Borsa di Mosca, stop contrattazioni in dollari ed euro dopo nuove sanzioni Usa

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La Borsa di Mosca sospende le contrattazioni in dollari ed euro il giorno dopo l’introduzione di nuove sanzioni da parte degli Stati Uniti, misure per bloccare il flusso di capitali nei settori del debito sovrano, dei grandi conglomerati pubblici e delle principali società della difesa. Vladimir Putin aveva appena di recente varato provvedimenti per attrarre investimenti, proprio attraverso la borsa, da russi e non russi residenti in “Paesi amici”. Oggi, giorno in cui sono entrate in vigore le nuove sanzioni, la Borsa di Mosca ha perso il 3,5-4 per cento e la società della Borsa di Mosca il 15.

“In seguito all’introduzione di misure restrittive negli Stati Uniti contro il Gruppo della Borsa di Mosca, da oggi le transazioni sui mercati della borsa di Mosca saranno effettuati…con l’eccezione degli strumenti con contratti in dollari ed euro. Di fronte alle nuove sfide, la Borsa di Mosca continuerà ad assicurare ai clienti l’accesso a tutti i segmenti della piattaforma di trading”, si legge in un comunicato del Moex.

Interessate dalle nuova misure restrittive Usa sia la borsa di Mosca che il National Clearing Center che opera come intermediario nelle transazioni con borse straniere alla Borsa di Mosca, oltre che altre 300 entità, fra cui anche in Paesi come Cina, Turchia ed Emirati arabi uniti. I russi, individui e compagnie, potranno continuare ad acquistare e vendere euro e dollari attraverso intermediari (banche russe) e la Banca centrale russa ha garantito che tutti i depositi in valuta straniera non saranno interessati.

Intanto, dopo le sanzioni Usa, ecco anche quelle britanniche. Il Regno Unito ha imposto un nuovo pacchetto contro 42 entità russe tra cui la Borsa di Mosca, il National Clearing Center e il National Settlement Depository. Anche l’obiettivo di Londra è quello di indebolire il sistema finanziario russo e coloro che forniscono sostegno militare alle forze armate russe impegnate in Ucraina.

Queste nuove sanzioni colpiscono anche i fornitori di munizioni, macchine utensili, microelettronica e logistica per l’’esercito russo, comprese entità con sede in Cina, Israele , Kirghizistan e Turchia, insieme alle navi che trasportano beni militari dalla Corea del Nord alla Russia.

adnkronos

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