Difendiamolo

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Difficile, ma non impossibile, questo il giudizio attribuibile al Girone B della nazionale italiana ad Euro 2024. Un gruppo che racchiude diverse insidie, ma che si può passare sfruttando determinate occasioni. Per essere stati pescati dalla quarta fascia, l’Italia si presenta comunque una squadra proibitiva anche per le altre compagini. Di fatti è proprio il calendario amico e nemico degli azzurri: molto del nostro percorso si deciderà proprio all’esordio contro l’Albania, una squadra che non presenta una qualità eccelsa, ma che è molto apprezzata per l’agonismo che mette in campo.

La prima sfida, quindi, si presenta proibitiva per due fattori in particolari: si parla sempre di un esordio in una competizione europea contro una squadra sulla carta più debole, quindi sarebbe quasi necessaria una vittoria. Il blocco mentale e l’ansia di dover obbligatoriamente vincere si aggiungono alle difficoltà del campo. Le squadre non particolarmente tecniche, ma forti fisicamente e agonistiche sono quelle che mettono più in difficoltà la nostra nazionale, limitandone il gioco e mantenendo spesso un equilibrio quasi infrangibile. Le successive due compagini non hanno bisogno di grandi presentazioni. Spagna e Croazia per diversi anni hanno dominato la scena con stile di gioco invidiabile e individualità di grande spessore.

L’Italia sarà dunque chiamata a fronteggiare tre squadre tutt’altro che gestibili, che presentano però anche dei limiti. Se l’Albania appare come detto la formazione meno competitiva del Girone B, il cambio generazionale avuto dalla Spagna non ha certo dato alla luce vere e proprie stelle del calcio. Questo coinvolge anche la Croazia: la nazionale con la maglia a scacchi è a fine ciclo, a causa dell’età avanzata dei suoi giocatori. Il talento e la qualità non mancano, ma la freschezza alla lunga potrebbe sovrastare i precedenti fattori. Alla fine resta la nazionale di Luciano Spalletti. Gli azzurri sono chiamati a difendere il trofeo vinto nella scorsa edizione con il ct Roberto Mancini, ma devono anche far dimenticare ai propri sostenitori la mancata partecipazione allo scorso Mondiale. Tutti fattori che possono spingere la nazionale azzurra a compiere un percorso degno di nota e tentare una difesa serrata del trofeo conquistato a Wembley dopo aver battuto l’Inghilterra ai calci di rigore.

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