Regioni allo sbando

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Qualcuno dei politicanti nostrani dice che la innocenza è da presumere intatta fino a condanna definitiva cioè dopo il terzo grado di giudizio. È una regola di civiltà che però presa alla lettera implicherebbe che il giudice che ha arrestato un politicante con tanto di registrazioni e fotografie o magari reo confesso ha una elevata propensione a sbagliare. Inoltre il terzo grado di giudizio arriva dopo lustri.. nel frattempo la gente viene rovinata e il sistema va allo sbando. Quindi tutta la macchina giudiziaria penale e tutto il suo costo faraonico che il contribuente finanza in silenzio, viene considerata con estrema sufficienza (è un eufemismlo!).

 

Altri -della stessa categoria- dicono che esiste una giustizia ad orologeria e cioè che si sveglia in un certo momento per ragioni che nulla hanno a che fare con la giustizia stessa. Questi ultimi così insinuando intendono togliere parte del loro valore ai provvedimenti giudiziari a loro sgraditi. Risultato ne è che il politicante ancorchè colto con le mani nel sacco continua imperterrito nella sua azione… tanto alla fine rimane tutto come è sempre stato.

 

Altri ancora scoprono che anche i giudici sono affetti da un elevato carrierismo e quindi possono essere tentati di usare il potere e le informazioni di cui dispongono per tentare la scalata politica. Significa dire che le azioni del magistrato possono non essere “giuste” ma poste in essere per scopi personali.

 

Naturalmente sono tutte argomentazioni che vengono sollevate in ambito politico in quanto la gente comune è letteralmente lasciata a se stessa. Ma sono anche tutte argomentazioni che nascondono un disprezzo totale per il danaro pubblico che in ognuna di queste accezioni dell’azione della magistratura risulterebbe dilapidato per ragioni che nulla avrebbero a che vedere con il ruolo Alto e Fondamentale svolto da questo Potere dello Stato.

 

Tutte queste argomentazioni mirano anche -forse inconsapevolmente- a togliere credibilità alla giustizia per assicurarla ai politicanti che sono in pesante deficit appunto di credibilità.

 

Soldi dilapidati, giustizia denegata, politicanti liberi di fare e sfare a proprio piacimento, … siamo allo sbando!

 

“Ubi societas ubi jus” dicevano i latini per sostenere che una comunità non può esistere senza un diritto che regoli la convivenza tra i tanti soggetti che la compongono. Ma il diritto senza una giustizia credibile è il diritto del più forte cioè è la negazione dello stato di diritto. Verso il quale ci siamo incamminati.

 

Le Regioni sono realtà istituzionali “piccole” e quindi facile preda delle logiche provinciali delle varie congreghe di paese che si coprono a vicenda e perpetuano lo statu quo. Così si stanno rivelando un laboratorio in cui si stanno costruendo modelli istituzionali dittatoriali impermeabili al diritto scritto e al diritto naturale. Ma fin dai tempi di Cicerone si sapeva che chi viola il diritto naturale va incontro a disastri indicibili: “e chi non gli obbedirà, si fuggirà da solo e, rinnegata a lui stesso la natura di uomo, espierà pene grandissime, anche se sarà sfuggito agli altri supplizi, che tali sono ritenuti” (dagli uomini) (Cic. De Re Pubblica, 3, 6).

 

Con queste parole scritte più di due mila anni fa Cicerone descriveva in maniera precisa quello che sarebbe successo tantissime volte nella Storia senza attendere che accadesse! Certamente la nostra classe politica non solo non conosce Cicerone ma, tanto meno, ne comprende l’insegnamento. E quindi procede allegramente verso l’abisso orgogliosa dei bottini che riesce a rubare alla povera gente. Fino a quando?

 

CANIO TRIONE

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