Depistaggio Borsellino, difesa: “Dai pm grave colpa, non leggerezza”

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I pm che si occuparono delle indagini sulla strage di via D’Amelio e che non compresero le falsità dell’ex collaboratore di giustizia Vincenzo Scarantino “non agirono con leggerezza”, “ma con grave colpa” nella “valutazione degli elementi di prova”. Non solo. Lo stesso Scarantino che, dopo il 2014 iniziò a fare “marcia indietro” sulle accuse ai magistrati con una “ritrosia significativa”, “non fu insufflato dai tre poliziotti” che oggi sono imputati per concorso in calunnia aggravata nel processo sul depistaggio sulla strage Borsellino. Il contrattacco della difesa di due dei tre poliziotti alla sbarra davanti alla Corte d’appello di Caltanissetta. Nell’ultima udienza, prima della sentenza, prevista con ogni probabilità per il 4 giugno, dopo le repliche eventuali, l’avvocato Giuseppe Seminara, difensore di Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei, parla del ruolo svolto dai magistrati che coordinarono l’inchiesta, negli anni, accusando il “fallimento del sistema” perché “è mancata la diga della valutazione della prova”.

Adnkronos 

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