un’intervista al ‘Corriere della sera’ l’ex pm di Mani Pulite Antonio Di Pietro.

Quanto al fatto che dalle varie indagini emergono indagati che hanno cambiato più volte schieramento negli anni, per Di Pietro se una ”persona viene eletta in base ad un determinato progetto ed in un una determinata lista, nel momento in cui non si ritrova più nella realtà politica in cui era stata eletta, dovrebbe decadere automaticamente”. Non dimettersi ma ”decadere perché è come se fosse un dipendente dell’elettore, e quindi non può tradire la ragione per la quale è stato votato”.

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