Dehors e tavolini, dopo le proroghe il governo studia una legge

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Si va verso una regolamentazione strutturale della presenza di tavolini e dehors fuori da bar, ristoranti e locali serali. Diventati modello di consumazione dominante durante la pandemia di Covid, attualmente gli arredi esterni delle attività commerciali sono salvi fino al prossimo Natale. Per la gioia di clienti e ristoratori, ma non senza polemiche da parte di alcune associazioni dei consumatori, la bella stagione si apre con la certezza di poter continuare a bere e mangiare all’aria aperta, dopo la conferma della legge contenuta nel Ddl Concorrenza che permette agli esercenti di usare il suolo pubblico senza pagare il canone di occupazione.

Ora il ministro delle Imprese Adolfo Urso rilancia il tema: “Migliorare il decoro urbano anche attraverso i tavolini all’aperto”. Il governo, specifica il titolare del Mimit, nel disegno di legge sulla concorrenza sta pensando di “rendere strutturale la normativa sui dehors, sui tavolini all’aperto, al fine di migliorare il decoro dei centri urbani. Stiamo lavorando con Anci per mettere a punto una norma che tenga insieme le due cose: migliorare il decoro urbano anche attraverso i tavolini all’aperto e i dehors”.

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Le ragioni del mondo degli esercenti. “Senza questo intervento migliaia di tavoli rischiavano di sparire. Adesso l’auspicio è che si lavori per rendere strutturale il regime di semplificazione”, aveva dichiarato nelle scorse settimane il presidente di Fiepet Confesercenti Giancarlo Banchieri, soddisfatto della legge attraverso cui la maggioranza vuole tenere insieme ordine cittadino, sicurezza stradale e dehors.

Non è d’accordo invece Carlo Rienzi, presidente del Codacons, l’associazione ha definito i dehors “uno stupro ai danni dei centri storici e delle città e un immenso regalo a bar e ristoranti sulla pelle dei cittadini”. Rienzi ha specificato: “Nonostante non sussistano piu’ i presupposti dell’emergenza Covid che avevano permesso a bar e ristoranti di occupare il suolo pubblico con una invasione selvaggia di pedane e tavolini il Governo vuole rende strutturale una misura che ha causato solo caos e degrado”.

A suscitare maggiore resistenza alla ristorazione all’aperto tra gli italiani, secondo i dati Fiepet, è l’eccessiva occupazione dei marciapiedi (temuta dal 52% degli intervistati), seguita dal caos nelle strade (39%) e la mancanza di parcheggi (25%). Nonostante le perplessità, va preso atto pero’, secondo Banchieri, che “i dehors aumentano l’attrattiva delle nostre strade e piazze, permettono di affrontare in modo sostenibile i picchi di calore e sono anche un argine efficace alle attività di somministrazione abusive nelle strade e quindi alla mala movida”. Secondo il presidente di Fiepet Confesercenti, infatti, quella dei tavoli all’aperto è stata “una rivoluzione”, in grado di salvare il comparto della ristorazione, addirittura cresciuto del 7,6% tra il 2018 e il 2023.

agi

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