22 procuratori Usa contro l’Oms

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22 procuratori generali di altrettanti stati americani hanno scritto una lettera al presidente Biden nella quale si dichiarano contrari all’approvazione da parte degli Stati Uniti del Piano Pandemico dell’OMS. (Il procuratore generale di uno stato americano equivale al nostro ministro di giustizia)

“Noi ci opporremo a qualunque tentativo da parte dell’OMS di uinfluenzare,in modo diretto o indiretto, le scelte sanitarie per i nostri cittadini” – dice la lettera, redatta dal procuratore del Montana Austin Knudsen a nome di tutti gli altri.

 

“Noi ci opponiamo a tali accordi – prosegue la lettera – per diverse ragioni importanti. Innanzitutto, gli strumenti proposti trasformerebbero l’OMS da un organo consultivo e di beneficenza nel governatore mondiale della sanità pubblica. L’OMS attualmente non dispone dell’autorità per far rispettare le sue raccomandazioni. In base agli emendamenti proposti dal trattato pandemico, tuttavia, il direttore generale dell’OMS otterrebbe il potere di dichiarare unilateralmente una “emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale” in uno o più paesi membri. Tali dichiarazioni possono includere emergenze percepite o potenziali di elementi diversi dalle pandemie, come il cambiamento climatico, l’immigrazione, la violenza armata, o anche “emergenze” che coinvolgono piante, animali o ecosistemi. In secondo luogo, il governo federale non può delegare le decisioni sulla sanità pubblica a un organismo internazionale. La Costituzione degli Stati Uniti non attribuisce la responsabilità della politica sanitaria pubblica al governo federale. Riserva tali poteri agli Stati. Anche se il governo federale avesse tale potere, l’Articolo II, Sezione 2 richiede l’approvazione da parte del Senato degli Stati Uniti. In terzo luogo, gli emendamenti proposti al RSI e il Trattato sulla pandemia getterebbero le basi per un’infrastruttura di sorveglianza globale, apparentemente nell’interesse della salute pubblica, ma con l’inerente opportunità di controllo (come nel caso del “sistema di credito sociale” della Cina comunista).”

La pandemia di COVID-19 – conclude la lettera – ha messo in luce i difetti fondamentali dell’OMS e di altre istituzioni sanitarie pubbliche. Queste entità hanno tradito la fiducia del pubblico e hanno senza dubbio bisogno di riforme. Le misure proposte, tuttavia, non farebbero altro che esacerbare i problemi di fondo dell’OMS e consentirebbero ulteriori violazioni delle libertà civili in future “emergenze”. Di conseguenza, resisteremo a qualsiasi tentativo di consentire all’OMS di stabilire direttamente o indirettamente politiche pubbliche per i nostri cittadini.”

Chissà se anche da noi c’è qualche politico con mezzo testicolo rimasto per prendere una posizione simile a quella dei procuratori americani?

Massimo Mazzucco

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