Ucraina, accordo Ue su uso extraprofitti dei beni russi congelati

74 Visite

C’è l’accordo Ue sull’uso degli extraprofitti derivanti dai beni congelati alla Russia. I rappresentanti permanenti degli Stati membri hanno trovato un’intesa di principio in Coreper sull’uso dei proventi rivenienti dal congelamento nei bilanci delle società di clearing (Euroclear e Clearstream) degli asset della Banca centrale russa, colpiti dalle sanzioni per la guerra all’Ucraina. Lo hanno anticipato più fonti a Bruxelles e lo ha confermato, poco dopo, la presidenza di turno belga, via social.

Si tratta non del capitale (oltre 200 miliardi di euro che la Banca centrale russa conservava nell’Ue nel febbraio 2022), che rimane congelato e di proprietà dell’istituto di emissione, ma dei proventi derivanti dall’impiego dei rendimenti che quei beni producono nel tempo (per esempio, le cedole dei bond): quelle somme, non potendo essere trasferite al legittimo proprietario per via delle sanzioni, rimangono nei bilanci delle società di clearing, le quali, potendone disporre, li reimpiegano, traendone profitto. Si tratta, nell’interpretazione che ne è stata data a Bruxelles, di sanzioni che colpiscono in ultima analisi le società di clearing, che dal congelamento di quegli asset traevano utili.

I soldi per armare Kiev

A riprova, si è spesso citato il fatto che lo Stato belga tassava quegli extraprofitti che ora, nelle intenzioni dell’Ue, dovrebbero essere impiegati per sostenere l’Ucraina anche sul piano militare. Allo stato, si stima che si tratti di circa 3 miliardi di euro l’anno. La commissione che le società di clearing potranno trattenere a fronte della gestione di quegli asset è stata fissata allo 0,3%, ed è più bassa di quanto ipotizzato in precedenza. Il 90% delle somme verrà usato per finanziare la European Peace Facility, lo strumento fuori bilancio dell’Ue che viene usato per finanziare gli aiuti militari all’Ucraina, mentre il 10% andrà a finanziare la Ukraine Facility, lo strumento che viene utilizzato per l’assistenza macrofinanziaria allo Stato ucraino, per sostenerne il funzionamento durante la guerra.

Primi finanziamenti a luglio

Se tutto procederà secondo i piani, la prima tranche di finanziamenti all’Ucraina derivante dagli extraprofitti dovrebbe essere erogata a Kiev entro il mese di luglio 2024, come pianificato dalla Commissione. Il Belgio, dove ha sede Euroclear (l’altra società, Clearstream, fa parte del gruppo Deutsche Boerse ma ha sede legale in Lussemburgo), ha una tassa sul reddito delle imprese, con un’aliquota del 25%.

Il Paese ha creato un fondo nazionale dedicato agli aiuti all’Ucraina: per l’anno fiscale 2024, il Belgio prevede un gettito di 1,7 miliardi di euro derivante dalla tassazione degli utili rivenienti dal congelamento degli asset russi, dei quali 1 miliardo è già stato allocato per aiuti militari a Kiev. La nuova legislazione Ue si applicherà agli utili straordinari delle società di clearing derivanti dal congelamento a valle del prelievo belga. Alla fine, comunque, tutti i proventi dei prelievi, che vengano effettuati dal Belgio o dall’Ue, finiranno all’Ucraina.

Von der Leyen: “Non c’è uso migliore”

“Accolgo con favore l’accordo politico di oggi sulla nostra proposta di utilizzare i proventi delle attività russe immobilizzate a favore dell’Ucraina. Non potrebbe esserci simbolo più forte e utilizzo migliore per quei soldi che rendere l’Ucraina e tutta l’Europa un posto più sicuro in cui vivere”, afferma la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, via social.

adnkronos

News dal Network

Promo