Rabbia per sanzioni Usa a unità delle forze armate

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Per la prima volta, unità delle Forze di Difesa Israeliane potrebbero essere oggetto di sanzioni degli Stati Uniti per presunte violazioni dei diritti umani ai danni dei palestinesi della Cisgiordania. La notizia – diffusa in un primo momento come indiscrezione e che trova sempre maggiori conferme – ha provocato l’immediata reazione delle autorità israeliane, a partire dal premier Benjamin Netanyahu, per il quale si tratta del “massimo dell’assurdità” e di “un basso livello morale”.

Secondo quanto riportato da media israeliani, i funzionari del Dipartimento di Stato americano hanno confermato che sono in preparazione sanzioni contro il battaglione Netzah Yehuda dell’Idf, accusato di gravi violazioni. La decisione potrebbe non essere una scelta isolata: secondo quanto rivela il quotidiano ‘Ha’aretz’ che cita fonti dell’amministrazione Biden, gli Stati Uniti starebbero prendendo in considerazione l’adozione di misure anche contro altre unità militari e di polizia israeliane.

Le sanzioni verrebbero imposte in base alla legge Leahy del 1997, e proibirebbero il trasferimento di aiuti militari americani all’unità escludendo i soldati e gli ufficiali dagli addestramenti con le forze armate statunitensi o dai programmi che ricevono finanziamenti statunitensi.

La notizia di possibili misure punitive contro il battaglione Netzah Yehuda fa seguito alla dichiarazione del segretario di Stato americano, Antony Blinken, che venerdì ha dichiarato di aver preso “decisioni” sulla scia delle nootizie relative a presunte violazioni da parte di Israele della legge Leahy.

Il battaglione Netzah Yehuda, parte della brigata Kfir, è stato istituito originariamente nel 1999 per accogliere le reclute delle comunità religiose ultra-ortodosse, comprese quelle provenienti da insediamenti estremisti, ed è stato principalmente da sempre dispiegato in Cisgiordania.

I soldati dell’unità sono stati accusati della morte di un cittadino statunitense di 78 anni, Omar Assad, per infarto nel 2022: l’uomo era stato detenuto, legato, imbavagliato e poi abbandonato dai membri dell’unità. È stato uno dei numerosi incidenti di alto profilo che hanno portato ad accuse di tortura e maltrattamenti. Il caso ha attirato l’attenzione del Dipartimento di Stato, che ha chiesto un’indagine penale. L’unità è stata successivamente rischierata dalla Cisgiordania al nord di Israele ed è stata dispiegata anche a Gaza. Secondo ProPublica, il Dipartimento di Stato aveva ricevuto un dossier sulle violazioni della legge Leahy a dicembre.

Il battaglione Netzah Yehuda è una parte irrinunciabile delle Forze di Difesa Israeliane – ha dichiarato Benny Gantz, membro del gabinetto di guerra di Netanyahu ed ex capo di stato maggiore dell’Idf – È soggetto al diritto militare e deve operare nel pieno rispetto del diritto internazionale. Lo Stato di Israele ha un sistema giudiziario forte e indipendente che valuta meticolosamente qualsiasi denuncia di violazione o deviazione dagli ordini dell’Idf e dal codice di condotta, e continuerà a farlo”.

Secondo il Guardian le organizzazioni che si battono per il rispetto dei diritti umani lamentano da tempo il fatto che l’Idf non indaga e persegue adeguatamente le violazioni dei diritti umani commesse di militari. Per il portavoce delle Idf, Daniel Hagari, per quanto riguarda gli incidenti ‘controversi’, le Idf “stanno invece lavorando e continueranno a lavorare per indagare su ogni evento insolito in modo mirato e in conformità con la legge”. Le Forze di difesa israeliane, ha poi tenuto a puntualizzare, non sono al corrente delle notizie secondo cui gli Stati Uniti intendono sanzionare il battaglione Netzah Yehuda, ma “se sarà presa una decisione, la valuteremo”.

Hagari ha quindi ricordato che i militari inquadrati in quel battaglione “partecipano ora alla guerra nella Striscia di Gaza, con coraggio e professionalità, mantenendo i valori e lo spirito dell’Idf e i principi del diritto internazionale. Negli ultimi anni, le truppe del battaglione sono state al centro delle attività operative 24 ore su 24, per mantenere la sicurezza dei cittadini dello Stato di Israele, oltre ad essere un battaglione leader nell’integrazione delle truppe ultraortodosse nell’Idf”.

adnkronos

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