Il sole guida il cambiamento climatico, non la Co2. In arrivo una piccola era glaciale

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Sul substack Freedom Research è comparso un articolo di Hannes Sarv  (fonte https://www.freedom-research.org/p/professor-valentina-zharkova-and) che riporta le considerazioni della Prof.ssa Valentina Zharkova, astrofisica ucraina docente presso la Northumbria University di Newcastle (UK), la quale spiega – similmente al Prof. Willie Soon – che il principale fattore che guida il cambiamento climatico sulla Terra è il Sole, non la CO2.

Per ciò che riguarda la CO2 é bene considerare quanto emerso da studi scientifici ovvero: le emissioni umane di co2 potrebbero aver salvato la vita sul pianeta.

Contrariamente al mantra spesso ripetuto che la concentrazione di CO2 di oggi è senza precedenti, il nostro attuale periodo geologico, il quaternario, ha visto i livelli medi più bassi di CO2 dal precambriano. La media negli ultimi 800.000 anni era di 230 ppm fonte: (https://www.nature.com/articles/nature06949) La concentrazione media di CO2 nei precedenti 600 milioni di anni era più di 2.600 ppm, quasi sette volte la nostra quantità attuale. Il nostro attuale periodo geologico (quaternario) ha la concentrazione media di CO2 più bassa in più di 600 milioni di anni.

Negli ultimi 140 milioni di anni, i livelli di CO2 sono diminuiti precipitosamente e costantemente fino a circa 30 ppm dalla “linea di morte” di 150 ppm al di sotto della quale le piante non possono sopravvivere. Entrambi i dati relativamente a breve termine dei nuclei di ghiaccio e i dati a lungo termine che risalgono a 140 milioni di anni, fonte (https://ajsonline.org/article/60629) mostrano una tendenza allarmante verso il basso e verso la fame di CO2. Il rilascio di anidride carbonica mediante l’uso di combustibili fossili ha permesso all’umanità di aumentare le concentrazioni di questa molecola benefica e forse evitare un’apocalisse climatica correlata alla CO2.

Con un recente studio prodotto per la CO2 Coalition,  fonte (https://co2coalition.org/wp-content/uploads/2023/02/Challenging-Net-Zero-with-Science-digital-CO2-Coalition.pdf) “Challenging “Net Zero” with Science”, i Proff. William Happer (Professore Emerito di fisica alla Princeton University) e Richard Lindzen (Professore Emerito di scienze atmosferiche al Massachussetts Institute of Technology) sfidano l’ideologia Net Zero mostrando come gli obiettivi per eliminare l’uso di combustibili fossili e le emissioni dei gas serra si basano su metodi analitici che violano i principi fondamentali del metodo scientifico che esistono da più di 300 anni.

Il documento afferma che 600 milioni di anni di prove geologiche mostrano che i livelli di CO2 attuali hanno raggiunto quasi un record negativo e che gli aumenti atmosferici del gas fonte (https://t.me/cambiamentoclimatico/414) seguono i periodi di riscaldamento piuttosto che precederli.

Fonti:

https://co2coalition.org/facts/our-current-geologic-period-quaternary-has-the-lowest-average-co2-levels-in-the-last-600-million-years/
https://co2coalition.org/facts/140-million-year-trend-of-dangerously-decreasing-co2/
https://co2coalition.org/publications/challenging-net-zero-with-science/

Ma torniamo all’attività solare che guida il cambiamento climatico oltre alla variabile dei Cicli di Milankovi?.

La Zharkova, dopo aver chiarito che le quantità di CO2 in atmosfera sono attualmente ad un livello bassissimo (420 ppm, 0,04%) rispetto a 140 milioni di anni fa in cui raggiungevano le 2.500 ppm (0,25%) e sono andate in costante diminuzione fino ad oggi – similmente a quanto sostenuto dai Proff. William Happer e Richard Lindzen – spiega che in realtà avremmo bisogno di aumentarne i livelli per garantire un rinverdimento del pianeta.

La ricerca della Zharkova suggerisce che nei prossimi 30 anni potremmo entrare in un periodo più freddo, una piccola era glaciale, poiché l’attività del Sole si sta indebolendo, come è avvenuto tra il 1645 e il 1715 durante il periodo noto come Minimo di Maunder. Secondo la Zharkova, un tale cambiamento nella capacità di irraggiamento del Sole si verifica ogni 350-400 anni (grande ciclo solare o GSC)  fonte (https://www.nature.com/articles/srep15689) ; dal 2020 siamo entrati in uno dei Grand Solar Minimi (GSM) che separano le GSC. Questo GSM continuerà fino al 2053, dopodiché l’attività solare tornerà alla normalità. Quindi, nei prossimi decenni, il pianeta si raffredderà, al contrario di quanto afferma l’IPCC con le sue proiezioni.

La Prof.ssa sconsiglia quindi l’installazione di pannelli solari, in quanto il loro rendimento sarebbe praticamente nullo in un periodo in cui l’intensità del Sole e i periodi di irraggiamento diminuiranno notevolmente. Stessa cosa per gli impianti eolici, le cui pale tendono a congelarsi e bloccarsi a temperature molto basse. Per questo motivo sarà impossibile rinunciare all’utilizzo degli idrocarburi.

Il pericolo maggiore, secondo lei, sarà costituito dalla diminuzione della produzione alimentare in Europa, poiché in un clima più freddo i raccolti potrebbero diventare scarsi. La produzione alimentare potrebbe dover essere spostata nell’Europa meridionale o addirittura in Africa.

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