Rissa alla Camera, Donno (M5s) finisce a terra e viene soccorso dai medici: seduta sospesa

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Una rissa tra parlamentari è scoppiata nell’aula della Camera durante l’esame del ddl autonomia differenziata. Ne ha pagato le conseguenze il deputato M5s, Leonardo Donno, colpito da un deputato della Lega, secondo i racconti di diversi parlamentari, con due pugni in testa. È stato necessario l’intervento dei medici che hanno portato Donno fuori dall’aula su una sedia a rotelle.

La rissa è scoppiata dopo che il deputato pentastellato aveva provato a portare il tricolore al ministro Calderoli, gesto censurato dal presidente della Camera Lorenzo Fontana con l’espulsione. Diversi deputati leghisti lo hanno circondato ed è scoppiata la rissa. La seduta è stata sospesa.

Oltre al deputato M5s Donno, è rimasto coinvolto anche un assistente parlamentare, colpito al volto e allo stomaco, riferiscono suoi colleghi. E’ stato portato a braccio in infermeria e “non sta bene”.

“Il parapiglia è scoppiato in maniera strumentale da parte di un deputato M5s: in maniera oltraggiosa voleva avvolgere nel tricolore il ministro Calderoli. A quel punto è scoppiato il parapiglia ma nessuno ha avuto modo di entrare in contatto con lui perché era circondato da assistenti parlamentari. Quindi l’ipotesi è che sia una sceneggiata quella di buttarsi a terra e fingere un malore. Peraltro Fontana lo aveva appena espulso”, ha detto Federico Mollicone, deputato di Fdi, raccontando ai giornalisti in transatlantico la sua versione della rissa avvenuta in aula durante l’esame del ddl. 

*** La Lega invoca il ‘Var’ dopo il caos alla Camera e afferma che il parapiglia durante il dibattito sul ddl Calderoli sarebbe stato innescato dall’aggressione del deputato M5S Leonardo Donno ai danni del ministro Roberto Calderoli.

“Contrariamente a quanto riferito da alcuni mezzi di informazione e da alcuni esponenti del M5S, è il deputato Donno del M5S ad aver aggredito il ministro Calderoli. Il parapiglia generatosi è la conseguenza del comportamento fortemente provocatorio del deputato Donno. Il video dimostra come si sono svolti realmente i fatti”, dice in una nota del partito di via Bellerio.

“Vergogna, vergogna, vergogna. L’aggressione fisica e la provocazione fatte dal deputato Donno a Calderoli, ministro della Repubblica, in aula a Montecitorio sono inqualificabili. È da tutto il pomeriggio che dai banchi Dem e dei grillini arrivano provocazioni gratuite nei confronti della maggioranza e della Lega. Fino a questo episodio inqualificabile”, dice il deputato della Lega Stefano Candiani.

“Donno – prosegue – ha creato le condizioni per una rissa non qualificabile e, per di più, ha aggravato la situazione simulando un’aggressione che non ha mai subito, inventando falsità. Questo bugiardo si vergogni della pagliacciata e della provocazione che ha fatto a un ministro serio come Calderoli, cui va la nostra solidarietà. Si è messo a fare la vittima quando è l’istigatore. Provocazioni menzogne e falsità: questi sono gli standard di questi rossi a 5 Stelle”, conclude Candiani.

Nel pomeriggio ad alta tensione, riflettori anche sul deputato leghista Domenico Furgiuele, espulso dall’Aula nel corso della seduta sull’autonomia per aver fatto – secondo il Partito democratico – il gesto della ‘Decima Mas’. “La X con le mani? L’ho fatto per dire che non mi piace Bella ciao”, dice ai cronisti.

“E’ tutto molto strano, è questo mondo del politicamente corretto per il quale si può cantare Bella ciao in Aula alla Camera e non si può dire magari che questa canzone non è condivisa e non piace. E qualcuno può fare pure un gesto, surclassato dalle voci, per dire ‘no, non mi piace’. Questa cosa viene fraintesa perché non si può fare un gesto…”, dice. “Ognuno può interpretare quello che vuole. Era mia intenzione esprimere qualcosa di negativo rispetto a quello che le opposizioni stavano cantando”, prosegue l’esponente leghista.

‘Dinamiche parlamentari…’, dice in Transatlantico a Montecitorio il capogruppo alla Camera della Lega, Riccardo Molinari, alzando le braccia e prova a minimizzare quando gli chiedono cosa ne pensi del clima incandescente.

*** “Mi sono avvicinato al ministro Calderoli, volevo solo consegnargli il tricolore. Niente di più. Poi c’è stato il caos. Tra i vari calci mi è arrivato anche un pugno fortissimo allo sterno e sono crollato perché non riuscivo a respirare. Mi sono spaventato”. Così il deputato del M5S Leonardo Donno, ricostruisce con l’Adnkronos tutte la fasi dell’aggressione da lui subita in Aula a Montecitorio, durante la discussione sull’autonomia differenziata.

“Fortunatamente i medici, che ringrazio, mi hanno assistito immediatamente. Ho fatto 7-8 volte l’elettrocardiogramma perché ero agitato. Ora sto meglio, ho preso anche un antidolorifico”, spiega il parlamentare grillino.

“Non sono riuscito a capire bene nella confusione, ma hanno provato e sono riusciti anche a colpirmi con calci e pugni Iezzi, Candiani, Cangiano, Amich… Parlamentari di Lega e Fratelli d’Italia. Mi hanno detto ci sono dei video. Vedrò se prendere dei provvedimenti”, prosegue il deputato.

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