A passeggio tra l’arte: mostre e musei – VI

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Arturo Martini. La trama dei sogni

Si intitola “Arturo Martini. La trama dei sogni. Tessuti, ceramiche, dipinti” e ha come protagoniste 6 inedite opere tessili dell’artista trevigiano, che scelse Vado Ligure e il savonese come luogo del cuore. Noti finora solo come disegni citati dalla letteratura critica, di cui si ignoravano le effettive esecuzioni, i tappeti sono stati disegnati alla fine degli anni Venti da Martini e realizzati dalla MITA – Manifattura italiana tappeti artistici di Genova Nervi per la neonata azienda di arredamento DIANA – Decorazioni Industrie Artistiche Nuovi Arredamenti dell’architetto Mario Labò.

La mostra, in programma dal 22 marzo al 15 luglio 2024 al Museo della Ceramica di Savona, con un approfondimento anche negli spazi della Pinacoteca Civica della città, è ideata e promossa dall’Associazione Lino Berzoini, Centro per lo studio e lo sviluppo dell’arte, e da Fondazione Museo della Ceramica di Savona. L’esposizione è curata da Carla Bracco, Magda Tassinari e Donatella Ventura, a cui si aggiunge il contributo scientifico di Wolfsoniana – Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura di Genova e del Museo Luigi Bailo di Treviso. La mostra ha il sostegno della Fondazione De Mari e del Comune di Savona ed è inserita tra gli eventi che promuovono la Candidatura di Savona a Capitale della Cultura 2027.

Il percorso espositivo parte dall’eccezionalità della scoperta e documenta il rapporto tra Martini e l’arte tessile, coltivato tra Albisola, Genova e Vado Ligure, dove l’artista trevigiano ha vissuto tra il 1920 ed il 1932, creando molti dei suoi capolavori più noti. Grazie alla collaborazione con la Wolfsoniana – Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura di Genova, con il Museo Bailo di Treviso e con il Museo del Paesaggio di Verbania, saranno mostrati i bozzetti esecutivi dei tappeti esposti. Arturo Martini. La trama dei sogni tratteggerà l’intero percorso di elaborazione delle opere tessili da parte dell’artista e della manifattura ligure: dal disegno, a volte ripreso in esecuzioni a stampa e poi sviluppato nella ‘messa in carta’, base grafica per la tessitura, all’analisi tecnica dei materiali, dal procedimento di annodatura del filo di lana fino all’esito formale dell’opera.

Dove: Museo della Ceramica di Savona |

Fino al 15 luglio 2024

Info: http://musa.savona.it/museodellaceramica/arturo-martini-la-trama-dei-sogni/

 

ALESSANDRIA PREZIOSA

La mostra Alessandria preziosa: Un laboratorio internazionale al tramonto del Cinquecento, che si tiene a Palazzo del Monferrato ad Alessandria, è un evento culturale di grande rilevanza: curata da Fulvio Cervini e organizzata da Roberto Livraghi, è frutto di una partnership con le Gallerie degli Uffizi e conta sul contributo di importanti musei italiani.

Divisa in sette sezioni, la mostra espone circa ottanta opere, concentrandosi sulle arti suntuarie e sull’avvento del Manierismo internazionale. Attraverso sculture in metallo prezioso, oreficerie e dipinti, si racconta la creatività artistica di Alessandria e del suo territorio tra il Cinque e il primo Seicento. Si mette in luce il ruolo centrale della città come punto di convergenza di diverse culture e influenze artistiche, dalla toscano-romana alle nordiche.

La mostra non si limita al Palazzo del Monferrato, ma si estende in luoghi culturali della provincia, riflettendo sull’identità culturale dinamica e la funzione storica di Alessandria come cerniera interregionale. Attraverso questa esposizione, si intende promuovere il territorio e valorizzare il suo patrimonio artistico, offrendo al pubblico una riflessione etica e un’opportunità di scoperta storico-artistica.

Alessandria preziosa si articola in sette sezioni composte da circa ottanta opere, in cui protagoniste sono le sculture in metallo prezioso, evidenziando il ruolo determinante svolto dalle arti suntuarie, dall’oreficeria alla toreutica, dall’arte degli armorari all’intaglio delle pietre dure. L’obiettivo della mostra è duplice: da un lato delineare l’avvento del manierismo internazionale foriero di un nuovo senso della realtà e della forma, attraverso una selezione di oreficerie e oggetti in metallo, ma anche dipinti su tela e tavola e sculture in legno e marmo che meglio dialogano con le arti preziose; il secondo focus del progetto è quello di mostrare e dimostrare come l’attuale territorio della provincia di Alessandria fosse luogo di convergenza di forze e culture diverse, che non sfiguravano al confronto di altre più gloriose città padane, ma anzi rappresentava una felice eccezione, in cui influenze nordiche si misuravano con quelle provenienti da Firenze e Roma.

Fino al 06 ottobre 2024

Dove: Palazzo del Monferrato – Alesandria

Info: https://www.palazzomonferrato.it/files/1_CS_Alessandria-preziosa_def3.pdf

Piero della Francesca il polittico agostiniano riunito

Nel 1469 l’artista finiva di dipingere il suo magnifico polittico per l’altare maggiore della chiesa degli agostiniani a Borgo San Sepolcro (Arezzo), iniziato nel 1454. La pala, fra le opere di maggiore impegno di Piero della Francesca, fu smembrata e dispersa entro la fine XVI secolo. Oggi ciò che resta del polittico agostiniano, ovvero otto pannelli (la tavola centrale e gran parte della predella non sono state finora rintracciate), si trova in musei in Europa e negli Stati Uniti, oltre che al Museo Poldi Pezzoli, proprietario del panello raffigurante San Nicola da Tolentino, uno dei quattro santi che appartenevano alla parte centrale del polittico.

In passato alcuni musei avevano già provato a riunire il polittico: lo stesso Museo Poldi Pezzoli nel 1996, la Frick Collection nel 2013 e il Museo dell’Hermitage nel 2018. Ma, non ottenendo tutti i prestiti, ne hanno proposto solo una ricostruzione “virtuale”. Dal 20 marzo 2024, grazie alla collaborazione con i grandi musei proprietari dei pannelli superstiti, la Frick Collection di New Yor (San Giovanni Evangelista, la Crocifissione, Santa Monica e San Leonardo), il Museu Nacional de Arte Antiga di Lisbona (Sant’Agostino), la National Gallery di Londra (San Michele Arcangelo) e la National Gallery of Art di Washington (Sant’Apollonia) sarà possibile ammirare riuniti tutti i frammenti del famoso polittico.  

La mostra, ideata da Alessandra Quarto, direttrice del Museo Poldi Pezzoli, è a cura di Machtelt Brüggen Israëls (Rijksmuseum e Università di Amsterdam) e Nathaniel Silver (Isabella Stewart Gardner Museum, Boston), studiosi di livello internazionale e gli ultimi a proporre la ricostruzione del polittico nel 2013 presso la Frick Collection di New York sulla base delle indagini finora condotte.L’organizzazione della mostra è a cura di Lavinia Galli, conservatrice, e Federica Manoli, collection manager, del Museo Poldi Pezzoli, con il coordinamento di Arianna Pace, dell’ufficio mostre.

Fino al 24 giugno 2024

Dove: Museo Poldi Pezzoli – Milano

Info: https://museopoldipezzoli.it/scopri/mostre-ed-eventi/evento/piero-della-francesca/

DONNE, FIORI, COLORE. L’IMPRESSIONISMO CONQUISTA GLI SPAZI MILITARI DEL MUSEO STORICO DELLA FANTERIA

Non chiamatelo movimento. L’Impressionismo ha segnato piuttosto “il passaggio storico ad un’epoca, la nostra, rappresentata dalla Francia, in particolare da una città, Parigi, nella quale è germogliato il seme di un mondo nuovo”.E se è vero che, come dice Vittorio Sgarbi, “L’Impressionismo è una condizione dello spirito, la negazione della guerra” e che l’idea di conquistare gli spazi militari del Museo storico della Fanteria, a Roma, con la bellezza di donne, di fiori, di colazioni, di momenti di festa equivale a dire che “l’umanità non può andare avanti con la guerra”, può veramente considerarsi una mostra di pace.A 150 anni dalla nascita dell’Impressionismo c’era davvero bisogno di un’ulteriore esposizione, in Italia, che omaggiasse questo fenomeno universale? Evidentemente sì se questa mostra – prodotta da Navigare srl e organizzata con il supporto del comitato scientifico composto da Gilles Chazal, Vincenzo Sanfo e Maithé Vallès-Bled, e diretto da Vittorio Sgarbi – diventa un percorso che aiuta a comprendere meglio il germogliare di questa rivoluzione, abbracciando oltre 180 opere di 66 artisti che permettono di entrare nell’universo impressionista, in una ricerca a tutto tondo che parte dai primi fermenti.

In questo viaggio intitolato Impressionisti – L’alba della modernità, allestito in uno spazio un po’ piccolo, ma intimo, arricchito da interessanti video che ritraggono celebri maestri al lavoro o semplicemente in passeggiata, si incrociano sculture, ceramiche, dipinti, disegni, incisioni, acquerelli di pittori che, sperimentando stili e tecniche differenti, hanno contribuito all’originalità dell’Impressionismo e che parteciparono alle otto mostre parigine organizzate fino al 1886. Così la teiera in porcellana del servizio conservata in casa di Monet, da collezione privata, il cavallo in bronzo o le Petite Arabesque, la Danseuse espagnol di Degas, la serie di piatti decorati Fèlix Bracquemond si intrecciano a tele, litografie, acquerelli poco conosciuti, molti in prestito da collezioni private – come un paesaggio di Giuseppe De Nittis, o ancora Voyage aux des Pyrenées di Gustave Dorè – e poi ai bellissimi disegni e alle acqueforti, da Les Gitanos di Manet a Femme et enfants sous les arbres di Berthe Morisot, dalla Marine di Boudin alla Petite fille au chat di Gaston La Touche.

“La pittura impressionista – ha spiegato Vittorio Sgarbi nel corso della conferenza stampa di presentazione della mostra – è concepita per comunicare le nostre impressioni. Con l’Impressionismo finisce la rappresentazione religiosa. L’esposizione a Roma pone l’accento sulla volontà degli Impressionisti di far capire che l’Impressionismo è universale”.

Fino al 28 luglio 2024

Dove: Museo storico della Fanteria – Roma

Info: https://artsupp.com/it/roma/mostre/impressionisti-l-alba-della-modernita-museo-storico-della-fanteria-roma

 

La mostra Chagall. Sogno d’amore

L’amore per la religione, ma anche per l’arte, per la patria, per la propria moglie e il mondo delle favole è il filo che lega le oltre cento opere di Marc Chagall, in arrivo per la prima volta in Puglia.

Con il suo stile onirico e la vita tormentata, l’artista ebreo, esule dalla sua patria proprio per il credo religioso, attivamente coinvolto nella Rivoluzione Russa e fondatore di un’accademia d’arte nella propria terra fortemente contestata dal Governo, sbarca in Puglia con un ricco corpus di dipinti, disegni, incisioni, acquerelli. Un nucleo di lavori rari, certificati e autorizzati dalla Fondation Chagall, prestati da collezioni private e capaci di ripercorrere la traiettoria artistica del pittore, dal 1925 alla morte.
In questo viaggio dal forte impatto emotivo, il pubblico entrerà in contatto con un universo intriso di sogni dai colori vivaci, ma anche di stupore e meraviglia, in cui coesistono fiabe e poesia, ricordi d’infanzia, religione ed esodo, paesaggi popolati da personaggi reali e immaginari che si affollano nella fantasia dell’artista. Ad arricchire la mostra che abbraccerà, tra le chicche già preannunciate, Bouquet de fleurs sur fond rouge, Le Coq Violet, La cruche aux fleurs, ci saranno video, approfondimenti didattici ed elementi immersivi.

Fino al 37 ottobre 2024

Dove: Polo Museale – Castello Conti Acquaviva D’Aragona – Conversano

Info: https://www.arthemisia.it/it/chagall-conversano/

 

RAFFAELLO, TIZIANO, RUBENS. CAPOLAVORI DALLA GALLERIA BORGHESE A PALAZZO BARBERINI

Capolavori assoluti quali Amor Sacro Amor Profano di Tiziano, il Ritratto d’uomo di Antonello da Messina, la Dama con liocorno di Raffaello, la Madonna col Bambino di Giovanni Bellini, la Madonna con Bambino, san Giovannino e angeli di Sandro Botticelli, Susanna e i vecchioni di Peter Paul Rubens, la Predica del Battista di Paolo Veronese, solo per citarne alcuni, continueranno così ad essere fruibili al grande pubblico.
“Un evento del più alto valore istituzionale a testimonianza della vicinanza, non solo geografica, ma anche professionale che lega i due musei” ha dichiarato Thomas Clement Salomon, direttore delle Gallerie Nazionali di Arte Antica, che prosegue: ”Nel solco tracciato da Scipione Borghese e Maffeo Barberini, che oggi avrebbero gioito per questa iniziativa, speriamo che il pubblico possa ammirare i capolavori borghesiani a Palazzo Barberini e celebrare questa mostra difficilmente ripetibile nei prossimi decenni.”
“Nello svolgimento di interventi importanti del PNRR che cambieranno l’aspetto della Pinacoteca al primo piano della palazzina, la Galleria Borghese, con uno sforzo eccezionale di tutto il suo personale, non chiuderà mai e durante i lavori rimarrà visitabile. La mostra a Palazzo Barberini consentirà di rendere sempre visibile il patrimonio della Galleria e di istituire rapporti e risonanze con un’altra eccezionale collezione barocca e con un’altra grande istituzione museale” afferma Francesca Cappelletti, Direttrice della Galleria Borghese.
Presso la Galleria Borghese, dopo il restauro delle facciate, i lavori del PNRR comporteranno la sostituzione delle tappezzerie e l’ammodernamento degli infissi nell’ottica dell’efficientamento energetico, l’ampliamento dell’accessibilità culturale, l’aggiornamento dei depositi e il restauro di alcune grandi tele. Il progetto, nella sua complessità, verrà illustrato come prologo alla mostra in Palazzo Barberini.
A Palazzo Barberini il temporaneo disallestimento delle sale dell’Ala Sud sarà occasione per un’approfondita campagna fotografica e di conservazione preventiva delle opere normalmente esposte in questi ambienti: dal Seicento napoletano alla collezione settecentesca, da Mattia Preti ai pittori del Grand Tour.Durante tutto il periodo dell’esposizione sono previste delle agevolazioni sui biglietti.

Fino al 30 giugno 2024

Dove: Palazzo Barberini – Roma

Info: https://barberinicorsini.org/evento/raffaello-tiziano-rubens-capolavori-dalla-galleria-borghese-a-palazzo-barberini/

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